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Terapia a quattro: la coppia cura la coppia
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Confrontandoci sulla nostra reciproca esperienza con le coppie, io e il dott. Fabio Galimberti ci siamo trovati d'accordo su una difficoltà costante e reciproca: i partner, con la copresenza del compagno, si aprono fino ad un certo punto, e spesso presentano questioni personali complesse non affrontabili in un setting duale, in una sessione di coppia, per cui diventa difficile lavorare sull'insieme quando le parti non possono o non vogliono esprimersi fino in fondo. Non si tratta solo o per forza di segreti (come un tradimento, per esempio), ma anche di questioni imbarazzanti o troppo complesse, poco chiare, intime.

Nei casi in cui questa situazione è evidente, di solito lo psico si rivolge ad un collega che prende in cura il soggetto in difficoltà, o a due colleghi per entrambi i partner (visto che è estremamente controproducente e pericoloso che chi segue la coppia segua anche i singoli).

Epilogo: uno squilibrio su un partner, oppure una grande folla.

Il punto focale dei nostri confronti è stato il fatto che in una coppia le questioni che compartecipano al malessere sono tante, complesse, e conformate sull'incrocio di due strutture caratteriali che è proprio nell'incastro che vanno in tilt.

A questo punto ci siamo detti: perché non dar loro a priori la possibilità di uno spazio individuale?
Se invece che un solo conduttore/moderatore, ce ne fossero due, ogni partner potrebbe avere il suo spazio intimo con uno dei due (al bisogno), e vivere con più completezza quello condiviso.

Così ci siamo messi a condurre le sedute di coppia in coppia.

Il vantaggio non è solo quello di cui sopra, anzi. Col tempo abbiamo scoperto la potenza senza paragoni della co-conduzione. Quattro occhi invece di due moltiplicano l'osservazione, hanno due punti di vista diversi e spesso complementari; quattro orecchie raccolgono molte più parole, dettagli, toni, sfumature; per non parlare dell’effetto di due presenze e di quanto i due partner ne percepiscano la rassicurazione.

Gli incontri “a quattro” si svolgono come normale sessione di coppia. Gli incontri individuali, ognuno col proprio terapeuta, al bisogno. Si decide insieme se e quanto dare priorità alla coppia o al singolo, a seconda delle rispettive esigenze.

Nello spazio individuale si lavorerà sulla persona, sul suo percorso, sulle sue questioni, sul suo modo di vivere la coppia ma non solo, diciamo la vita in generale. Il segreto professionale impedirà che trapeli alcunché: ogni terapeuta deterrà dentro di sé i racconti del suo paziente, e negli incontri “a quattro” emergeranno le questioni che in quel momento i due partner vorranno trattare.

Il presupposto è fondamentalmente quello che si è detto: non esiste problema di coppia la cui responsabilità non sia equamente suddivisa.

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