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Solo orgasmi autoindotti PDF Stampa E-mail



Salve dottoressa,
le scrivo con molta titubanza ma anche con qualche speranza.
Sono una donna di 36 anni, che non hai mai provato un orgasmo.
Desidero precisare che da creativa quale sono non ho paura di sperimentare. anzi.
Riesco a provare sensazioni nuove solo nel momento di autoerotismo.
Ma sottolineo non so cosa paragonare. visto che non ho mai provato niente di realmente intenso.
Forse idealizzo questo momento e mi ritraggo quando capisco che non arrivera. Forse sono troppo razionale.
Pero capisco che qusto mio lato di non passionalità non mi appartiene, e vorrei trovare una soluzioneper venirmi incontro e scoprire cosa voglia dire essere donna.
Ho scritto questa email di getto.
Vorrei tanto capirmi.

Grazie
S.



Il percorso, anche psicologico e non solo fisico, dell'autotismo è molto diverso da quello di coppia. Nel primo è più una ricerca di sensazioni fisiche propriocettive, legate al proprio corpo che percepisce se stesso; nel secondo invece entrano meccanismi di sorpresa e incontrollabilità che possono aumentare l'eccitazione, oppure interromperla.
La sua lettera è molto breve e non mi spiega cosa le accade quando si trova in coppia. In tutti i casi azzardo delle ipotesi. E' possibile che il uso non raggiungere l'orgasmo sia legato proprio al bisogno di controllare personalmente le microsensazioni che precedono e portano al piacere, anziché abbandonarsi alla "guida" dell'altro che ovviamente si muoverà seguendo altre sensazioni.
Il corpo impara a seguire le strade conosciute, per cui se lo abituiamo all'autoerotismo, riuscirà con più difficoltà a riconoscere altre vie. D'altro canto impara presto, per cui è sufficiente fargli scoprire nuove possibilità e non le dimenticherà.
Purtroppo però questo non risolve il suo problema, perché le parole sono sempre astratte rispetto alla realtà.
Quello che posso consigliarle è di sperimentare (anche in solitudine)anche altre possibilità per il piacere, e ancor meglio con il suo partner. Fisicamente la donna è complessa e ognuna ha la sua particolarità.
Se però lei scrive a me, evidentemente intuisce che la difficoltà non sia solo fisica; dopotutto il corpo e la psiche sono inscindibili. Seguendo l'ipotesi di prima, posso immaginare (ripeto, azzardando) una fatica a lasciarsi nelle "mani" di un altro: non solo sessualmente, ma in generale nella vita. Si definisce "troppo razionale", in contrasto/conflitto con la sua creatività e passionalità. I conflitti come questo sono alla base del nostro malessere psicofisico:da un lato il desiderio va in una direzione, dall'altrosi ritrae e ne prende una opposta. Le motivazioni stanno sempre nella nostra storia.A tal proposito potrebbe provare a farsi una chiacchierata dauno Psicoterapeuta, per capire se questo strumento potrebbe darle aiuto. Non si rassegni, ogni messaggio del corpo che ci invita a migliorare la nostra vita, è prezioso.
Auguri per tutto


 

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