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Senz'aria in un monolocale PDF Stampa E-mail



Gentile Dottoressa,

sono uno studente universitario che vive lontano dalla propria famiglia.

Da tre anni ho perso la motivazione per tutto quello che faccio, compreso lo studio.

Vivo da solo e la mia testa è dominata da cambi improvvisi di pensieri e decisioni.

Ho pensato che la causa sia la lontananza da casa, la leggera balbuzie che mi caratterizza e la paura di essere osservato e deriso dai ragazzi della mia età.

Queste cause mi portano a vivere da solo (in un monolocale) ed occupo le mie giornate non costruendo nulla di positivo.

Sono stanco, ho sempre sonno, consulto internet in modo ossessivo per ingannare il tempo, ho pensieri intrusivi che mi rendono vittima, soprattutto vittima del cibo ed acquisti senza senso.

Ho consultato una psicoterapeuta, ma, per esempio, due ore dopo aver fissato l’appuntamento ho inventato una scusa e disdetto. Idem per il neurologo. Cercavo infatti un consulto per capire se ho seri problemi di concentrazione. Ma quando sono a casa con i miei genitori, studio bene e mi sento “normale”. Da solo nella mia città, ove studio, sono soffocato dal monolocale in cui vivo e da tutti i pensieri ossessivi che ho. E quindi non studio. Ma chi devo consultare un neurologo od uno psicoterapeuta? Sono stanco di non riuscire a leggere, di non saper più concentrarmi e studiare velocemente. A scuola ero bravo. Adesso ho un blocco. La motivazione mi manca. Vivo io ed il computer.

Il primo anno di università avevo un disturbo ripetuto: internet e masturbazione.

Il secondo ed il terzo anno invece non sono riuscito proprio a concentrarmi mai. Buoni esami, ma troppo pochi.

Aiuto per favore!


Caro M.,

sembra che l'allontanamento dalla famiglia ti abbia decisamente scombussolato. Mi chiedo anche se gli studi che hai scelto ti appassionino oppure no, e il senso che abbianno nella tua vita.


Il tuo problema è psicologico, non neurologico, e non devi aspettare oltre a contattare qualcuno che ti aiuti; nel tuo caso, così complesso, sarebbe bello anche rivolgerti ad un bravo psicoanalista, o psicoterapeuta ad indirizzo analitico.Se mi dici dove abiti forse posso consiliarti qualcuno.


L'immagine che ci dai della tua vita è sconfortante: monolocale, internet, pensieri ossessivi, solitudine, cibo: tutto terribilmente masturbatorio, e non solo in senso stretto come racconti. La tua quotidianità è ai minimi termini, il godimento è morboso e solitario, senz'aria. Non è una colpa, naturalmente. E' piuttosto il sintomo di un malessere profondo che devi guardare e capire. Sicuramente qualcosa nella tua vita ti sta acendo soffrire, e ti allontana dal godertela.


Non devi aver paura della psicoterapia. E' un'esperienza forte ma anche nutriente, consente di alleggerirsi di fronte al peso di un tumulto inespresso e vissuto nel silenzio, e soprattutto permette di non sentirsi soli, accompagnati da una guida sena giudizio e senza ricette a priori, solida e tenace.


Il sonno è spesso una difesa che ci consente di rifugiarci in una trance al limite tra la vita e la "morte", tra il mondo reale e quello dove le energie sono congelate, e vivere costa meno fatica.

Fai un solo sforzo, quello di vestirti, uscire al sole (se vivi a Milano...è dura), ricordarti che ogni alba è un miracolo (anche ogni tramonto, soprattutto se come me non ti svegli alle sei), e telefonare al tuo futuro psicoterapeuta.


Un caro saluto

 

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