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Un mio amico vedovo PDF Stampa E-mail


Gentilissima Psicoterapeuta,

vorrei chiederle un chiarimento riguardo ad una situazione molto delicata che mi è capitata tempo fa.
Ho conosciuto un uomo, vedovo da due anni innamorato della moglie. Ci siamo avvicinati solo per un sentimento di amicizia, mi ha confessato che lo sto aiutando molto perchè consapevole di certi suoi scogli da superare e per me è stato un grande piacere. Adesso però mantiene le distanze e certamente rispetto i suoi bisogni. Spesso è fuori per lavoro e anche se so che mi legge con piacere tutte le volte che gli scrivo, sento una sua "fuga"; forse deve fare i conti con i sentimenti anche solo quelli riguardanti una semplice amicizia.
Come posso fare per aiutarlo senza essere invasiva, oppressiva e cmq sapere che ci sono?
Grazie infinite.
P.

Cara P.,

purtroppo noi possiamo aiutare solo chi ce ne fa richiesta. Non sempre è facile accettarlo. Vorremmo far qualcosa per chi amiamo, qualsiasi cosa, ma spesso vediamo che i nostri sforzi, che spesso servono a noi per tollerare la frustrazione e la sofferenza, cadono nel nulla e anzi hanno un effetto imprevedibile.
Se il tuo amico ha deciso di darsi alla "fuga" lei non può fermarlo. Chissà quale sia il motivo, forse non ha importanza. Di fatto ti trovi di fronte ad una scelta non tua, e non puoi che sopportarla.
Chiediti piuttosto cosa vorresti per lui, che aiuto vuoi dargli, e soprattutto perché. Ne sei innamorata? ti ricorda qualcuno? è importante chiarirci prima di ogni cosa il motivo che ci spinge verso l'altro, per definire a noi e all'altro la natura di una relazione.
Devi essere onesta con te stessa, e poi se vorrai anche con lui. Non chiedere a me come puoi e se puoi aiutarlo, chiedilo a lui.
Un abbraccio e un augurio

 

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