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Una lunga lettera perché non posso staccare la penna da mia madre PDF Stampa E-mail



Buongiorno Dottoressa,
Le racconto la mia storia..
3 anni fa in estate del 2008 mia madre è deceduta in seguito ad un aneurisma.. è successo tutto in un periodo molto breve.. ci siamo sentite per telefono ( io ero in Italia e lei in Romania) dove si lamentava di fortissimi mal di testa iniziati dalla sera prima, però nonostante questo, come sempre senza avere mai ferie a parte i 2-3 giorni di Natale e Pasqua, è andata lo stesso a lavoro.. e senza la pausa pranzo.. lavorava come commessa in un negozio di Autoricambi, un lavoro molto duro e stancante per lei.. in più il suo capo che non era mai contenta anche se lei era bravissima a fare il suo lavoro, la stressava moltissimo.. non sapevo molto di questa malattia, però ho capito che è stato conseguenza di troppo stress accumulato.. aveva solo 50 anni ed io 29, adesso ne ho quasi 33.. la adoravo, era tutta la mia vita, il mio mondo, la mia migliore amica, la mia forza, il mio equilibrio, il mio punto di riferimento.. eravamo molto legate, era presente nella vita per tutto e sempre, piccole e importanti cose.. anche se ero in Italia la chiamavo tutti i giorni, ci raccontavamo tutto e siccome ero anche senza lavoro in quel periodo andavo spesso a trovarla..
Sono figlia unica e mio padre 6 anni fa ha lasciato mia madre per un’altra donna, è successo subito dopo che ero venuta in Italia per lavoro.. Abbiamo sofferto molto entrambe, anche se io avevo già 26 anni..
Dopo 1 anno mi sono trasferita qui.. quindi lei era rimasta a casa da sola.. non posso non pensare che se non andavo via da casa e mi sarei accontentata con la vita che avevo in Romania, se le restavo vicino o almeno se tornavo prima a casa da lei, avrei potuto salvarla.. perché ho capito che la mia presenza le faceva bene.. Quando andavo a casa da lei nel ultimo periodo la trovavo sempre molto stressata ma dopo qualche giorno la vedevo più tranquilla, e la luce durante la notte vedevo che si accendeva sempre più tardi, nel senso che cominciava a dormire meglio e si svegliava alle 6 di mattina e non alle 2-3 di notte come succedeva nei primi giorni.. l’ultima volta che sono stata a casa l’ho lasciata abbastanza tranquilla e poi dopo un mese l’ho persa.. ha ricominciato dormire sempre di meno, anzi mi diceva che non dormiva più di 2 ore a notte, e continuava a lavorare.. non posso perdonarmi che non ho insistito di convincerla ad andare da un medico, visto che i segnali c’erano.. ma era così preoccupata di non perdere il lavoro, visto che il titolare non poteva o si rifiutava di sostituirla almeno per qualche giorno, la sua salute l’ha sempre messa al ultimo posto..
Quando penso che quei giorni avevo deciso insieme a lei di tornare a casa, visto che in Italia a Vicenza passati 2 anni e mezzo nel 2008 non riuscivo a trovare lavoro, e non ero contenta neanche del rapporto che avevo con il mio fidanzato ( avevamo tanti problemi).. il mio fidanzato mi aveva tradita dopo il primo anno, anche se lui dice che mi amava molto.. mi era crollato il mondo addosso, ho sofferto tantissimo.. però sono tornata da lui, ho pensato che dovevo dargli un’altra possibilità e lui dopo che mia madre è mancata ha fatto di tutto per farsi perdonare.. pensavo che perdonare un tradimento vuol dire essere grandi, adulti.. così dimostravo a me stessa che anche io sono una donna matura come mia madre lo era, visto che era il rapporto più importante della mia vita.. anche mia madre ha perdonato a mio padre tutti i suoi tradimenti, però lei aveva una figlia, sicuramente l’ha fatto per questo.. da quel giorno, anche se l’ho perdonato, il nostro rapporto non è più stato come prima.. lui dopo ha sviluppato una fobia di aver preso l’AIDS e per 1 anno andava a farsi le analisi ogni 2 settimana, è andato anche dallo psicologo e dallo psichiatra, nonostante le analisi erano sempre negative.. penso era depresso ed era diventato molto irascibile, anche con me e litigavamo spesso.. ho passato 1 anno di inferno.. anche per questo ho deciso di tornare a casa.. ero riuscita a trovare un lavoro come receptionist in un albergo in Trentino e finita la stagione sarei tornata a casa.. pensavo che spostarmi da lui sarebbe stato un modo per staccarmi, visto che non abbiamo mai parlato di lasciarci, lui mi amava e non vedeva la vita senza di me, nonostante quello che è successo.. io in quel momento non ero più innamorata, sicuramente non come ero prima del suo tradimento..
Ma dopo solo 3 giorni che ero in Trentino mi hanno chiamato da casa dalla Romania per tornare perché mia madre non si sentiva bene.. ma allora ho capito che era successo qualcosa di grave perché lei non mi avrebbe mai chiamato se non per qualcosa di veramente grave.. lei non mi ha mai detto nel ultimo periodo che aveva paura per la sua salute, per non farmi preoccupare.. aveva detto invece alla sua sorella e ad una vicina di casa che aveva paura di morire, perché si sentiva molto stanca.. ma siccome lei continuava ad andare a lavoro e anche se oggi stava male, il giorno dopo si riprendeva e rideva, scherzava con i clienti e con le persone che aveva attorno a se.. perché non ha detto nulla a me ?? per non farmi preoccupare ? non era meglio farmi preoccupare invece, così avrei lasciato tutto e sarei andata di corsa da lei, invece di perderla senza nemmeno salutarla e abbracciarla per l’ultima volta.. e adesso sono distrutta solo perché lei non voleva farmi preoccupare..
L’avevo sentita proprio quella mattina, non ero sicura se chiamarla la mattina o nella mia pausa pranzo, è così l’ho sentita per l’ultima volta.. un ora dopo già non c’era più.. mi diceva che aveva questi forti mal di testa, mi ha detto: “Laura, stavolta ho paura !! “ mi ha detto che una vena dietro alla testa le stava per scoppiare.. Mi chiedo perché non ho fatto niente ? perché non le ho detto di chiamare l’ambulanza? Perché non mi sono preoccupata abbastanza ? ero così abituata con lei che dopo un paio d’ore si riprendeva, e forse anche lei.. o quando mi aveva detto che voleva andare in farmacia da sola per controllare la pressione, male come stava, perché non le ho detto di restare lì o almeno di andare accompagnata ? così è andata da sola a piedi e mentre stava per tornare si è sentita male, è caduta a terra e ha perso la coscienza.. l’ambulanza era arrivata dopo 20 minuti, l’ospedale essendo a solo 1 minuto di distanza.. Mi faccio sempre anche questa domanda, mi chiedo se l’ambulanza arrivasse in tempo forse aveva qualche chance ? Non sono convinta che erano ben attrezzati in quel piccolo paese.. a casa mia per un intervento importante ti mandano a Timisoara a 100 km dove devi percorrere in 2-3 ore per colpa del traffico e la strada piena di buche.. non se ne parla neanche del elicottero.. sono sicura che se fosse qui in Italia, la situazione era diversa..
Non so come ha fatto a lasciarmi senza nemmeno salutarmi.. spesso sono arrabbiata con lei perché non ha dato importanza alla sua salute.. ma questa purtroppo è la mentalità dei rumeni, cominciano a preoccuparsi quando è troppo tardi.. aveva tanta forza e volontà, avrebbe potuto spostare le montagne con la sua energia, ma era molto delicata e fragile fisicamente.. almeno se fosse più riposata fisicamente, sono convinta che quei giorni avrebbe retto allo stress meglio.. quando penso che bastavano poche gocce di ansiolitici e qualche sonnifero per cambiare tutta questa brutta fine, mi viene su una rabbia.. però era anche abbastanza testarda e non ha voluto ascoltare i mei consigli.. ma forse neanche io non ho insistito abbastanza.. purtroppo a casa mia prendere ansiolitici, antidepressivi o sonniferi, non si accettano come soluzione.. al massimo medicinali di piante.. Almeno se fosse un po’ felice, o almeno contenta.. invece se ne andata con il cuore triste e pieno di preoccupazioni anche nei miei confronti.. sapeva che io non ero felice e che volevo tornare a casa sconfitta.. almeno se l’avrei fatta io felice, vedendomi felice e tranquilla, sposata con figli, con un lavoro stabile.. invece nulla di tutto questo.. non ho fatto in tempo.. non ho fatto niente per lei, anche se mi sono allontanata da casa avendo con questa idea, di darle una mano.. non sono riuscita a regalarle niente, una vacanza da qualche parte, o almeno di venire a visitare l’Italia e mangiare una pizza e un gelato buono.. meritava di godersi un po’ la vita, ha sofferto tutta la vita per colpa di mio padre, poi per la separazione.. ha solo lavorato e ha tenuto la famiglia con tutte le sue forze, sacrificandosi sempre..
Dopo la sua perdita mi sono trovata costretta a restare con il mio fidanzato, visto che avevo solo lui.. a casa avevo solo la sorella di mia madre che anche lei soffriva molto, essendo molto più piccola di età mia madre le è stata più come una madre più che sorella.. però lei avendo 2 figli piccoli dopo 1 anno si è ripresa, non aveva scelta.. io invece non sono riuscita a riprendermi.. mi sento persa, con lei ho perso tutta la mia famiglia in un colpo.. con mio padre in questi 3 anni non ho avuto contatto, non mi ha cercata nemmeno per chiedermi se sono viva o morta, convinto che lo odiassi per il fatto che si è rifiutato di venire al funerale di mia madre.. non è venuto nemmeno quando io l’ho implorato.. mi hanno sostenuto quel giorno i vicini di casa mia, e non lui.. certo non l’ho odiato, però è una cosa difficile da passarci sopra.. lui è convinto che avrei dovuto cercarlo io, perché sono i figli che cercano i genitori se hanno bisogno.. e poi anche lui è cresciuto senza padre, e un’altra cosa “sono già grande, quindi mi devo arrangiare.. lui cos’ ha fatto ed era ancora più giovane di me.. “.. questa sarebbe la sua mentalità.. pochi giorni fa sono andata per un matrimonio a casa mia e l’ho incontrato, sembra che siamo riusciti a comunicare senza litigare, lui aveva l’abitudine di parlare male di mia madre e di accusarla di cose non vere, pur di dormire bene alla notte e alleggerirsi la coscienza .. ha sempre fatto la vittima e dato alla mia mamma tutte le colpe.. io so meglio, qualche colpa ha avuto anche mia madre perché perdendo la stima per mio padre, ha cominciato a trattarlo con indifferenza.. però sono convinta che con un po’ di impegno e saggezza da parte di tutti e due il loro matrimonio si poteva salvare.. se qualche hanno fa avevo la mente di adesso, sicuramente avrei potuto fare qualcosa per tenerli uniti.. quindi non ho avuto l’appoggio di mio padre da alcun punto di vista..
È stato solo lui, il mio fidanzato a starmi vicino, a perdere le notti intere accanto a me quando stavo male, mi sono aggrappata a lui con tutte le mie forze per sopravvivere.. il problema è che nonostante questo l’amore che avevo per lui non è tornato come prima, come speravamo entrambi.. l’amore che ho per lui adesso è molto diverso, vedo in lui la persona che mi ha salvato, che si è preso cura di me, non riesco più vederlo come un amante.. anche perché per colpa della mia depressione ( che io chiamo dolore, sofferenza per la mancanza di mia madre, e non depressione.. ) la nostra vita sessuale è quasi inesistente.. lui ha avuto molta pazienza fin’adesso ma giustamente non ne ha più, mi rimprovera spesso che non lo amo più.. ieri sera abbiamo provato di riprovare a far l’amore, ma ho avuto un attacco di panico.. non so, se è perché non sono più innamorata di lui.. a volte penso che se avevo vicino a me un ragazzo di cui essere innamorata, forse la situazione era diversa.. oppure non sono più attratta da lui fisicamente, 6 anni fa la differenza d’età non mi bloccava molto in questo senso, adesso si.. è cambiato molto fisicamente rispetto a come era quando ci siamo conosciuti.. lui adesso ha 45 anni ed io sono rimasta più o meno uguale, mi dicono ancora che ho non più di 25 anni..
L’anno scorso ho provato di nuovo a staccarmi da lui, ho avuto questo coraggio perché mi sembrava di stare un po’ meglio e di essere più indipendente, forse per il lavoro che avevo, lontano da lui, sempre come receptionist in un albergo in Trentino.. ma poi ho capito quanto male stava, e rivedendolo ho deciso di tornare da lui.. come fare a lasciare la persona che ti è stato vicino quando nessuno neanche della mia famiglia non c’era ? certo lui non è perfetto, come nessuno lo è, ha tantissime qualità che sono sicura non troverò mai ad un altro uomo, è molto affettuoso e premuroso, mi sento al sicuro con lui, e quando siamo tutti e due di buon umore stiamo bene insieme, ci divertiamo molto, abbiamo molte cose in comune.. e pochi difetti che però purtroppo sono molto gravi, è abbastanza irascibile e nervoso, pronto a esplodere per piccole cose e peggio, litiga spesso con la gente.. tante volte ho avuto paura perché stava per picchiare della gente che secondo lui aveva sbagliato in qualche modo nei suoi confronti.. spesso risolve i suoi problemi facendo paura.. ma lui dice che grazie a me è riuscito a controllarsi molto.. quindi avrei dovuto aspettarmi peggio di così.. quindi diciamo l’atmosfera tante volte non è serena affatto.. ho sempre desiderato una persona accanto a me tranquilla, che riuscirà a calmarmi, io essendo una persona abbastanza ansiosa, sensibile ed emotiva, e lui è proprio il contrario in questo senso.. un’altra cosa è la sua insicurezza economica per colpa del lavoro che fa, lavora e fatica molto 6 mesi all’anno, più o meno da giugno a novembre.. quindi non riesco più a vedere un futuro tranquillo nemmeno dal punto di vista economico.. soprattutto perché vorrei un giorno una famiglia sana, vorrei crescere dei bambini in armonia, pace e tranquillità, diverso da quello che ho avuto io.. i miei tutta la mia infanzia e adolescenza hanno sempre litigato.. quindi anche mia madre vorrebbe vedermi vivere in armonia, senza gridi e voce alta come sono cresciuta io..
L’anno scorso quando ho preso la decisione di lasciare il mio fidanzato, di liberarlo, anche se io avevo molto da perdere, avrei dovuto tornare a casa in quella casa vuota e piena di ricordi, senza mia madre penso sarei morta di dolore in poco tempo, ma nonostante questo ho avuto il coraggio di farlo.. ho messo in bilancia tutte queste cose, alla fine non sono riuscita, mi diceva che la sua vita non avrebbe più senso, che voleva solo morire, aveva smesso anche di andare a lavoro.. mi diceva che se andava a lavoro, anche questo lo faceva perché ero io.. quindi sono rimasta.. e più tempo passa più mi sento legata a questo uomo, quasi dipendente, che è diventato la persona più importante della mia vita, l’unico appoggio, l’unico che si preoccupa per me, per la mia salute, l’unico amico che ho.. e non so se riuscirò mai a lasciarlo.. intanto gli anni passano per me ma anche per lui.. Le volte che sono andata dallo psicologo mi aveva consigliato di restarci, che non era ancora il momento di andarmene via da lui, e se lo facessi rischierei di mettermi forse in situazioni pericolose, essendo ancora molto fragile e vulnerabile.. a volte penso che se fossi innamorata starei meglio.. se vivessi un nuovo amore, pensare a creare una famiglia, ad avere bambini potrei forse un giorno essere se non felice, almeno soffrire di meno e vivere meglio questa nuova vita.. restare qui nel Veneto, vorrebbe dire restare senza lavoro.. spostarci insieme è impossibile perché lui è legato alla casa che ha ottenuto dal Comune ancora prima quando era sposato con la ex moglie.. quindi costruire un futuro assieme a lui sembra impossibile.. Se fosse mia madre ancora, adesso non mi sarei trovata in questa situazione difficile..
Riguardo la mancanza di mia madre, non sono riuscita a trovare ancora un po’ di pace e serenità nel cuore.. penso sempre che mancava poco, io sarei tornata da lei e le cose si sistemavano, per me e per lei.. perché come le dicevo, la mia presenza la calmava, la tranquillizzava.. almeno non aveva più la preoccupazione nei miei confronti.. e trovare un lavoro a casa mia non era un problema.. avremmo potuto ricominciare da capo.. io avevo lei e lei aveva me..
So che per la maggior parte 3 anni sono tanti, adesso avrei dovuto star meglio.. ma non riesco a farmi una ragione, non posso ancora accettare la morte di mia madre.. non ero pronta, non ne abbiamo mai parlato io e lei.. non posso credere che questa è una situazione definitiva.. che il suo abbandono è per sempre.. lei che risolveva tutti i problemi, per questo problema non ha trovato ancora nessuna soluzione.. Ho provato andare da 3 psicologi diversi, ma stavo peggio.. perché quando vai dallo psicologo vuol dire che hai accettato la situazione, che ti sei fatto una ragione e vuoi stare meglio.. ma stavo peggio dopo, così ho capito che ancora non sono pronta a separarmi da lei, di chiudere questo capitolo della mia vita, di chiudere il passato.. i ricordi, il passato è tutto quello che mi è rimasto.. Dicono che un dolore del genere ti rafforza, con me non è così.. sono diventata ancora più sensibile ed emotiva di prima, le mie insicurezze sono ancora più grandi.. Ho quasi 33 anni, ma non mi sento affatto una donna.. anzi mi sento spaesata, come una bambina senza genitori.. quando mia madre se ne andata, io ancora non ero una donna adulta, a 29 anni ero ancora la bambina di mia mamma.. cercare lavoro e provare di diventare indipendente, allontanarmi dai miei genitori, vivendo un rapporto con un uomo con 11 anni più grande di me perché quelli della mia età erano immaturi e volevano solo divertirsi, passare sopra un tradimento dopo solo 1 anno di amore, sono state tutte delle prove da superare per me.. provare di crescere, di diventare una donna forte.. ma tutto questo era provvisorio e se le cose non andavano come avrei voluto, sarei tornata a casa mia, dove mia madre mi aspettava.. adesso invece mi trovo costretta a restare e provare a crearmi una nuova vita, in un mondo che non è mio, dove non ho parenti ne amici, ne la sicurezza di un lavoro stabile che dovrebbe aiutarmi a diventare indipendente.. quanto vorrei la mia vita di prima.. Ci sono tantissime ragazze che conosco che non sono attaccate affatto alle loro madri, anzi non si sentono nemmeno.. qualcuno me l’ha portata via, proprio a me che era parte di me e tutto quello che facevo avevo lei nei pensieri, ogni attimo della mia vita..
Quindi aspetto ancora dei segni da parte di mia madre, per farmi capire che è con me, sennò come faccio ad andare avanti ?.. non può lasciarmi per sempre, senza dirmi niente, senza sapere niente di lei, e dov’è.. La maggior parte della gente nella mia situazione riesce a trovare un senso di serenità tramite Fede.. io non ho nemmeno questo, in questi 3 anni ho letto e ascoltato tantissime persone che speravo mi aiutassero a togliere i miei dubbi.. ma sono troppo razionale e concreta per accettare tutto come un dogma.. non riuscirò mai a capire e accettare l’esistenza ad un Dio pieno di amore e misericordioso quando c’è tutto questo dolore e sofferenza nel mondo.. mia madre invece aveva tantissima Fede..
Se ha avuto la pazienza di leggere la mia lettera, la ringrazio di cuore.. forse riuscirà a darmi qualche consiglio.
L.
Cara L.,
la tua lunghissima lettera mi fa pensare ai riti di passaggio; ecco perché le ho messo questo titolo. E' come se tu avessi voluto liberarti del dolore consegnando la tua storia all'etere, che la ha portata fino a me, fino a noi. Chissà quanti riusciranno a leggerla fino in fondo; di certo è servito a te scriverla, perché scrivere è un momento intenso di incontro con noi stessi.
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Ci sarebbero così tante cose da dire che dovremmo aprire un lungo percorso di psicoterapia! quindi mi soffermerò solo sulla cosa che reputo fondamentale, e che riguarda il rapporto con la tua mamma. Credo tu non ti sia mai abbastanza differenziata. Credo che le vostre vite fossero un po' confuse e non individualizzate. Credo tu ti sentissi troppo in dovere di sentire il suo dolore, vivere la sua vita, aiutarla.
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Ebbene, tu non potevi fare niente per lei. Perché ognuno può fare qualcosa solo per se stesso. Non potevi far nulla che lei non volesse, e credimi ognuno la sua vita la vive come vuole: anche quando soffriamo, sotterraneamente c'è una volontà.
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Chissà dove tu andrai ora. Ovunque andrai, dovrai superare il lutto e il distacco, ma prima ancora l'attaccamento e la simbiosi. Non so cos'altro consigliarti se non una psicoterapia, o addirittura un'analisi, perché il tema è veramente profondo e radicato.
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Tutto il resto...verrà di conseguenza: l'amore, la felicità, la tua realizzazione,
Ricorda che senza tua madre sei semplicemente una donna con una madre mancata, come prima o poi tutte le donne. Tranne che non volessi morire prima di lei. E questo è assurdo.
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Un caloroso saluto.

 

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