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Paura del dolore PDF Stampa E-mail





Cara Dott. Di Mauro,

ho letto con interesse la sua pagina web e ho apprezzato le risposte ai consulti. Le chiedo un parere...

Ho 28 anni e da tre anni circa la mia vita è equilibrata ma ho avuto diversi vissuti tremendi: ho vissuto per i primi 3 anni con i nonni in Romania e poi sono stata catapultata in Italia con una madre priva di empatia che mi ha cresciuta un po' nel terrore (pur amandomi), la morte tragica del mio adorato padre per un tumore, un ex violento che mi ha tolto ogni fiducia in me e in generale una sorta di attrazione verso i cattivi ragazzi, tanto che quelli bravi mi hanno sempre annoiata.

Due anni fa circa incomincio una psicoterapia. La mia terapeuta disse che ho avuto una sorta di congelamento emozionale e che non avevo un contatto con me stessa. Dopo circa 6 mesi iniziai ad avere degli attacchi di panico. La mia terapeuta disse che era normale, che finalmente iniziavo ad entrare in contatto con me stessa e che sarei dovuta passare attraverso queste sensazioni sperimentando il mio potere e le grandi risorse che ho.

Per qualche mese, assumo anche lo Zoloft ma presto imparo a gestire la situazione e gli attacchi di panico se ne vanno.

Pochi mesi dopo, la mia terapeuta mi propone di concludere le sedute. Io ricomincio a stare male ma con altri problemi: paura, pensieri intrusivi (paura di perdere il controllo, di fare male a qualcuno, domande esistenziali ansiose)...il tutto accompagnato da sconforto, tristezza....

La mia terapeuta sostiene che io possiedo delle enormi risorse di cui non mi rendo conto e che posso stare bene ma ansia, tristezza, dolore, sono sentimenti in cui devo per forza passare in mezzo per stare bene.

Con coraggio, mi sforzo di non combattere le mie ansie e sconforto ma di accettarle e lasciarle scorrere. Con la mia terapeuta indaghiamo anche il passato e scopriamo che sono entrata in contatto con la parte di me rimasta bambina che si spaventa, entra nel panico, ha paura, non crede nelle sue risorse. Il suo consiglio è sempre lo stesso: IO PENSO DAVVERO CHE TU CE LA POSSA FARE, MANTIENI LA FIDUCIA NELLE TUE RISORSE.

Lei ci crede così tanto e io forse no...non lo so. Vivo di alti bassi, momenti in cui sto bene e mi sento invicibile e momenti in cui mi spavento da morire: se arriva un pensiero gli do potere, mi spavento, se non dormo inizio a penare "ecco vedi allora sei depressa"....mi cade il mondo addosso, penso a tutti gli sforzi fatti e il grande lavoro, l'investimento in denaro e sacrificio eppure paradossalmente sto peggio adesso di quando avevo iniziato la psicoterapia. Mi dicono che è normale che per rinascere, bisogna un po' morire ma io sono stufa...mi chiedo, le chiedo: è vero che è normale che io debba attraversa questa sofferenza e accettarla? Se ho tutte queste risorse potrò davvero stare bene ?? Per mesi la situazione di arena.

Comincio così una nuova terapia (da un paio di mesi) con una terapeuta di tipo psicodinamico. Mi piace, mi da coraggio. Secondo lei io non sono e non sono mai stata depressa e non ho alcun disturbo.

Ho solo bisogno di tirare fuori il dolore che ho sotterrato (che spesso viene fuori con mal di testa o pruriti oppure con grande angoscia a paura di non farcela), viverlo e poi buttarlo via.

Lei cosa ne pensa?

Mi scuso per il papiro e perchè lei giustamente non mi conosce ma le sue risposte sono sempre così gentili che vorrei chiederle un consiglio su cosa devo fare.

La ringrazio di cuore.

Grazie,

Arianna

 

 

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