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Quando la generosità è una gabbia PDF Stampa E-mail

 

 

 

 

 

Buongiorno Dott.ssa,
la ringrazio anticipatamente della gentile risposta, mi rivolgo a lei per avere un consiglio.


Il mio ex, che è il padre di mia figlia, mi ha chiesto in prestito del denaro, una cifra per me abbastanza importante che però dispongo.
Conoscendolo, so che rischio che i soldi non mi vengano resi, in più ho anche considerato il fatto che non è giusto che li chieda proprio a me, abbiamo un rapporto civile per via della bimba, ma in passato con me non si è comportato nel migliore dei modi.


Ci sono episodi che non si possono dimenticare, non glieli rinfaccio, ma tra altre donne e soldi, di problemi me ha creati.
Perciò ho rifiutato di fargli il prestito che mi ha chiesto, offrendogli però un piccolo aiuto per cercare di andargli incontro.


Nonostante ciò mi sento in colpa, mi dice che si trova in difficoltà economiche, da una parte mi sento sfruttata, dall’altra mi sento egoista e quindi stupida per questo senso di colpa che non dovrei avere.


Non so a chi altri chiedere, con le amiche provo vergogna, con i familiari penso sia meglio evitare per rispetto verso mia figlia.
Come vede, lo proteggo sempre, sono un disastro.


Grazie della sua preziosissima risposta.
Cordialmente
M.





Cara,

hai fatto bene a scrivermi, in questi casi è meglio ricorrere ad un aiuto esterno: non c'è quasi nulla che offusca il giudizio critico quanto il senso di colpa.
Questo dannato sentimento ha sempre una storia alle spalle, una storia che ci può rendere  ciechi di fronte a ciò che è giusto, almeno giusto per noi.
Credo tu abbia fatto la cosa giusta a rifiutare; non solo per una questione etica o morale, ma perché dalle tue parole comprendo che fare questo prestito sarebbe stata una cosa forzata, non voluta. E' importante connettersi a ciò che vogliamo o non vogliamo fare, al di là delle richieste degli altri.
Intuisco che vi siano delle questioni tue molto personali che dovresti prima o poi affrontare. Non mi stupirei se dietro il legame con tua figlia e il desiderio di mantenere rapporti buoni, ci fossero tue difficoltà ad affermare la tua volontà. Una delle cose che meno sopportiamo è una cattiva immagine di noi: egoista, miserabile; pur di sentirci buoni e generosi, puliti, inattaccabili, siamo disposti a rinunciare alla nostra verità, e temo tu soffra di questo. Ognuno di noi, tu, io, siamo un mix di elementi tra cui c'è anche egoismo, rabbia, miseria, e quant'altro. Non siamo angeli, siamo pieni di contraddizioni e di certo non siamo "solo" buoni, siamo "anche" buoni. Il tuo ex è un buon esempio, e mi pare sopravviva lo stesso. Negare le nostre parti autocentrate, egoiste se vogliamo, non ci aiuta a vivere meglio; tantomeno vivere come se dovessimo essere santificati a tutti i costi. Non solo, mi dici che quest'uomo ti ha fatto soffrire, ti ha tradita. Averlo perdonato è già abbastanza. Sembra tu lo abbia un po' viziato se ancora ti chiede dei soldi. Probabilmente conosce questo tuo lato vulnerabile e, consapevolmente o inconsapevolmente, ne approfitta, lo cavalca.
Il discorso non si può esaurire qui, credo tu debba andare più a fondo. Parlane invece con qualche cara amica che possa capire, e se serve anche con uno psicoterapeuta. Non sottovalutare la questione, altrimenti te la ritroverai sempre tra i piedi.
Un caro saluto.
 

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