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Padre cattivo? Oppure... PDF Stampa E-mail

 



Buongiorno, vado ad esporle il mio problema;

sono un cinquantaduenne, con una figlia di 6 anni avuta quindi in tarda età ed  una moglie( sposata anch'essa in tarda età qualche anno dopo la nascita della bambina) di 41 anni. Sembra come se mia figlia abbia il terrore di me, preferisce sempre la compagnia della nonna materna oppure ora durante le feste natalizie preferisce alzarsi presto ed andare al lavoro con la mamma più che fare qualcosa con me.La mattina si mette ad urlare " mamma voglio venire con teeeee" ripetutamente senza che io nemmeno pronunci una parola e dopo che magari già ci eravamo accordati la sera precedente, come se avesse davvero il terrore di stare con me.Premetto che io le ho urlato e qualche sculacciata( ma non troppe) gliele ho date, ma niente di diverso, forse anche meno della madre, anche perchè è una bimba impegnativa e poco obbediente, a volte quando è davanti la tv nemmeno ti vede.Spesso quando la riprendo, mia moglie anzichè aiutarmi prende subito le sue difese e mi allontana.Rientro a casa la sera ed è come se non esistessi. Ho amici e conoscenti le cui figlie adorano stare col papà beh a me non è andata così. Ora premettendo che i bambini non hanno mai colpe, perchè sono il frutto di quello che noi adulti gli stiamo dando ed insegnando, dove sto sbagliando? Comincio anche a sentirmi inopportuno e fuori luogo, tanto che se non dovessimo tirare avanti una piccola attività che abbiamo insieme forse mi sarei già separato e avrei vissuto separatamente la bambina. Ma quello che proprio non mi riesco a spiegare è a cosa è dovuto il suo terrore nei mie confronti.Grazie per la gradita risposta.

 

 

Caro G.,

hai detto proprio bene, i bambini non hanno "colpe" e perlopiù sono modellati da noi adulti. E' davvero difficile dalle tue poche righe capire la situazione, ma provo a fare delle ipotesi.
I figli assorbono i significati dei genitori, cioè fanno proprie le idee, le credenze, i pensieri degli adulti. Se è vero che tua moglie ti disconferma quando riprendi tua figlia, allontanandoti, non mi riesce difficile immaginare che a tua figlia passi il significato: "Papà è cattivo", oppure: "Quello che dice papà non conta". In entrambi i casi la tua figura è compromessa. Il problema grosso, però, non è il comportamento (inadeguato) di tua moglie, ma come tu ti relazioni a queste dinamiche. Se tua moglie ti squalifica, tu le permetti di squalificarti. La responsabilità è anche tua, non soltanto sua.
Il ruolo del padre è fondamentale nella vita dei figli, proprio per toglierli dalle grinfie avviluppanti della madre. Tu non stai svolgendo il tuo ruolo, anzi ti stai defilando. Non consapevolmente, è ovvio. Ma non stai lottando, non ti stai imponendo, lasci che sia tua figlia a decidere, anzi peggio, tua moglie.
Il terrore di tua figlia credo sia connesso all'immagine che tua moglie le passi di te. Chiaramente non osso esserne certa, ho troppi pochi dati, ma è molto probabile. Come padre devi impedire questo idillio madre-figlia, questa simbiosi morbosa. Non è con tua figlia che devi importi, questo sarebbe troppo scontato, e vista la situazione controproducente, visto che non hai autorevolezza con lei. Parlo di tua moglie. Se vuoi davvero separarti, lascia perdere le scuse, anche se plausibili, e fallo. Altrimenti chiarisciti le idee e datti da fare. Se hai bisogno di aiuto rivolgiti ad uno psicoterapeuta o a chiunque tu creda che ti possa aiutare. Tua figlia ha bisogno di un padre, e non di stare in mezzo a sanguinose beghe familiari. E' un consiglio che ti do a ragion veduta. Per essere padre, bisogna sentirsi padre, ovvero responsabile dei figli, al di là delle dinamiche di coppia. Per "esistere", visto che dici che quando torni la sera è come se non esistessi, devi esistere tu, non chiedere agli altri di farti esistere.
In bocca al lupo.
 

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