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Passione e struggimento PDF Stampa E-mail



Buonasera dottoressa, così e non per caso, sono entrata nel suo sito di consulenze che ho trovato interessante. Le espongo il mio caso:

Ho 43 anni, divorziata da 13. Conosco a marzo di quest'anno un uomo di 48 anni, con due divorzi alle spalle, e con unsacco di problematiche del suo vissuto, il figlio del primo matrimonio che non ne vuol sapere più del padre.
Il suo secondo matrimonio andato in frantumi per il tradimento da parte della ex moglie, alcolizzata e anoressica, un bambino piccolo con problemi di salute che cerca di stare il più tempo possibile con il padre. E' stato lui a voler conoscermi, incontrarmi, tra di noi è scattata subito una grossa intesa, sotto tutti i profili, una grande passione.......- Dopo due mesi inizia a diradare le sue chiamate, e a tirar fuori un sacco di scuse e di problematiche famigliari per non incontrarmi. Ora in cinque mesi io ho passato il mio tempo a scrivere a lui, mail che erano un miscuglio di racconti e di vita vissuta del mio quotidiano .....il mio girovagare per la vita, le mie poesie, le mie canzoni.
Ha quasi sempre risposto rimanendo affascinato dal mio modo di saper entrare nell'anima attraverso la scrittura. Era un mio modo per non perderlo. Ma lui di sua iniziativa non ha mai scritto per primo e non mi ha più cercata. C'è un altro incontro ad agosto dopo due mesi, altro incontro di passione........e poi il silenzio. Ha sempre cercato di allontanarmi perchè non vuole star male e
far del male, perchè è convinto che io non mi accontenterei del poco tempo che lui potrebbe dedicarmi, che io merito di più una persona attenta e presente.
Lo incontro la settimana scorsa, perchè doveva ridarmil un libro che era mio. Rimaniamo fuori un ora, e quando mi accompagna all'auto, mi dice "che voleva starmi lontano un po' ma che non è bastato" mi ruba un bacio e mi dice "come faccio a dirti quanto ti desidero" ....e poi scappa.
Quello che non capisco e continua a rodermi nel
cervello è perchè un uomo, nella sua situazione e della sua età continua a dirmi "tu che sei la persona che segna ancora la mia vita " "se penso ad una persona penso a te" "sei la donna più dolce e tenera che io abbia incontrato" ..........e poi non mi cerca più.
Ok, il fatto perchè io ancora insisto a sperare in lui, sto cercando di capirlo attraverso un supporto psicologico che ho intrapreso da due mesi,...........ma non mi do pace nel cercare di entrare nella sua testa, ma se non sei interessato ad una persona, ad approfondire una conoscenza un rapporto, perchè è neccessario dire tutte quelle cose? Perchè non sarebbe pi
ù semplice dire "non mi interessi ?? non trovo affinita? cerco solo sesso e non voglio altro? Costa così tanto essere sinceri dal profondo del cuore?
La ringrazio anticipatamente per la sua cordiale risposta.




Cara lettrice,
immagino il suo sconforto, che dev'essere pari allla sua confusione. Le confesso di non esser molto ottimista, rispetto ad uno sviluppo diversodella vostra passione, da lei sperato. Se vi fosse stata questa possibilità, sarebbe già accaduto. E'impensabile trovare una spiegazione ai comportamenti di quest'uomo: questi li può davvero conoscere solo lui, e non è detto che ne sia consapevole. Di fatto, affianco a lei non c'è, e purtroppo questa è la verità più eloquente.
Mi racconta del suo passato ingarbugliato, due matrimoni dalle conseguenze complesse, problematiche varie:trovo ci siano tanti indizi per intuire che forse quest'uomo non vive un rapporto sereno né con la vita né con i sentimenti, per cui non mi stupisco reagisca così al vostro coinvolgimento.
Sono solo supposizioni, ma temo lei non potrà fare molto per cambiare la situazione. La realtà è che lui non si concede, e soltanto lui potrebbe cambiarla. Le sue frasi appassionate sono anch'esse espressione di una non concessione: chi si dà non ha bisogno di dire frasi struggenti. Non che non siano sincere; probabilmente nell'istante in cui le dice, le sente vere. E non è escluso che le senta vere anche mentre lei è lontana. Ma l'amore non si fa con il romanticismo tragico dell'impossibilità, si fa con la carne, con i corpi, la voglia ingovernabile di stare vicini, il desiderio gioioso di condividersi. Qui purtroppo vedo solo negazione e solitudine.
Tuttavia, penso, se quest'esperienza le ha dato ispirazione per creare e sentie la vita in profondità, non è stata certo vana. Mi sento però di consigliarle di non investire le sue speranze, perché temo che le cose non cambieranno.E se dovessero, lei sarà la prima a saperlo, e comunque non sarà per le sue fatiche.
Su questo, mi permetto una parentesi. Ci sono molti casi di amori nati sulle faticose insistenze di uno dei due. Esistono, e possono durare una vita.
Io appartengo a quella categoria che considera l'amore solo nella reciprocità: di sentimenti, di intenti, di intensità. Un amore nato da una persuasione, per me, non può essere del tutto reciproco, e così nasce già sbilanciato, non "alla pari".
E' bello ed importante che ognuno si chieda, tra sé e sé, che esperienza stia vivendo, cosa sta prendendo e dando, quanto e cosa l'altro soddisfi nella propria vita. Sono domande che non tolgono né coinvolgimento né libertà, ma consentono di capire cosa si stia vivendo, e se quanto accade sia ciò che vogliamo prendere dalla vita.
Cara amica, non sia triste. La vita è un continuo alternarsi di inizi e di fini, ed ognuna ha un suo gusto irripetibile.
 

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