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Una madre per un figlio PDF Stampa E-mail

 

 


Buonasera sono una madre distrutta, ho un solo figlio. Mi sono sposata con un uomo molto più grande di me di 25 anni....la mia vita non è stata facile, mio marito non riusciva ad avere figli...con la mia insistenza stando in un centro sterilità dopo 3 anni e mezzo è arrivato mio figlio. Cresciuto nel mio respiro, anche se io e mio marito non si andava tanto d'accordo di carattere. Mi teneva sempre senza soldi pensando che era l'unico modo per tenermi legata a lui. Crescendo, mio figlio, dopo la maturità volle andarsene a Milano per l'Università. Io decisi di separarmi da mio marito. Nonostante il giudice mi assegnò un mantenimento, mio marito mi ricattava che se mi dava il mantenimento non avrebbe più mantenuto il figlio a Milano. Io a questo punto rifiutai a favore di mio figlio. Poi mio marito dopo 3 anni di separazione ebbe un infarto, stava molto male. Io sono ritornata con lui per curarlo e non l'ho lasciato nemmeno un giorno. Infatti in 6 anni di malattia mio marito si è riscattato e mi ha valutato capendo che alla fine si è ritrovato solo con me. Nel frattempo mio figlio si laureò e volle aprirsi un ristorante a Milano in società con un suo amico. Io per realizzare il suo desiderio ho dovuto convincere mio marito a vendere una casa e un garage. A dicembre 2015 mio marito è morto... e mio figlio mi sembra impazzito. Ha fatto danni al ristorante, è stato buttato fuori per mala gestione e ha debiti per 175.000. Quando mi sono rifiutata di mettergli una firma x un prestito... ha iniziato ad infangarmi, a dirmi che ho fattole corna al padre, che sono stata una madre non idonea... Sono 15 mesi infernali.... non so più che pensare, se si droga... La sua ragazza è peggio di lui. Mi  dia un consiglio... a volte penso di togliermi la vita... per tutta questa situazione ho fatto un vuoto intorno a me, non ho più nessuno. Grazie



 

 

Cara N.,

nel momento in cui decidiamo di mettere al mondo qualcuno, costui non ci appartiene, e dobbiamo sapere che al diciottesimo anno sarà libero d spendersi la sua vita come vorrà, così come noi dobbiamo continuare a pensare alla nostra. Quando si diventa genitori  la propria vita si arricchisce, non finisce.
Da come parli, purtroppo, emerge piuttosto una cosa diversa: che hai investito gran parte della tua vita dietro questo figlio. Non emerge nessuna immagine di qualcosa di tuo, sembra che tu non abbia avuto altro che tuo marito e vostro figlio.
Tutto il tuo sacrificio e la tua inclinazione a rendergli la vita migliore a cosa ha portato? ad ingiurie ed accuse, come spesso accade quando ciò che fanno i genitori per i figli ha il sapore dello scontato, del dovuto, e non di qualcosa di prezioso.
Ci sono momento in cui i figli vanno lasciati da soli. Questo è il momento per voi. Un figlio che si permette, alla sua età, di insultarti merita forse che tu strisci ai suoi piedi per elemosinare le sue attenzioni? O sarebbe più corretto un bel calcio nel sedere, per fargli capire che si sta comportando da idiota? La sua sofferenza per la morte del padre è sacra, ma questo non giustifica la cafonaggine e l'aggressività gratuita e mal riposta.
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Cosa devo dirti, dunque?
Una cosa, una e fondamentale: occupati di te, della tua vita e del tuo futuro. Così tuo figlio dovrà sbracciarsi ed occuparsi della sua. Vorrei dirti di farlo per te, ma credo sia iutile perché non penso che tu sia davvero interessata. Allora ti dico che devi farlo per tuo figlio, perché non cresca una mammola, incapace di gestirsi e di diventare adulto, perennemente in attesa della "mamma" dal cielo.
Ti consiglio di ascoltarmi. E se quello che dico ti risulta troppo difficile, fatti aiutare, per esempio da uno psicoterapeuta, La vita finisce, e tu la stai sprecando dietro l'illusione che il sacrificio sia una cosa buona. Il sacrificio, per la maggior parte dei casi, è una grande palude dove rischiamo di affondare.
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In bocca al lupo.
 

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