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Adolescenza difficile PDF Stampa E-mail

Buongiorno
sono una madre con le forze a terra....
come si fa a combattere con il senso di impotenza che scaturisce dal rapporto con i figli adolescenti?.....
come si fa ad elaborare ma soprattutto accettare , che un'adolescente si sta staccando da te e lo fa in qualunque modo gli si possa presentare nello stesso momento in cui decide di farlo.
il problema di solito è di noi madri che cresciamo i nostri figli, investendo in questo tutte le nostre energie e le nostre risorse......
mentre i padri riescono a mantenere BENE le distanze tanto --NON CI SONO MAI!!!!
come deve fare una madre a fare i conti con il fatto che tutti i suoi sforzi vengono vanificati dal difficile (a volte drammatico e impossibile ) rapporto con i figli adolescenti?.....
se non sbaglio in psicoterapia un concetto molto fermo è: "NON VANIFICARE GLI SFORZI"
non solo gli sforzi di noi madri che investiamo TUTTE NOI STESSE nell'aducazione e realizzazione dei nostri figli, VEDIAMO CONTINUAMENTE VANIFICATI I NOSTRI SFORZI..... ma dobbiamo anche venire accusate che se il figlio adolescente si comporta così......E' COLPA NOSTRA , e per di più se una donna sceglie di essere in carriera per poter così mantenere il distacco emotivo dai figli ...COSì COME FANNO GLI UOMINI!!!!! vengono accusate di non essere delle BUONE MADRI perchè non si dedicano totalmente ai loro figli.
Lei mi darà la pillolina zuccherata dicendo che non si tratta di COLPA ma di conseguenze dello stile educativo o di RESPONSABILITà
la situaziuone è la stessa,.....ANCHE LA FRITTATA con patate DIVENTA UN PIATTO PIU' ACCETTABILE E SOFISTICATO SE CHIAMATO "OMLETTE AUX POMMES DE TERRE"

MA SEmpre frittata è!
E IL DOLORE di una madre sempre tale è anche se cercate di farlo vedere in altro modo--....
quindi....come si ELABORA IL TUTTO?????
grazie
autorizzo la pubblicazione della mia lettera on line, che potrà essere d'aiuto ad altre mamme disperate e sofferenti, o semplicemente in difficoltà
A.F.


Gentile A.F.
innanzitutto grazie per aver solllevato un tema nel quale, purtroppo, molte mamme si riconosceranno.
Quello che lei scrive è serio e importante; il problema di un figlio adolescente è uno degli scogli peggiori e temibili che un genitore debba superare. Improvvisamente il figlio che fino a ieriera dolce e comunicativo, diventa aspro, rifiutante, nemico. Non risponde alle domande, ci manda al diavolo, non riconosce più i nostri faticosi insegnamenti. La persona che amiamo di più al mondo, ci rifiuta e ci fa sentire pessimi.

Eppure, cara A., le vorrei far vedere la cosa dal punto di vista del ragazzo. Ohimè, anche per lui l'adolescenza è il momento più pericoloso e difficile, forse dell'intera vita. E' una fase di grave crisi, dove il giovanotto mette in discussione se stesso e cerca una identità. Fino a ieri mamma e papà erano il mio mondo, il mio riferimento. Ad un certo punto mi accorgo di essere altro-da-loro, di aver bisogno di trovare chi sono, CHI SONO IO. L'adolescenza è la fase della vita più studiata e più discussa. Signora, mi creda, è una fase di rischio e pericolo, ma anche di possibilità e crescita, dove il ragazzo sceglierà il suo futuro.

Perché la ribellione?
Questo è il punto centrale: il ragazzo si ribella perché ha bisogno di differenziarsi dai genitori. E' il passaggio dall'infanzia alla vita adulta, e il ragazzo ha bisogno di sentirsi autonomo e capace di sopravvivere con le sue capacità. Si oppone al genitore dello stesso sesso, e si allontana da quello di sesso opposto. La ribellione è esagerata, grottesca, piena di livore e rabbia. Sembra una catastrofe, il ragazzo diventa agli occhi dei genitori un mostro irriconoscibile. Eppure, e suquesto la voglio e vi voglio tranquillizzare,è PERFETTAMENTE NORMALE. Anzi, i problemi nascono al contrario se vediamo che il nostro figlio 13enne non si oppone, è sempre ubbidiente, non va in escandescenze: vuol dire che ha paura del mondo, che ha paura di sperimentarsi da slo, senza i genitori.

Ad un certo punto, se tutto va bene,questa guerra passa, come se non ci fosse mai stata. Puff...tutto torna come prima, addirittura meglio.
Se invece va male, il ragazzo rischia di perdersi in strade pericolose, devianti: droga, alcool, amicizie brutte. A Milano ho lavorato molto con gli adolescenti a rischio, e ho visto in loro la disperazione di aver perduto la strada e se stessi.

Cosa deve fare un genitore?
Essere sempre uguale. Sempre lo stesso genitore di prima, che dà le regole e dice la sua morale. Lo sfondo certo e sicuro su cui il ragazzo possa appoggiare la sua crescita, e soprattutto, e qui è molto importante, dove appoggiare la sua ribellione. Voi genitori dovete essere autoritari, dare regole, essere pressanti e rigorosi, senza badare alla reazione esagerata e inaspettata di vostro figlio. Voi fate il vostro dovere di genitori che educano, lui fa il suo di figlio adolescente che si rivolta e dice che ogni vostra affermazione è antiquata. Cari genitori: è antiquata perchè i giovani sono il futuro, e noi dobbiamo rispettare il loro slancio verso il cambiamento, anche se doloroso.

Ora veniamo appunto al dolore. Lei parla col cuore, da madre che ama. Le sue parole trasudano sofferenza, e le riconosco. Ho visto genitori disperarsi, fino a perdere la ragione. E' un momento tremendo, dove ogni giorno è un macigno insostenibile. Non solo la colpa non c'entra, ma neppure la responsabilità o lo stile educativo. C'entra la resistenza: dovete farvi forza a vicenda, essere uniti come coppia (se siete in due), decisi. Suo figlio non deve avvertire incertezza e paura, ma decisione e fermezza. Come soffre lei, soffre lui. Ricorda quando era adolescente? come ogni cosa fosse tragica, pesante, insopportabile? a quell'età tutto è amplificato. Guardi suo figlio con tenerezza, e abbia fiducia in lui: se ne accorgerà e si sentirà più sicuro di sé. Accetti il dolore come elemento necessario di questo momento, non lo combatta, fa parte dell'essere genitori, e del vedere per la prima volta il figlio che fa un passo verso la porta. E' lacerante, ma è la vita. Tornerà indietro più adulto, e lei potrà essere orgogliosa degli anni passati, di lui, di voi. Provi a favorire, con amore, la sua separazione: è la cosa giusta. E' una separazione che permetterà l'evolversi del vostro affetto reciproco in un legame maturo.

Cerchi delle amiche con cui parlarne, non stia da sola. Il sostegno reciproco in questi casi è importante.
Un figlio adolescente è quel terremoto che ci mette a dura prova e fa emergere tutte le nostre debolezze, le fragilità, le paure. Pensi che giovani genitori decidono di venire in Psicoterapia proprio in questo momento.

Un caro saluto e tanto coraggio.


Dott.ssa Zaira Di Mauro

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