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Studio compulsivo PDF Stampa E-mail



Buonasera,
Le chiedo gentilmente un consiglio in merito, mia figlia ha sedici anni ed è ossessionata dalla paura di andare male a scuola e di non essere in grado di rispondere a qualunque tipo di domanda, scritta
o orale che sia.Mi chiede continuamente: Ma io sono brava? Ma sei sicura? Ma sei proprio sicura?Piange continuamente.


Io rispondo ovviamente cercando di rassicurarla ma non serve a niente perchè me lo richiede in continuazione da quando apre gli occhi la mattina a quando va a dormire, rimane chiusa tutto il giorno nella sua stanza e ripete continuamente le pagine dei libri in modo ossessionante cercando di ripetere le parole identiche a quelle del libro.


E' capace di non mangiare e di non dormire per perseguire il suo scopo.
E' molto chiusa e non ha amici,è timida e insicura,abbiamo parlato anche con alcuni insegnanti e Le abbiamo detto che ha necessità di aiuto ma di andare dallo psicologo non se ne parla nemmeno.
Mi odia e mi prende a parolacce e nel frattempo mi cerca disperata ma non riesco ad aiutarla, in realtà va benissimo a scuola e le abbiamo spiegato che l'importante è che si appassioni e si diverta visto che frequenta il liceo artistico, i voti sono relativi anche se prendesse un 6 andrebbe benissimo,ma lei urla al solo sentire una cosa del genere.


Ultimamente è peggiorata e la nostra casa è diventata un vero inferno (non le nascondo che la sera non tornerei a casa) non sappiamo più cosa fare se costringerla ad uscire di casa o se lasciarla da sola.
Ieri è stato il suo compleanno e l'ha trascorso ovviamente a ripetere e ripetere seduta sul letto in camera!!

La ringrazio per la disponibilità e mi scuso
per la lunghezza della mail.


Cordiali saluti.
D. P.


Immagino che gli studi compulsivi vadano a riempire un vuoto che tua figlia non riesce ad affrontare altrimenti.

Concentrarsi su una cosa precisa, anche se fa male, aiuta a distrarsi da un dolore più angosciante.
E' evidente che il suo problema non è la scuola, e forse neanche la prestazione in senso stretto. Forse lo studio le 'serve' per non affrontare il resto della vita?
E' altrettanto evidente che la ragazza ha bisogno di scoperchiare le sue paure, e non mi stupisce non voglia sentir parlare dello psicologo: quando abbiamo un sintomo per certi versi ce lo vogliamo tenere stretto, perché ci serve ad investire l'ansia. Probabilmente lei vive (inconsapevolmente) lo psicologo come chi le amputerà il sintomo e le sbatterà in faccia la sua verità dolorosa.
In realtà non è mai una cosa così cruenta.
In tutti i casi qual è la soluzione?
Be', quella può trovarla solo tua figlia. Ciò che puoi fare tu è cercare di svincolarti un po' dalle sue preoccupazioni, per quanto difficilissimo per una mamma. Forse, cioè, potresti ridimensionare le sue paure sulla scuola e lasciarla libera di viversele come vuole, ma senza la tua complicità.
Ogni volta che la rassicuri in un certo senso le dai la prova che ha bisogno di essere rassicurata. In certi casi un bel: "Non chiedermi se sei preparata perché per me è indifferente che tu lo sia, è un tuo problema", potrebbe essere salutare. Devi riuscire a scaricare su di lei la responsabilità delle sue paure. Devi farlo con la massima fiducia che puoi, credendo che se la caverà. ripeto, so quanto può essere difficile, ma tua figlia ha l'età per potersi rendere conto delle sue fragilità da sola, ed è l'unica condizione in cui potrà accorgersene veramente.
Continua ad essere presente sullo sfondo in modo solido, ma non sostituirti a lei e non cercare di salvarla. Si salverà da sola quando sarà pronta. Dimostrale il tuo amore in altro modo, e rispetto alla scuola cerca tu per prima di staccarti emotivamente, cosicché possa rendersi conto anche lei che la questione importante è altrove.
Se la vedi studiare in modo folle stringi i denti e pensa che il tuo controllo non solo non le gioverà, ma creerà ancora più angoscia nella vostra casa.
In poche parole: mollala. Amala in altro modo. E cerca di ricordare come eri alla sua età: se non è lo studio, è altro, ma non può non esserci qualcosa che va storto in quel periodo così tormentato.
Un caro saluto.

 

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