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Paura del futuro PDF Stampa E-mail

Gentile Dottoressa,

ho 24 anni e da circa un anno mi sento terrorizzata da tutto. Non ho più voglia di studiare, improvvisamente l'Università mi sembra inutile, la mia famiglia una gabbia, il mio fidanzato noioso e privo di stimoli... Ho provato a parlarne con le mie amiche, e anche loro come me sono spaventate e abbiamo preso tanto l'argomento del futuro, della precarietà... Non so dirle bene come mi sento, so che ogni mattina quando mi sveglio penso che gli studi che faccio non sono una garanzia per nulla (studio in Scienze della Formazione), sento che non troverò mai un lavoro che mi possa appassionare, non vedo neanche una bella famiglia all'orizzonte perché l'amore come le dicevo è piatto e insoddisfacente... Secondo lei dovrei parlarne con uno psicologo? ...io lo vorrei, ma in famiglia hanno sempre deriso le mie angoscie e temo non mi sovvenzionerebbero, e io non ho un lavoro... Non sono ingenua e credo di intuire che parte della mia paralisi sia dovuta a me, alle mie insicurezze, ma non riesco a trovare il bandolo della matassa. Se ha qualche consiglio per me, le sarò grata. Saluti cordiali. (A.P. Milano)


Cara A.,

dalla tua lettera percepisco una pericolosa generalizzazione. E' impossibile che "tutto" ci terrorizzi; è importante riuscire ad individuare cosa esattamente rompe il nostro equilibrio, per affrontarlo e cambiare le cose. Mi parli di precarietà. Il sentirsi "precari" è la malattia della nostra epoca, che ad ampio spettro ammala tutti gli ospiti del nostro tempo, almeno in Italia. Quello che possiamo fare è accettare le condizioni sociali e agganciarci alle certezze che ci rassicurano. In qualche modo devi arrangiarti e crearti il tuo spazio di vita sicura, dove tu possa trovare il tuo agio. E' inutile combattere contro una situazione sociale che ci trascende; è più facile cavalcarla. Se non vuoi rinunciare ai tuoi studi, e alla passione che hai per loro, troverai come investirli. Non pensarci adesso: concentrati sul tuo momento presente e godi dei momenti attuali. Se la tua storia d'amore ti lascia insoddisfatta, chiediti perché perseveri a portarla avanti, e cerca di darti risposte che ti portino ad un cambiamento. Spesso corriamo il rischio di impantanarci in rimuginamenti senza sbocco, come lamentele che ledono la nostra autostima.

Se vorrai farti aiutare da uno Psicologo, troverai l'energia giusta per persuadere tuoi genitori, oppure i soldi per farlo; anche la sanità pubblica offre questo servizio. Attenta a non addormentarti sulla scusa di "non riuscire a far le cose per colpa degli altri": la responsabilità di noi è innanzitutto nostra. Prenditi il diritto di soffrire, di star male, di aver cura di te, di trovare un'alternativa felice alla tua angoscia. Un abbraccio e auguri.

Dott.ssa Zaira Di Mauro

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