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Paura delle relazioni e senso di inadeguatezza PDF Stampa E-mail

 

 

 


Buon giorno dottoressa mi chiamo M.


Da circa un anno o probabilmente di più provo un profondo senso di inadeguatezza in particolare nel dovermi relazionare con gli altri o perfino con me stesso, come se fossi terribilmente distante da me e da quello che sono, penso in continuazione che gli altri siano meglio di me e che io sia inferiore, non vivo le relazioni semplicemente metto in atto meccanismi per cui finisco per nascondermi ancora più dentro al mio malessere pur di non affrontarlo perché affrontarlo vorrebbe dire venire a galla per ciò che sono e iniziare così un processo di crescita che possa diventare produttivo, rimango sempre allo stesso punto di partenza perché aprirmi vorrebbe mettere in conto la possibilità di essere rifiutato, ho perso il contatto da me dottoressa!! pensa che sia possibile un procedimento per riavvicinarsi e tornare a vivere decentemente?la ringrazio in anticipo e scusi per lo sfogo. Spero si capisca, M.





Salve, M.
Certo, è possibile. Dipende da quanta voglia hai di affrontare ciò che ti "allontana" e ti fa "perdere il contatto" con te stesso. Come tu stesso dici, devi affrontare il tuo malessere e con esso ciò che emerge.
Non devi sentirrti solo nel fare questi pensieri. Più o meno tutti, in qualche modo nella vita, ci siamo sentiti o ci sentiamo ancora "inferiori" agli altri: quel mondo così particolare, che appartiene agli altri, sembra così compatto, così certo, sicuro, rassicurante. Gli "altri" sembrano tutti venire dalla luna, sembrano coesi, alleati, invincibili e felici; così diversi da me, povero terrestre solo e disperato, senza alleati, senza forze, senza argomenti interessanti né battute divertenti, inadatto, incapace.

In realtà, quel mitico mondo degli altri è costituito da individui ognuno dei quali , solo e disperato, pensa di sé più o meno le stesse cose che pensi tu di te stesso. La differenza sta nel modo di reagire, di costruirsi una corazza più o meno spessa e più o meno efficace.
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Da ciò che scrivi mi pare di capire che la tua, di corazza, è venuta su un po' troppo spessa e un po' poco efficace. Ti isola e ti protegge senza darti una controparte relazionale positiva, nutriente. Il contatto con gli altri è una grande fatica, che però ripaga con calore e riconoscimento.
Credo che la prima cosa che tu debba fare sia quella di spostare da te stesso i tuoi pensieri ed osservare meglio questo mondo così idealizzato. Dovresti prenderti una vacanza, rispetto appunto a te stesso, e preoccuparti di ciò che ti sta intorno: conoscerlo, scoprirne le fragilità, persino giudicarlo, decidere tu se ti piace o meno, cosa ti piace, cosa non ti piace, cosa ti fa star bene o male, viverlo.
Ti sembrerà strano, ma il tuo è un modo particolare e più sottile di sentirti al centro dellìattenzione, speciale. E' il nostro naturale egocentrismo a farci sentire continuamente esaminati, guardati, sotto giudizio, chiamati ad essere perfetti, senza difetti. Sugli altri possiamo stendere veli infiniti di comprensione e tolleranza, ma su noi stessi siamo inclementi, severi, giudici terribili e sadici.
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La verità è che coloro cerso cui tu sei clemente, o addirittura idealizzante, farà lo stesso con te: non vedrà i tuoi errori, perché troppo concentrato sui suoi.
Ci sono anche coloro che si mettono sul piedistallo, pieni di superbia e prodighi di giudizio e rimprovero verso gli altri. Sono quelli che fanno più paura, e stai ben certo che questo loro lo sanno molto bene. Infatti, come ci insegna la psicoanalisi, il complesso di superiorità arriva, quatto quatto, per "salvarci" da quello d'inferiorità. Di solito è sufficiente abbaiare più forte di loro, per spaventarli.
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Morale: non sprecare questa bella vita ad idealizzare poveri disgraziati come te, chiuso in casa e vittima delle angosce. La vita è un circo buffo, burlone, pericoloso e pieno di sorprese, bisogna prenderla per quello che é, diciamo...non troppo sul serio.
Affrontale queste paure; non per farle passare, perché tanto non passano. Più che altro per scavalcarle, almeno in alcuni momenti, e godere di una bellissima giornata di sole come quella di oggi a Milano.
 

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