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Quando il pene è piccolo, è piccolo PDF Stampa E-mail

 

 

 

 

Buongiorno Dottoressa, stavo navigando casualmente in Internet per guardare qualche argomento a riguardo della problematica del pene piccolo ed ho trovato la sua pagina nel Web. Volevo farle solo alcune mie considerazioni personali. Spero che le accetti con il giusto senso critico dal momento che essendo io un minidotato gli argomenti sul tema mi colpiscono sempre in maniera abbastanza sensibile.

Per la verità sfogliando la sua pagina, ho letto alcune sue risposte a pazienti che le scrivono per chiederle qualche consiglio a riguardo della paura del pene piccolo, e leggendole un po' non mi sono stupito più di tanto perchè ormai ho ben compreso che gli addetti ai lavori -- così si usa dire -- tendono su questa complicazione fisica di alcuni soggetti maschili (la minoranza in Italia) a fare una sintesi del tutto personale rispetto ad un problema così serio che non può certo trovare rimedio in qualche seduta andrologica o psico-sessuologica.

Il fatto è che le dimensioni del pene quando sono piccole rappresentano un problema vero, reale, feroce al punto che nessuna terapia (nemmeno quella chirurgica) può ristabilire un equilibrio rotto fin dall'inizio per il soggetto maschile in questione che nel tempo purtroppo s'è dovuto confrontare magari negli spogliatoi di calcio con tutti gli amici sessualmente regolari.

Il problema è grande, anzi grande come il mondo e le donne -- specie quelle di oggi: emancipate, libere, belle e indipendenti -- non fanno che accentuare la problematica dato che hanno sempre la possibilità di cambiare l'uomo come un mannequin da vetrina quando vedendolo difettoso viene gettato nello sgabuzzino del retro bottega.


La dimensione del pene non è una questione fondamentale solo per il maschio, ma soprattutto per la femmina che a letto vuole sempre provare soddisfazione e non disperazione!! E solo un pene lungo e grosso riesce -- come dicono tutte -- a riempirle totalmente aderendo bene alle pareti vaginali nell'amplesso!! A supporto di questo fatto c'è una considerazione oggettiva da fare visto che proprio sulla base di questa oggettività la donna si muove tra le lenzuola o in maniera dolce o in modo spietato portandosi al completo rifiuto verso chi non è in grado di appagarla a dovere.

Bisogna innanzitutto sapere che il maschio italiano si divide in due categorie (e qui da minidotato parlo per esperienza diretta visto che di confronti negli spogliatoi purtroppo ne ho fatti tanti e tutti con un misero risultato): quella degli uomini veri, cioè con la U maiuscola dotati di un pene flaccido tra i 10 e i 13 cm e tra i 18/20 cm in erezione (in pratica quando il pene è rigido arriva vicino al bottone della pancia dell'uomo) e la donna lo può afferrare generalemente con tutte e due le mani, e quella dei non-uomini ovvero quelli il cui pene in flaccidità misura circa 4 cm e sotto i 10 cm in erezione.

Ora tenuto conto di questo bisogna pure dire che gli uomini con la U maiuscola sono il 95% dei maschi italiani, mentre quelli minidotati (o disgraziati per natura) sono circa il 5%.

Questi dati numerici arrivano poi ad un altro risultato, cioè a quello che porta a dire come le donne nella vita l'esperienza traumatica del pene piccolo non la facciano mai o solo in rarissimi casi, casi nei quali il rifiuto scatta automaticamente visto che le loro esperienze sessuali cominciando fin dalla giovane età le mette subito in grado di avere dei confronti ben precisi.

A fronte di questo fatto puro e reale è evidente che qualsiasi minidotato (vero, non finto) non sarà mai in grado di andare a letto con una donna proprio perchè consapevole di non poter mai essere all'altezza degli uomini con la U maiuscola, visto che la dimensione del pene per il piacere sessuale ha estrema importanza per tutto il mondo femminile (e qui basta leggere anche in Internet nei tanti forum sulla sessualità come le donne in fatto di misure grandi del pene siano estremamente esplicite e selettive).


Ora, dire a qualche ragazzo di puntare nella vita su qualche altra caratteristica personale o su qualche altra motivazione per tentare di supplire ad una mancanza fondamentale e decisiva come la lunghezza del pene, è cosa alquanto semplicistica che io stesso mi sono sentito ripetere un sacco di volte da psicologi e andrologi vari, sapendo in realtà che le cose si muovevano e si muovono in direzione completamente diversa, perchè senza prenderci tanto in giro alle donne -- e qui ci metto dentro tutte, anche psicologhe o androloghe -- il pene lungo e grosso piace tanto, tanto che se proprio volessimo sondare i mariti o i compagni anche di queste donne senza alcun dubbio li troveremmo tutti con il pene di minimo 18 cm in erezione, proprio perchè i dati inseriti prima supportano la realtà, e cioè che ogni donna nella vita finisce sempre accanto ad un uomo con la U maiuscola, cioè l'uomo normale, perchè è l'uomo normale che nell'amplesso le garantisce per dimensioni il piacere sessuale, inutile girarci tanto intorno!!

Lo so che poi tante -- forse per pudore o vergogna -- ti raccontano ancora la favola che le dimensioni non contano, che basta saperlo usare, che nell'uomo guardano anche altre cose (magari pure lo spessore del portafoglio), ma quando dicono questo mentono sapendo di mentire!!

Queste sono tutte storielle che si possono narrare ai bambini delle elementari non certo a chi come il sottoscritto, per esempio, ad un'età abbastanza adulta conosce bene il pensiero femminile a proposito delle dimensioni del pene, anche perchè uando si è minidotati l'esclusione e la discrimanazione si vede subito fin da ragazzi, prima negli spogliatoi di calcio con i compagni di gioco che ti prendono in giro proprio per il tuo pistolino, e poi con le ragazzine di turno che saputo del tuo handicap cominciano a chiamarti con il ben nomignolo di "micciacorta", un nomignolo che poi anche quelle di 40 o 50 anni ti danno quando sanno del tuo fastidioso handicap.


Quindi cara dottoressa,  cominciamo a dire la verità sul gusto femminile per le dimensioni del pene, perchè la stessa cosa l'ho detta a molti andrologi tra le pagine dei loro siti Internet visto che tutti sembrano avere la stessa tendenza e cioè sminuire un problema che in realtà è grande come il mondo!! Questa sottovalutazione del problema purtroppo accade per un semplice motivo, e cioè che consigliare gli altri è sempre più facile che vivere le cose direttamente. Vede un andrologo a me può anche venire a raccontare la storiella che le dimensioni non siano importanti nel rapporto sessuale quando viene a sapere che il mio pene in erezione è di 9 cm, ma questo magari lo dice per non spaventarmi, per non dire la cruda realtà, perchè dicendo la cruda realtà qualche individuo potrebbe portarsi addirittura al suicidio, come in qualche caso nel passato è accaduto. Per l'andrologo dire che le dimensioni contano poco del resto è cosa conveniente e facile, magari ancora di più quando lui sa nella sua intimità di avere l'attrezzo come il 95% dei maschi regolari (pene di 18/20 cm in erezione). La stessa cosa me la può raccontare anche una sessuologa quando in una seduta cerca di farmi
accettare l'handicap dicendomi di superare la problematica puntando su altre mie qualità o buttandomi addirittura sul lavoro, ma poi però la stessa sessuologa magari tra le mura domestiche ha il compagno o il marito con il pene lungo e grosso come il 95% dei maschi italiani!!


Insomma alla fine gira o rigira siamo sempre lì al punto di partenza, il problema è degli altri e non nostro, punto. Per carità nessuno può avere colpa di questi squilibri dati da madre natura, anzi da matrigna natura, però in questo modo si capisce bene che è fin troppo facile consigliare gli altri quando un problema non ci colpisce direttamente!!

Io credo che in questo tempo così moderno bisognerebbe invece che tutti cominciassero a dire la verità sulle dimensioni del pene maschile, senza più paure e senza più reticenze, proprio per cercare di far capire a quelli come me (con il pene molto piccolo) di non illudersi nella vita, di non sperare quello che non si potrà mai avere, perchè la vita o la natura imbroglia alcuni fin dall'inizio e niente (nemmeno la chirurgia) può riparare a questa disgraziata condizione.


Continuare a dire che le dimensioni non sono tutto in un rapporto significa continuare a mentire illudendo quei poveri ragazzi che -- caduti in questa disgrazia -- si convincono che ce la possono fare lo stesso, quando in realtà non è così tanto che sicuri e impavidi finiscono prima o poi per imbattersi in continui rifiuti femminili che invece di farli maturare, li distruggono ancora di più. Insomma, meglio dire l'amara verità fin da subito che girare la frittata con dolci bugie!! Meglio dire fin da subito che a tutte le donne -- ripeto a tutte -- il pene a letto piace lungo e grosso, perchè solo lungo e grosso può veramente soddisfare!! Meglio raccontare la verità per rendere il soggetto maschile "difettoso" consapevole della sua segnata condizione, consapevole del fatto che il sesso è qualcosa di precluso e finito. Meglio dire la verità e realizzare che nella vita ci si deve obbligatoriamente dedicare ad altro senza se e senza ma.


Se poi l'impulso sessuale -- cosa naturale per il maschio -- non si riesce proprio a dominare, allora non resta che una sveltina di mano per rimediare un handicap fisico incolmabile: meglio una sveltina che l'acido, implacabile e sprezzante rifiuto di una qualsiasi donna.

Un saluto da parte mia.

M.

 

 

 

 

 

 

Caro M.,

un problema non è mai da sottovalutare, altrimenti non sarebbe un problema.
Il pene di 9 centimetri in erezione è il tuo personale problema, e come tale va trattato e discusso.
Negare il problema, in psicologia, è sempre la scelta peggiore, per cui fai bene a sottolinearlo.
Tuttavia, e questo puoi accettarlo, la questione del pene piccolo non è soltanto una questione di misura reale, ma soprattutto di misura fantasmatica.
Mi spiego meglio.
Dici di avere un pene di 9 centimetri in erezione. In effetti questo per alcune donne può essere un problema, soprattutto per quelle cosiddette "uterine",per le quali la penetrazione è meglio che sia profonda.
Poi parli di "veri uomini", quelli con la "u maiuscola", che sarebbero il 95% della popolazione e avrebbero uccelli da 18-20 cm in erezione. Dove hai preso questi dati? perché non mi risultano affatto. Che io sappia i dati di realtà sono molto diversi. La media si aggira intorno ai 14-15 cm, il che vuol dire che una parte degli uomini ha misure ben superiori, fino a 30 cm, e una parte inferiori, come te. Chi si ritrova un pene di 30 e più centimetri, benché indubbiamente meno sfortunato di te, anche lui dovrà fare i conti con le stranezze di madre natura. A loro non ci pensa nessuno, neanche loro stessi (che magari se ne fanno un vanto), ma a meno che non abbiano una fidanzata sudafricana probabilmente non sanno neanche cosa vuol dire lasciarsi andare ad un amplesso selvaggio, senza controllo, senza che lei non si lamenti del dolore. Le sveltine appassionate tendenzialmente non sono per loro. Trenta centimetri sono... trenta centimetri. E quante "U" hanno questi uomini?
Il tuo problema esiste, hai ragione, ma è molto importante rimanere nei dati di realtà. Perché è importante? Perché nella vita ciò che conta sono le soluzioni. Il nostro compito, in questa terra, è trovare il modo per abitarla più o meno bene, anzi più bene che male.
A sentire te, se un vero uomo ha l'uccello di 18 cm, di veri uomini ce ne sono pochi. Tu sei dunque un mezzo uomo di 9.
So che è difficile per te, ma ti invito, se riesci, a vedere il ridicolo di questi discorsi. Non sto dicendo che la tua sofferenza sia ridicola. Sto dicendo che i discorsi di questo tipo, estremamente diffusi, sono ridicoli. Ridicoli e parziali. Perché non solo non tengono conto delle inquietudini dei superdotati, che possono sentirsi degli orrori esattamente come ti ci senti tu ma non possono neanche lamentarsene, perché in quel caso davvero nessuno li capirebbe. Non solo loro, quindi. Hai mai pensato alle questioni del mondo femminile? All'angoscia, alla sensazione di terrore e insicurezza, al panico di fronte al proprio corpo che ha una donna? L'uomo si concentra sul suo uccello, la donna si perde nel suo corpo. Un corpo dove tutto è sbagliato, fuori posto, mostruoso. Dove ogni angolo è troppo piccolo, troppo grande, troppo grasso, troppo magro. Il corpo, per una donna, è il suo primo nemico. Le tette, il culo, la farfalla, sono oggetti mostruosi. Le cosce, la pancia, la cellulite, le smagliature. Un uomo non immagina neanche lontanamente cosa vive una donna, da quando nasce a quando muore. E, come per te, non c'è rassicurazione possibile. "Sei bellissima", è una frase che scivola via come il vento. Oppure le frasi che gli uomini dicono scioltamente, quasi senza accorgersene: "Sei ingrassata", mentre non si accorgono che lei è già sprofondata nel buio profondo della sua insicurezza ontica, nell'inferno, che è al pari, se non peggio, del tuo pisello piccolo.
Che speranza hanno queste donne? Nessuna, se non un lavoro su di sé, profondo, per trovare un posto nel mondo insieme al loro corpo infernale. Non importa se una donna è bella o brutta; la percezione di sé sarà sempre mostruosa, e a volte la porterà all'isolamento o all'impossibilità di avere rapporti sessuali.
Detto ciò.
Con la premessa che ho fatto, è facile immaginare che buona parte delle donne non sono come tu descrivi, cioè affamate di sesso che sognano l'uccellone da 20 cm. Dentro di loro, nei fatti, concretamente, non ci entrerebbe neanche un dito..Alle questioni angoscianti sul proprio corpo si aggiungono le paure e le inibizioni legate all'educazione, alla religione, alla poca conoscenza del mondo maschile. Guardati intorno, parla con le donne, osservale. Guarda come sono fragili, vulnerabili. Anche quelle più apparentemente emancipate e sensuali, belle e sicure di loro. Guardale bene. Per la maggiore, capirai che ci sono donne per le quali il tuo pene di 9 cm è troppo. E non fare ora l'errore di credere che io stia farneticando. Nella mia posizione, con il mio lavoro, posso dirti che è così e basta, che non è questione di opinioni, che la realtà del mondo è molto più complessa di quanto noi possiamo credere.
Quindi?
Quindi, trova una soluzione.
Nella tua vita ci sei tu, sei tu l'uomo protagonista, devi essere tu a trovare una trama che ti piaccia, che vada bene per te.
Hai mai fatto una psicoterapia? Magari sì.In ogni caso ti do un consiglio: non pensare che non ci possa essere una vita migliore per te. E' una stupidaggine, che a volte usiamo per restare legati, comunque, ad una identità a cui nel bene e nel male ci siamo affezionati.
Tutto è nelle tue mani.
Anche il tuo uccello, che spero tu possa condividere con una donna che possa apprezzarlo così com'è. E anche che tu possa apprezzare quella donna così com'è.
Auguri di cuore.
Non voglio rubarle del tempo perchè non mi sembra corretto farlo, ma desideravo ringraziarLa per la sua cortese risposta dal momento chepensavo non prendesse nemmeno in considerazione quello che le avevo voluto scrivere nel precedente messaggio. Mi conceda però di aggiungere un mio punto di vista sulla sua argomentazione perchè pur trovandola molto interessante, ritengo di avere una posizione completamente differente, forse perchè come soggetto colpito dall'handicap ho vissuto e vivo tuttora in prima persona tutta la complicazione di questa disgraziata condizione. Rimango fermo nella mia posizione e condivido pochissimo (se non nulla) di quello che mi ha scritto, perchè non sarò mai convinto che 9 cm di pene in erezione per una donna sia la stessa cosa di uno di 18 o 20 cm (queste misure non sono dati statistici perchè della Statistica io mi sono sempre fidato pochissimo dato che è fondata sulla probabilità e sulla stima inferenziale che lascia sempre molti dubbi sulla veridicità dei risultati, proprio perchè di Statistica si parla e non di certezza!! I dati delle misure che le ho fornito non sono casuali ma purtroppo rilevati direttamente da me in giovane età quando osservai tristemente negli spogliatoi di calcio così come durante il servizio militare i tantissimi ragazzi che si facevano la doccia (non uno ma migliaia) e i confronti non lasciarono mai alcun dubbio: io ero l'unico sottodotato perchè i peni che vedevo (o uccelli come li chiama lei) erano ben più lunghi e ben più grossi tanto che qualche volta per scherzo si misuravano il 'palo del piacere' sia allo stato molle che in erezione, e l'erezione se la procuravano apposta per fare a gara a chi ce lo avesse più grande!! Nessuno era come me, nessuno.
(...) *

Quand'ero ragazzo furono proprio le mie coetanee a darmi il bel nomignolo di Micciacorta dopo averlo saputo dai ragazzi!! E crede che io fossi felice di essere soprannominato Micciacorta?? Pensa che quelle ragazze di ieri, oggi donne di 50 anni, abbiano cambiato idea a proposito delle dimensioni?? Lei pensa che la
femmina durante il rapporto si muova solo per amore?? E quelle che vogliono fare solo sesso, secondo Lei accettano di buon grado a letto di avere un mezzo-uomo?? Lo sa che c'è tanta parte del mondo femminile che ogni anno prenota viaggi vacanza in paesi africani e sud-americani per cercare il Big bamboo?? Crede che queste donne siano diverse dalle altre?? Per me no, anzi sono le donne comuni, quelle che si incontrano tutti i giorni sia nei luoghi di lavoro, sia al supermercato.
(...) *
Qui mi fermo adesso, perchè non voglio approfittare di questo suo spazio proprio per non abusare della sua cortesia, visto che Lei fa la Psicologa per lavoro e non certo per un gratuito passatempo. La ringrazio ancora, cara Dottoressa Zaria di Mauro, per aver prestato attenzione al mio messaggio. Le auguro un buon proseguimento nel suo lavoro. Un saluto da parte mia.


Marco, non dico che il problema non ci sia, sarebbe delirante. Chiamalo anche handicap, se vuoi. Chi ha un hendicap, ha un hendicap, e dovrà farci i conti per la vita. Mi spiace per il tuo grande dolore, credimi. Mi sento di dirti che la vita è sempre vita, e comunque, prima o poi, finisce. Tanto vale viverla per quello che può darci. Lo direi anche a chi è in carrozzina perché non gli funzionano le gambe, o chi non vede, o chi è paralizzato dal collo in giù. Non sarà per l'eternità, ma per uno sputo di tempo, il tempo di una vita umana, in cui puoi trovare degli stratagemmi per cavartela comunque. La sessualità è così complessa... ci sono tante possibilità, tante soluzioni, e pur nel dolore possiamo comunque vivere. Il dolore è anch'esso vita.
Fatti aiutare, ascoltami.
 

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