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Provo o non provo l'orgasmo? PDF Stampa E-mail






Gentile Dottoressa,
sono una donna di 40 anni e praticamente da sempre, quando faccio l'amore con il mio compagno (e negli anni con i diversi partner) non raggiungo mai l'orgasmo. Provo piacere ma ho la sensazione di non provare quell'acme finale che confrontandomi con alcune mie amiche, loro mi hanno detto di provare. Volevo capire se questo fenomeno rientra nella normalità e accomuna più donne e fino a che punto può essere considerato patologico? Soprattutto si può fare qualcosa? Attendendo fiduciosa una sua risposta la ringrazio molto per l'attenzione. E.



La questione dell'orgasmo accende sempre molte discussioni, forse troppe.
Mediamente, la stanza più "affollata" è la camera da letto. Nell'intimità, non si è mai liberi di essere solo in due, ma spesso in compagnia di fantasmi di ogni genere: amici, parenti, giornali, opinioni, libri, voci. Forse, se uno non si perdesse a cercare infiniti punti di vista sul piacere, non avrebbe nulla da lamentarsi circa il proprio.
Ovviamente, la mia è una risposta che guarda la questione da un punto di vista psicologico, non fisiologico. Quindi ha valore solo a condizione che il suo "non raggiungere l'orgasmo" non abbia ragioni organiche. Per questo dovrebbe rivolgersi ad un esperto.
Cara E., ognuno ha il suo modo di raggiungere il piacere. Non c'è una sola possibilità e tantomeno sono valide le considerazioni di una donna su un'altra,
L'organo sessuale femminile varia così tanto da donna a donna, che ancora si sta discutendo quanto e come alcune differenze possano influire sul piacere. Una cosa è certa: tutte le donne (sane)possono raggiungere l'orgasmo. Come? non ha alcuna importanza. La fatica lasciamola fare agli uomini che ogni volta dovranno adattarsi alle esigenze diverse della nuova partner. A noi, il diritto di sperimentarci, di provare le tante strade del nostro corpo, quelle più immediate, pù facili, che ci piacciono di più, e che alla fine dell'amore ci lasciano addosso una bella sensazione di benessere.
La cosa che dobbiamo imparare a fare, è unicamente come comunicare con efficacia al maschio ciò che vorremmo lui facesse per noi. Non per forza servono le parole. Il linguaggio non verbale a volte può essere molto più eloquente. Non siamo noi femmine a doverci adattare a lui; l'adattamento è reciproco e creativo. Ogni incontro crea una situazione nuova per entrambi, che dovranno ricalibrarsi sull'altro, inevitabilmente.L'obiettivo comune, è il piacere. Anche tra gli uomini ci sono delle differenze. Come per loro, ogni donna avrà le sue preferenze: c'è chi preferisce il rapporto orale che si conclude con la penetrazione, chi il contrario, chi ama la penetrazione profonda, chi invece la trova dolorosa. Eccetera eccetera. Nessuna di queste formule è quella giusta in assoluto. Le donne lesbiche trovano più che soddisfacente la penetrazione con le dita, che magari per altre donne è assolutamente insufficiente, Altre ancora vogliono concludere il rapporto con la stimolazione orale del clitoride. Ogni donna ha il suo modo originale ed unico di raggiungere il piacere, ed è per lei l'unico perfetto: qualsiasi altro sarebbe inadeguato. Con il tempo, poi, si impara a capirsi meglio, a conoscere le sfumature del proprio corpo, e il corpo stesso naturalmente si dirige verso ciò che gli darà maggior benessere.
Si fidi del suo corpo, delle sue sensazioni, e non cada nella tentazione di confrontare il suo modo di far l'amore con quello delle amiche. Cerchi piuttosto i modi per lei più immediati, naturali, che lei sente più vicini a sé e al suo corpo, per arrivare al piacere, senza cadere nella malsana tentazione di credere che ci siano strade migliori. La strada migliore è sempre quella che ci permette di fare dell'intimità un momento appagante.
Un caro saluto



 

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