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Tristezza: ascoltarla e non rifiutarla PDF Stampa E-mail






Buongiorno Dottoressa,

sono una ragazza di 28 anni, penso di soffrire di una qualche forma di depressione... vivo buona parte della mia vita con il magone e le lacrime agli occhi e sono arrabbiata perchè più mi sforzo di stare bene e peggio sto...
Poi improvvisamente per dei periodi sto bene e sono felice, non penso alle milioni di brutte cose a cui pensavo i giorni in cui stavo male... fino a quando improvvisamente, come un macigno, mi ricrolla tutto addosso.

In generale sono una ragazza solare e ho alle spalle una bellissima famiglia e tanti amici... non ci sono eventi traumatici nel mio passato, solo una lunga malattia di mia mamma quando avevo 16 anni... da allora sono diventata fortemente ipocondriaca e ansiosa... sulle malattie ma anche su tutto il resto...

Qualsiasi cosa accada nella mia quotidianità non riesco a viverla con leggerezza, mi agito e innervosisco per qualunque cosa facendo diventare matti i miei cari, verso i quali sfogo la mia angoscia e le mie ansie...
A ciò si aggiunge un costante confronto tra me e le persone che mi circondando, specialmente le mie più care amiche.. non sono in grado di vivere senza confrontarmi con loro (ovviamente tutto avviene nella mia mente) e fondamentalmente per un motivo o per l'altro mi sembra che stiano sempre meglio di me... tutti mi dicono che non devo fare paragoni ma non ci riesco... in particolare modo li faccio in ambito lavorativo e sentimentale...

Io ho un lavoro, sono una free-lance mentre loro sono tutte assunte, io amo il mio lavoro eppure ho l'ansia del fatto che il mio è più instabile... che non avrò la maternità e così via... faccio anche paragoni sugli stipendi quando non ho poi molto da invidiare... insomma quello che ottengono gli altri mi sembra sempre più importante....

In amore... il tarlo della mia vita... io convivo con il mio ragazzo che è il pilastro di tutto... prima di lui ho avuto le mie relazioni ed esperienze ma sono imparagonabili... non so se posso far capire quanto io possa stare male i giorni in cui mi sveglio e non riesco ad averlo vicino... se sono depressa non ce la faccio, anzi con lui la cosa si acuisce... con lui e con mia madre soprattutto... più le persone mi sono vicine e più sento questo dolore nel petto, questa ansia e tristezza (ovviamente mi riferisco a quando ho le mie crisi...)

Io VOGLIO costruire il mio futuro con il mio ragazzo, sogno una famiglia con lui ma non posso stare così! Non so perchè per esempio immagino e desidero sempre di avere dei figli da lui, ma se penso al matrimonio vorrei scappare.... anche questa cosa, rispetto alle mie amiche che lo sognano ne parlano tranquillamente, mi sento diversa....
Aggiungo che per esempio in estate, noi amiamo fare viaggi intercontinentali in posti in cui le persone vivono nella natura e hanno molto meno di me... lì sto benissimo, sempre... poi torno e di nuovo sto male....

So che probabilmente avrei bisogno di uno psicoterapeuta, ci sto pensando da un po'... ma se potesse per il momento darmi qualche consiglio o esprimere un parere in merito a quanto le ho scritto, significherebbe molto per me.

Grazie di cuore.




Dunque, vediamo un po'. Cosa posso dirti che non sia la banalità di fare una psicoterapia immediatamente?

La prima cosa che mi viene in mente è che, come prima impressione, mi sembra che tu sia schiacciata da tanti stereotipi. Sembra che la tua vita non sia come "dovrebbe essere", laddove questo ideale sembra un prodotto non tuo.

Per esempio: chi dice che tu ti debba sposare o debba per forza desiderarlo? chi dice che fare la free lance non vada bene? chi dice che l'ansia ed il nervosismo che provi siano sbagliati o ingiustificati? le mie non sono domande retoriche, te lo chiedo davvero: chi, delle persone che ti hanno creciuta ed educata? perché queste, sono certa, non sono parole tue, ma parole di qualcun altro che hai fatte tue. Qualcuno che crede che il lavoro più che bello debba essere sicuro; che una donna per esser tale debba pensare alla maternità già da quando nasce, eccetera eccetera.

Io credo che il tuo nervosismo abbia i suoi buoni motivi; credo che non gli dai retta affatto e credo che non ti chieda neanche da dove arrivi e perché.
Il nostro corpo non agisce né reagisce mai a caso. Se combattiamo con noi stessi perché siamo tristi, invidiosi, rabbiosi, non facciamo che accrescere la nostra sofferenza e la nostra rabbia. E' strano, non trovi? pur essendo noi il centro del mondo (per noi stessi) non abbiamo nessuna clemenza. Come dice Fabio Galimberti: "non fare agli altri quello che puoi fare a te stesso".

Dietro, dopotutto, c'è sempre il pericoloso narcisismo: io devo essere perfetto, il riassunto di tutte le ricchezze del mondo.
Siamo tutti mortali e stupidi. L'unico vero valore della vita è riuscire a viverla con piacere, in mezzo alle nostre infinite debolezze.

Quindi, per concludere, sii clemente e dolce con te stessa, e prova a capire cosa davvero ti fa soffrire. Qualsiasi cosa sia.
La vita è un mistero tragico e bello.
 

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