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Una ferita d'amore che continua PDF Stampa E-mail




Buonasera,
Credo sia la prima volta che scrivo, di solito leggo sempre molto e valuto come adeguare ció che leggo alla mia relazione. Ho solo 24 anni. Ma conduco una vita da adulta. Sto 10 ore al giorno fuori casa per lavoro, dalla mattina alle 8 alla sera alle 9:30 e tempo per me ne ho davvero poco. I miei due giorni di riposo li passo con il mio ragazzo con il quale sto da quasi due anni. Ci siamo conosciuti online e lui era ancora fidanzato, dopo un paio di uscite lui ha lasciato la sua ragazza e ci siamo inziati a frequentare. Lui ha 29 anni, é oggettivamente bellissimo, capelli lunghi occhi verdi bocca carnosa, braccia completente tatuate. Io sono semplicemente carina, alta capelli rossi occhi grandi, ma niente di speciale. I primi mesi era tutto bellissimo e lui mi riempiva di attenzioni mi rispettava mi guardava meravigliato qualsiasi cosa facessi..ad un tratto le cose iniziarono a cambiare..io ero stressatissima per il lavoro, mi curavo poco e la sera ero talmente stanca da non riuscire a restare sveglia per più di 20 minuti con lui. Il sesso era diventato statico e monotono, ma io pensavo dipendesse dalla stanchezza dal fatto che ci vedevamo solo la sera e per cosi poco. Una sera improvvisamente mi dice:  amore dobbiamo parlare..da persone mature.
Così mi confessa di essersi sentito con un altra e a me, che lo vedevo come il mio angelo protettore, mi é caduto il mondo addosso. Da lí tutta una discesa. Il giorno dopo non stavamo piú insieme ma io delusa e ossessionata dall idea di scoprire la verità venni a sapere che si erano non solo sentiti ma anche visti. E baciati(a detta sua solo dopo esserci lasciati). I primissimi giorni lo cercavo e lo pregavo di non mollare, che cel avremmo fatta insieme visto che le sue motivazioni erano che la nostra storia era finita perché lui si sentiva un fallito non alla mia altezza(non trova lavoro da anni ormai) e che non sopportava più di stare con me e non potermi dare ció che meritavo..ma cosa meritavo? Io volevo solo lui niente regali ne viaggi ne cene. Solo lui. Cosi lo lasciai stare e non lo cercai piú per un paio di mesi. In cui lui si vide un altra volta con questa ragazza. Mi cercó spesso, mi diceva continuamente che mi amava e che il problema era lui. Faceva tutto lui io ostentavo freddezza e delusione. Poi si presentó fuori da me a lavoro, quella sera facemmo l'amore e stiamo tutt'ora insieme. Sono passati quasi sei mesi ma non riesco a dimenticare quei giorni di dolore, in cui mi sentivo usata, inerme, fragile, delusa, non abbastanza per lui ancora una volta. Non riesco a perdonare definitivamente il suo errore e a dire a me stessa che infondo siamo umani. Non lo attraggo più come prima, non mi accarezza, non mi guarda, non bacia il mio corpo. Eppure io mi guardo allo specchio e non vedo niente che non va. Lui i miei difetti li vede tutti e con la scusa della sua onestá che elogia in ogni momento, mi ferisce continuamente. A conti fatti dopo 24 anni ho iniziato a vedermi con i suoi occhi. Gambe troppo magre, naso largo, poco seno, capelli troppo lunghi e cosi via..
La mia domanda per lei é, puó essere questo un modo di amare?  Mia madre mi dice che lui é infinitamente insicuro di se, e che io sono per lui solo la sacerdotessa che lo elogia fino a farlo sentire un dio. Niente di più.
Non posso più fare finta di niente, secondo lei sono io la paranoica? Perché lui questo mi dice e se anche lei pensa che io sia esagerata allora provvederó a fare un percorso psicologico che mi aiuti.
Grazie infinitamente in anticipo.




Cara S.,

non so quante volte ho sentito la frase: "Sono io il problema", soprattutto detta da un uomo. Credo che questa frase andrebbe presa più sul serio, ovvero come ammissione di un problema che non è risolvibile. Questa frase per me equivale a: "Mi sono stancato, mi sento un cretino perché non so come uscirne e spero che sia tu a lasciarmi, e se dovessi davvero farlo potrei finalmente passare il resto della mia vita nel rimorso di aver perso l'unica donna giusta per me e finalmente potrei darmi del fallito con una motivazione plausibile".
La domanda che mi viene subito da farti è: perché diamine stai ancora a perdere il tuo tempo con un uomo evidentemente deleterio per te? La risposta purtroppo temo di intuirla: perché è bello soffrire per amore, soffrire per qualcuno che non ci ama, e che ci protegge dall'innamorarci veramente di qualcuno che ci ama, cosa che sarebbe troppo impegnativa. Pensi che esagero? quante persone conosci innamorate di un mostro senza sentimenti o di un topo che sfugge al gatto (anzi, di un gatto che sfugge al topo)?
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Probabilmente la fine della passione è stata responsabilità di entrambi, magari anche tu ad un certo punto hai avuto meno cura o non lo hai protetto dalla prosaicità della vita, lui dal canto suo non ha fatto qualcosa per evitarlo e non ti ha parlato di un benessere decrescente (o un malessere crescente); o semplicemente la vostra è una delle tante possibili storie che si esauriscono nel momento in cui hanno dato ciò che dovevano o avrebbero dovuto. E' che purtroppo ci incaponiamo con fini che non accettiamo, in onore di un ricordo sbiadito degli inizi che ormai non ha più realtà. Una storia d'amore se non si rinnova è giusto che finisca; è giusto lasciarla andare come tutte le esperienze della vita che ci lasciano un segno proprio quando evaporano, e proprio dalla fine noi possiamo trarre qualcosa: insegnamento, tenerezza, ricchezza.
Da quello che mi dici anche la vostra storia sembrerebbe aver dato già quello che doveva dare. Ora è tempo di lasciarla andare e scoprire nuove cose della vita.
Un uomo che ti dice che hai i capelli troppo lunghi è un uomo che non accetta la tua presenza nella sua vita, oppure la sfrutta proprio come alibi della sua iinsoddisfazione. E' un classico, purtroppo: "Sono infelice per colpa tua". E' una frase perfetta. Molti miei pazienti a questo punto si oppongono dicendo: "Ma no, davvero, ti assicuro che all'inizio era tutto perfetto, era così dolce e amorevole". La mia risposta di solito è che l'obiettivo non è la felicità, ma l'infelicità. Noi sappiamo sin dall'inizio come andrà a finire, non a livello consapevole ovviamente, ma a livello latente; e ciò che bramiamo ed aspettiamo è il momento del crollo, del dolore, della degradazione, perché è proprio lì che possiamo investire tutte le nostre nevrosi di autodenigrazione, fallimento, colpevolezza, insicurezza. L'altro è lo specchio del nostro odio verso noi stessi, odio che è una forma paradossale di narcisismo.
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Ultimo punto: lascia perdere tua madre e le sue considerazioni. Non perché abbiano qualcosa di mela, anzi mi sembrano acute. Ma perché le risposte devi trovartele da sola, nella tua intimità, lontana dai fari e dalle voci alte, ma al buio e con un discorso personale. I nostri genitori hanno una tale influenza nei nostri meccanismi che vanno tenuti al di là, cosicché possiamo trovare le nostre parole, e non continuare ad usare le loro.
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Se tu davvero sei motivata a fare un percorso, fallo con queste premesse: comprendere la tua responsabilità, non la sua. La sua non è interessante, la tua invece è la tua vita, il tuo futuro, la tua capacità di prendere dalla vita ciò che c'è di buono..
Un caloroso augurio
 

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