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Un brutto inizio di vita PDF Stampa E-mail

 

 

 

 


Buona sera,

mi sono spesso  chiesta se ho dei problemi cognitivi o neurologici per via del mio passato.

Sono stata adottata ed ho subito una violenza da un mio fratello della prima famiglia…poi sono stata messa in collegio e in seguito adottata.

Da piccola e tutt’ora tendo ad isolarmi, preferisco starmene da sola, ho sempre avuto problem di concentrazione a scuola e per questo sono stata anche messa da parte da insegnanti e compagni di classe.

Con il crescere ho cercato di migliorare il mio aspetto, poi ho cercato di comprendere I miei blocchi emotivi. So che non ho fiducia nelle mie capacità. Non sono riuscita a portare nulla a termine  perche’ spesso mi prende l’ansia di prestazione e di fallimento.

Attraggo nella mia vita uomini manipolatori e vorrei uscire da questo circuito…

Non so come cercare I miei punti forza , so solo che comprendo molte emozioni , ma non so ancora dirigerle.

A.


 

 

In questi casi così complessi è difficile per uno strizzacervelli pensare a una qualche via di lavoro su di sé che non sia la psicoterapia, anzi mi stupisce che non ne parli, che tu non l'abbia mai fatta. O magari sì e semplicemente non lo hai raccontato.

Credo davvero che la prima cosa che tu possa fare è considerare che la vita è difficile e di solito facciamo ciò che possiamo; se non siamo riusciti a fare meglio, piuttosto che colpevolizzarci, o colpevolizzare qualcuno, il fato o la vita, dovremmo innanzitutto provare a comprendere in profondità cosa ce lo ha impedito, prendercene la responsabilità e nello stesso tempo assolverci. Solo così si va avanti, chiudendo i capitoli passati e aprendone di nuovi.
Quello che hai vissuto è brutto e non può essere cancellato, è il tuo fardello e lo sarà a vita; il tuo inizio è stato pessimo e così è, e per questo hai bisogno di tutta la tua comprensione e tenerezza per te stessa. Detto questo, ora la vita è altrove ed è nelle tue mani, per cui può continuare diversamente e finire bene. Lo dico sempre: una giornata iniziata male e finita bene, è comunque una bella giornata, lascia una bella sensazione quando si va a dormire ed un bel ricordo nel tempo. Questo accade perché la connotazione positiva o negativa dipendono dai significati che diamo noi, e il lieto fine fa rivedere diversamente ciò che è accaduto antecedentemente. Pensa al contrario ad un bel film, divertente, che finisce male, pensa all'amaro che lascia, a come le scene ilari diventano improvvisamente degli inclementi precursori della tragedia.
Così può essere la tua vita, un romanzo dalle premesse amare e dallo svolgimento avvincente. Dipende da te, dalla tua voglia di ripensarti con una nuova immagine di te, di donna, libera e autonoma, per quanto possibile, e capace di guardare alla vita con occhi ogni volta nuovi e stupiti di quanto la vita spesso ci viene incontro.
Il punto, cara A., è proprio questo: sei viva, sei sopravvissuta, sei nel mondo, sei adulta e libera. E questa vita che abbiamo, e che perderemo, è bella, lo è per come è, assurda, irritante, dispettosa, contraddittoria. Vivila come ti pare, isolandoti quando vuoi isolarti, facendoti bella quando vuoi esser bella, vivendo le emozioni per come riesci, con i tuoi blocchi, con i tuoi sblocchi, finché via via la tua vita diventerà sempre di più la vita che ti veste bene, che ti calza addosso per quello che sei, e non per quello che dovresti o vorresti essere e che non sei.
Spero di esserti stata utile.
Un caro augurio.
 

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