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Pensieri tristi PDF Stampa E-mail






Gentile dottoressa,
ho vent'anni. Vorrei riuscire a descriverle come mi sento; è da tempo ormai che convivo con un senso di irrealtà: mi sembra che le azioni, mie o degli altri, siano del tutto prive di significato. Vado avanti perchè "devo": in realtà non desidero più fare nulla. Ho provato ad uscire da questo "circolo vizioso", a frequentare dei ragazzi, però nemmeno il contatto fisico è riuscito a suscitare una qualsiasi emozione; non provo più niente. Ho paura di essermi così tanto alienata dalla realtà da non riuscire più a star bene, ad essere serena.
In più da quando è finito il liceo, sento l'impellente bisogno di crescere, di imparare a badare a me stessa; ma non ne sono affatto capace. Ho bisogno costantemente di sentirmi protetta, come se fossi ancora una bambina e non dovessi preoccuparmi di niente. Probabilmente sono stata amata troppo da bambina, mi ero costruita una dimensione perfetta; la vita reale non è così: ho paura della solitudine, della morte.
Tutti questi pensieri generano uno stato d'ansia persistente. Non so davvero più come uscirne.
Sto studiando medicina... non voglio più sentirmi così. Vorrei sentirmi forte, sicura.
Lei crede che sia possibile una terapia? o dovrò convivere per tutta la vita con questi pensieri?
La ringrazio in anticipo, L.



Cara L., ti do del tu visto che sei così giovane.
Non stupirti per quello che ti accade. La crisiè un momento di grande dolore, ma è anche portatrice di cambiamento. Probabilmente stai mettendo in discussione le basi solide della tua vita e ne stai cercando delle altre: questo comporta uno scombussolamentorispetto aquello che sei, che sei stata, e dunque una grande sofferenza.
Avverto la contraddizione tra il desiderio di restare bambina e quello di crescere ed occuparti di te stessa. FOrse avverti quest'ultimo come la perdita di un mondo fatato, chesei costretta ad abbandonare ma con grande fatica e paura.
Quello che dici è vero: la vita non è facile, ed esistono cose come la solitudine e la morte. Sono ineliminabili, come il fatto di crescere. Il tempopassato è andato per sempre, non tornerà più. Come non torneranno le persone che sono morte, e non torneremo noi, quando saremo morti.
Ma,anche per cultura, siamo troppo abituati a considerare il lato mostruoso di questa realtà. E' la natura, fatta di vita e di morte, di cambiamento, di crescita, e anche di fatica.Ci sono in mezzo anche coseestremamente piacevoli: la vita è piena di piaceri; anche le fatiche, per certi versi, possono essere amabili.
Non cercare di reagire a tutti i costi. Accetta questo momento come un momento duro, vivitelo per quello che è. Il dolore va vissuto, non evitato. Sicuramente una Psicoterapia potrebbe aiutarti a focalizzare le tue difficoltà e a valorizzare la tua spinta al cambiamento, aiutandoti a diventare adulta.
Vedrai che ad un certo punto la tua visuale si schiarirà, tu avrai meno paura, e vivrai con gioia le tue giornate.
Auguri per la tua vita
 

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