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Sessualità e tenerezza: che conflitto! PDF Stampa E-mail

 




Gent.ma,

le chiedo un consiglio e se necessario una consulenza.

da circa 3 anni ho una relazione con una ragazza più piccola di me di 11 anni, io ne ho quasi 37 e lei 25. Tralasciato il primo anno in cui, si sa, le relazioni sono molto condizionate dall'emergere di sentimenti ed emozioni forti, si sono iniziati a manifestare in me i primi sentimenti confusi, riguardo al mio rapporto con tale ragazza. La nostra relzione non ha mai avuto gravi problematicità ma una nota di sottofondo stonata che io esprimevo così nei suoi confronti: "sento come se la tua femminilità non riuscisse ad esprimersi pienamente..." o meglio, io sentivo che il mio desiderio per lei non era pieno.

In altre parole ciò che ho sempre percepito a livello semi-conscio (mai pienamente espresso) è stata da parte sua questa necessità impellente di coccole, tenerezza, premura e sostegno...tutte cose che non sono sicuramente da tralasciare ma che hanno minato il rapporto nei termini di una coppia, che condivide maturamente la propria relazione. In altre parole ho sempre avvertito un senso di dipendenza affettiva da parte di questa ragazza, che me ne allontanava e mi faceva sentire soffocato. Infatti non sono mai stato del tutto attratto, eccitato da lei anche se è una bellissima ragazza. Lei sta ancora studiando ed è voluta venire a vivere con me per unperiodo di 6 mesi sulla base di necessità economiche e non per decisione di comune accordo.


Sta di fatto che ultimamente, anche nel confronto diretto con altre ragazze (nessuna scappatella però), ho compreso meglio cosa mi mancava e stonava con lei: questo profondo senso di mancanza di indipendenza, non dovuto solamente alla giovane età ma ad un gran vuoto affettivo che io non posso e nemmeno voglio colmare, sa parte sua e la mancanza di passione/eccitamento da parte mia. Credo fermamente che due persone che si incontrano non sono due metà che si completano a vicenda ma due unità che percorrono assieme il cammino. E così non è nella mia storia.


Ora tra noi c'è un affetto profondo ed anche belle esperienze condivise, ma mi sentirei disonesto a continuare unrapporto su tali basi, che mancano. Comunicandolo alla mia compagna ciò lei si dispera, mi implora di non abbandonarla perchè non regge questa situazione, piange mentre io cerco un periodo di pausa solitaria che lei vede come una attesa insostenibile nella prospettiva di un giorno del giudizio finale. Io sono straziato dalla sua sofferenza ma mi sento al contempo profondamente ricattato emotivamente a sostenerla e a sostenere questo rapporto. Mi dice di aspettarla, che sta lavorandoai propri irrisolti , di avere pazienza poichè ha una situazione complicata, che deve laurearsi e poi trovare la sua indipendenza ed autonomia....

Ma perchè mi chiedo, una volta trovata una bella persona, sensibile, intelligente, amorevole...io non debba provare anche passione e desiderio? Che le due cose debbano essere in conflitto la trovo una assurdità. E devo sottolineare che in passato ebbi una relazione con una ragazza con cui provavo una attrazione morbosa, un vero e proprio falò, ma alla fine il nostro rapporto risultò talmente delirante che troncai la relazione....e da allora sono rimasto confuso su tale conflitto tra dolcezza, sensibilità, assenza di deliri vari e passione, eccitazione....

In ultimo, a parte che necessito di stare da solo e metabolizzare la situazione ma credo che al contempo, continuare a stare assieme non farà che rallentare e complicare la
nostra situazione. Ed è anche vero che tale attesa su una decisione sta logorando entrambi. Potrebbe darmi un consiglio? Io sono a Bologna...forse dovrei fare una consulenza a Milano? Avrei bisogno di una persona, professionale e competente che mi sappia consigliare in questo momento delicato. La ringrazio ancora.


G

 

 

 

 

 

Caro G.,

la tua situazione non mi stupisce e non mi sembra affatto stravagante. Purtroppo non è infrequente, e ci sono alla base motivazioni abbastanza precise, declinate ovviamente in modo soggettivo nella vita di ognuno.
Quella che senti è la scissione tra l'erotismo e l'affettività tenera, tra la sessualità adulta, cosiddetta "genitale" e quella infantile, che attraversa altre parti del corpo.
Freud è stato il primo coraggioso ad affermare che anche i bambini hanno una loro sessualità; di tratta di un erotismo che si irradia nel corpo in modo estremamente diverso rispetto alla libido che si concentra nelle zone genitali. Le "coccole" sono appunto il modo del bambino di esprimere la sua sessualità. Questo non vuol dire che questo tipo di erotismo non possa essere presente anche nella vita adulta, tutt'altro; diciamo che si arricchisce di quell'aspetto della sessualità che porta alla riproduzione, e che prende il sopravvento. I due modi si possono intersecare, possono amplificarsi a vicenda e possono trovare espressione entrambi all'interno di una coppia affiatata ed innamorata.
Per certi versi, soprattutto per la donna, l'affettività può rendere la vita sessuale più interessante, coinvolgente, persino appassionata.
Al contrario, come nel tuo caso, soprattutto per gli uomini, può accadere che le due forme di erotismo vengano, appunto, scisse.
Proverò a spiegarti.
Intanto, veniamo a te.
Mi parli di una ragazza che, dalle tue parole, appare dolce, tenera, affettiva, come mi parli di una tua ex, erotica, passionale, incendiaria. L'attuale è molto bella, ma poco erotica. L'altra era tanto erotica, ma la relazione con lei era un "delirio".
Adesso ti dirò una cosa che credo ti stupirà: le grandi passioni, laceranti, dolorose, dove il desiderio acceca qualsiasi ragionevolezza e sfiora la violenza, non appartengono ad una relazione con qualcuno, ma alla relazione con un fantasma. Apparentemente ci confrontiamo con una persona, ma realmente siamo di fronte ad un fantoccio in cui proiettiamo nostre fantasie inconsapevoli.
Quando invece siamo davvero di fronte ad una persona, non possiamo fare a meno di commuoverci, sentirne le vibrazioni, l'anima, il disperato bisogno di amore e di amare che tutti abbiamo: è qui che scatta la tenerezza.
Ed è qui che cominciano i guai. Mentre per noi donne il sesso e la dolcezza appartengono entrambi all'ordine dell'amore, per gli uomini i due registri sono differenti: il sesso è qualcosa di violento, tabù, trasgressivo, vissuto come "rubato", talvolta addirittura come sporco, ed è molto difficile riuscire a concepirlo e viverlo insieme a sentimenti delicati come l'affetto e la tenerezza.
E non finisce qui. C'è anche l'orrore per tutto quello che possa ricordare l'incestuosità: la tenerezza e l'affetto si provano per una figlia o per una madre, come si possono provare anche per una donna? Nel tuo caso lei è anche tanto più piccola di te, il fantasma dell'incesto è proprio dietro l'angolo.
Soluzione?
Eh...difficile, ma non impossibile.
Mi vengono in mente due strade.
Una è quella di metterti tu in discussione, per andare oltre la scissione e riuscire a vivere serenamente l'amore in entrambe le sfaccettature.
L'altra, conseguente ma anche parallela, è quella di guardare la tua donna come una donna intera, sessuata e tenera nello stesso tempo, laddove la tenerezza e il desiderio erotico, anche spinto, non sono affatto incompatibili.
Ovviamente, ma questo è un altro capitolo, anche lei dovrebbe metterci il suo impegno per viversi come donna e non come bambina bisognosa.
Credo di sì, che una consulenza ti potrebbe aiutare, almeno per la tua parte.
Intanto, un caro saluto e auguri da parte mia,
 

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