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Paura di guidare (amaxofobia) PDF Stampa E-mail

 

 




Buongiorno Dott.ssa,
le scrivo in merito ad un problema che ho da parecchi anni che riguarda la paura di guidare in autostrada o strade a percorrenza veloce, soprattutto con tunnel, ponti, viadotti o di notte.
Per questo motivo ho intrapreso la terapia breve strategica, ormai ho fatto 6 sedute ma la sensazione di paura su quel tipo di strade non mi abbandona. La psicologa mi dice di mettere alla prova i miei limiti anche percorrendo brevi tratti, ma purtroppo non vedo grossi miglioramenti. Temo che non ci riuscirò mai, sono molti anni che ho la patente, all'inizio guidavo ovunque. Attualmente guido tutti i giorni anche in tangenziale, ma solo nei tratti ormai familiari. Se penso solo di andare al mare, mi viene il panico. In passato ho avuto delle crisi di ansia mentre guidavo, mani che mi sudano (io non sudo quasi per niente), tachicardia, sensazione di paura , mi sembra di non essere in grado di controllare l'auto, come se andasse da sola. Ritenendomi quasi un pericolo per me e per gli altri, evitavo di guidare e di affrontare le strade che mi facevano paura, ma pare che proprio l'evitamento non faccia altro che radicare ancor più l'idea di non essere capace.
Lei cosa ne pensa ? la terapia breve strategica di solito è risolutiva ? devo insistere ? alle volte penso che se dovessi rinunciare, mi sentirei sollevata, d'altra parte però detesto sentirmi così limitata, normalmente sono un tipo indipendente, è difficile accettare questa contraddizione. Grazie in anticipo per la sua gentile risposta, cordiali saluti. M

 

 

 

Salve M.,

mi colpisce che dici che inizialmente guidavi ovunque. Questo mi fa pensare che non sia una questione legata alla guida in senso stretto, ma a qualcosa che si è scatenato in te a livello più profondo.
Forse la contraddizione di cui scrivi alla fine può aiutarti a capire. A volte l'indipendenza è un grande sogno e nello stesso tempo un incubo che ci fa sentire molto soli. La dipendenza è una questione umana vecchia come l'uomo, e ti assicuro che nessuno è veramente indipendente. Illuderci di essere autonomi è una follia, ma è anche una follia molto condivisa e premiata.
Credo che i mostri che arrivano a disturbare la tua guida siano dei mostri che in qualche modo occupano la tua vita in generale. I tuoi limiti sono i tuoi limiti, non solo per le strade su un trabiccolo, ma anche nel resto del tempo e di tutto quello che fai. Mi viene la fantasia che tu possa aver represso l'emozione della paura, nel tuo modo di essere, e ora si ribella invadendo in modo grossolano pezzi della tua quotidianità. La paura va vissuta, rispettata e gestita con saggezza (anche se cosa sia la saggezza non sono in grado di dirtelo). Quando arriva bisogna ascoltarla, allungare le orecchie, porgere tutto il nostro ascolto, e capire, capire fino in fondo che cosa ci sta comunicando di noi.
Quest'estate camminavo, di notte, per le strade di Cavi di Lavagna. C'era una leggera pioggia e il vento muoveva le onde e gli alberi. Cavi è un paese molto tranquillo, la paura è un'emozione assolutamente inadeguata. Eppure... io avevo paura. Paura che le onde del mare si ingrossassero e diventassero mostri, mi portassero via, in un baleno, come una bocca di un gigante che non si accorge di un microbo che entra tra le fauci. Paura che improvvisamente il terreno che avevo sotto i piedi diventasse vuoto, il nulla, e io cadessi negli abissi. Paura che qualcosa di mostruoso venisse dal cielo e spazzasse via tutto, con un soffio. Sentivo la caducità della vita e la mia terribile caducità. Certo, una parte di me sapeva che non sarebbe accaduto. Non era un attacco di panico perché, per lo più, ero consapevole che le mie erano paure profonde, che arrivavano dal basso, dagli inferi di me, dai luoghi che non possiamo conoscere di noi e che a volte emergono terrorizzandoci. Eppure la paura la sentivo, credimi, quell'inquietudine profonda che rende la realtà sconosciuta ed estranea.
quando ho letto della tua paura alla guida ho pensato a quella passeggiata a Cavi. Con la differenza che tu ci credi, che credi ci sia davvero un pericolo esterno, quando in realtà l'inferno  dentro di noi, il terrore lo abbiamo dentro. Non che non ci siano pericoli esterni, certo! Continuamente. Ma perché mai dovresti temere il mondo proprio quando sei alla guida? Il mondo è spaventoso sempre, anche quando dormiamo.
Per questo penso che il tuo organismo ti stia lanciando un messaggio; dovresti ascoltarlo, tradurlo, farlo tuo. Dovresti andare più a fondo. Con tutto il rispetto per le terapie brevi, che in alcuni casi sono meravigliose, in questo non possono aiutarti, perché non arrivano ai mostri che ti perseguitano. Se te la sentissi dovresti fare qualcos'altro, una psicoterapia più approfondita.
Intanto io ti faccio i miei auguri, davvero, che tu possa rivedere il mondo omogeneamente pericoloso e rassicurante.
 

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