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Quali limiti nell'amicizia? PDF Stampa E-mail

 

 



Gentile Dottoressa,

ho 32 anni, ho avuto una vita sentimentale e sessuale senza problemi, più di qualche uomo, fino a quando innamorandomi perdutamente di uno di questi, ho vissuto l'esperienza di scoprire un tradimento alla vigilia di una convivenza, che mi ha cambiato molto e ha cambiato il mio modo di vivere. In quel momento l'unica persona che mi ha aiutato è stata una collega che è poi diventata la mia migliore amica. Il nostro rapporto è cresciuto in fretta, in fretta ho capito che c'era qualcosa che la tormentava e poi ho scoperto che non riusciva a fare sesso con i suoi fidanzati. Le ho dato tempo per acquistare fiducia in me e un giorno mi ha confessato che questo suo problema era legato a dei ripetuti abusi sessuali che quando aveva 12 anni aveva subito da un ragazzo di 19. E' stato un giorno terribile, la sua sofferenza, l'immagine che mi raccontava, mi ha fatto decidere che con tutte le mie forze la avrei aiutata.

Nel frattempo io avevo avuto una breve storia con suo cugino, finita perchè comunque io non riuscivo a far entrare nessuno nella mia vita dopo la delusione-tragedia del mio ex. Quindi mi sono dedicata ad aiutare la mia amica e dopo un anno insieme abbiamo raggunto l'obiettivo. Lei si è innamorata di un ragazzo e finalmente ci ha fatto l'amore! Per un anno l'ho vista rinascere, ha cominciato ad essere più sicura di se stessa, ad accettare il suo essere "femmina", a compiacersi del suo corpo e anche se la storia con questo ragazzo è finita, a continuare a darsi attenzione. Questa nostra vittoria ha reso il nostro rapporto sempre più stretto e confidenziale e non so come, pur cercando di evitarlo, siamo finite a letto insieme....

Sbalordite, imbarazzate ma appagate da questo, eravamo molto vicine quando lei mi ha improvvisamente confessato che il ragazzo da cui aveva subito abusi, il mostro, la persona che le ha distrutto la vita, era suo cugino, lo stesso con cui io avevo avuto una relazione.
In quel momento ho desiderato che fosse tutto solo un incubo, un senso di nausea mi soffocava, mi venivano solo in mente tre corpi che si mescolavano tra di loro. Lei mi chiedeva di perdonarla per non avermelo detto subito, prima che io cominciassi a frequentarlo, ma io non ho rabbia verso di lei, solo una furia cieca verso di lui. E lei non vuole assolutamente che io faccia qualcosa, vuole che tutto resti nascosto come in tutti questi anni.

Io gliel'ho promesso, anche se non credo sia giusto. Ho un desiderio di riscatto che nella mia mente censurata si traduce a volte anche in qualcosa di violento.
Quel giorno mi sono detta che sarebbe finito tutto li..e invece siamo state di nuovo insieme, e meglio della prima volta...

Dire che sono confusa è poco. Ho paura di ciò che c'è dietro a questi avvenimenti e di ciò che potrebbe ancora succedere.
Lei non ha mai voluto parlare con uno psicologo, si è fidata solo di me. Io che ho sempre avuto tante certezze ora sono in tilt.
Le ho chiesto di fare l'amore con un uomo, lei dice che è quello che vuole.

Se la rileggo, questa lettera sembra la trama di un film....
invece è la mia vita...
La ringrazio fin d'ora per le sue parole.
L.



Cara L.,
ogni vita ha il diritto di essere complessa. Il proprietario della vita deve chiedersi sempre se quello che sta vivendo è giusto per lui, al di là dei giudizi morali.
Mi pare che entrambe siate dentro una relazione "confluente", dai confini poco chiari. Mi chiedo come mai tu ti sia così tanto interessata a lei, e viceversa. Intuisco che entrambe cerchiate di prendervi cura di voi stesse passando attraverso l'amica, sulla quale mettete la vostra sofferenza. C'è qualcosa di oscuro, morboso, che adombra quello che sarebbe bene per voi davvero. Ripeto, non c'è giudizio morale. In realtà la trama di un film può essere anche tanto meno complicata della tua esperienza, non sono necessari tutti questi intrighi per farne uno. Mi chiedo anche quale potrebbe esser il finale: il trionfo dell'amore saffico? oppure la rottura dell'amicizia e il ritorno alla normalità? Meglio un finale tragico o il lieto fine?
Penso tu ti debba chiedere seriamente perché la tua amica ti ha nascosto la verità su suo cugino. Come lo hai conosciuto? Te lo ha presentato lei? Finirete a letto tutti e tre?
Sarò franca, tutta questa faccenda non mi piace. Fossi in te mi preoccuperei meno di lei e un po' più di te stessa; dici che lei non ha mai voluto parlare con uno psicologo; e tu? ci hai pensato? lo hai fatto?
Chiediti come ci sei finita nel suo letto. Chiediti come mai lei ti è stata così vicina quando il tuo uomo ti aveva tradita. Non ci sono risposte giuste, ma ci sono avvenimenti che ti lasciano confusa e che hanno bisogno di essere illuminati.
Nessuno ha colpe al di là di noi; siamo noi responsabili della nostra vita, in ogni momento. Pertanto non ti solletico pensieri e dubbi sulla tua amica, ma ti incito a domandarti come mai sei "caduta" in questa bizzarra rete di relazioni inquietanti.
Intorno a noi c'è chi (inconsapevolmente) capisce come agganciarci nelle nostre vulnerabilità, e viceversa facciamo noi; così finiamo per coinvolgerci in giochi nevrotici a due (o tre) che ci permettono di sedare dolori più profondi, paure più grandi.
Fai quello che vuoi della tua vita. Non sarà certo andare a letto con una donna che ti farà andare all'inferno. Piuttosto, cerca di sapere al meglio che puoi cosa esattamente stai facendo, se è una scelta libera oppure una strana direzione che prende la tua sofferenza.
Un'importante precisazione: quando parlo di "limiti" nell'amicizia mi riferisco al grado di confusione tra sé e l'altro, di confluenza, di morbosità o eccessiva identificazione, non certo della presenza o meno di sessualità.
Dovresti fermarti e chiederti cosa ti dà quello che stai vivendo, a cosa ti serva, come ti aiuta. Ogni esperienza può essere ricca, se però la viviamo con consapevolezza.
Un caro saluto, e auguri per la tua vita.


 

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