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Omosessualità? PDF Stampa E-mail







Gentilissimi, potete pubblicare la lettera, ma vi chiedo di non pubblicare il nome che compare sulla mail, per ovvi motivi che si capiranno leggendo.
Sono sposato, ho due bellissimi bambini. Ho conosciuto mia moglie quando avevo 21 anni, lei 20. Ci siamo sposati dopo tre anni. Io stavo bene con lei, e sto tuttora bene: mi fa sentire sicuro, protetto, a casa. E' una donna dolce, premurosa, sessualmente soddisfacente. Prima di lei avevo avuto due ragazze. La paternità mi ha reso felice, i miei figli li amo e ogni giorno che mi sveglio sono felice di averli. Apparentemente la mia vita è perfetta, tutto liscio, tutto bello. Anche il lavoro che faccio mi soddisfa.

Il problema è che... da quando ero ragazzo, ai tempi della scuola, a volte avevo la sensazione di essere turbato dai miei compagni maschi. Tutto era iniziato perché mi facevo delle domande sulle dimensioni del pene, sul confronto... poi però spesso diventava un pensiero fisso, e mi sentivo eccitato. Le ragazze mi attraevano di più, o meglio mi piaceva corteggiarle, fare lo scemo, ero attratto da loro, avevo voglia di far sesso. I maschi invece mi mettevano come...tensione, non so come spiegarlo.

Tutto questo non è mai passato, solo che era secondario rispetto alla mia vita coniugale. Mi è capitato di tradire mia moglie due volte, per puro sesso, entrambe le volte si trattava di belle ragazze un po' disinibite, di un ambiente che frequento grazie ad un mio amico: serate, vino, eccetera. Mia moglie non ha mai saputo nulla, anche perché io amo lei!

Ultimamente però ho consociuto un uomo poco più giovane di me (io ho 41 anni e lui 37), ci incontravamo tutti i giorni al solito bar al mattino e alla fine è venuto naturale metterci a parlare. A dire il vero è stato lui ad avvicinarmi. E' gay e lo dice chiaramente, e mi fa la corte in modo esplicito...senza esagerare, con molta classe, non è neanche effemminato...è bello, e soprattutto...ha un odore che mi piace, è una sensazione molto forte... Lui spesso con scuse banali mi tocca, o la giacca, o i capelli, e io mi sento le fiamme addosso.

Vi scrivo per avere delle risposte, e mi piacerebbero anche delle risposte dal pubblico... Ho scritto ad altri forum... per ora non penso che a lui e mi sfogo così... Sono omosessuale? ho sbagliato tutto nella mia vita? oppure cosa? aiutatemi... cosa devo fare? devo tradire mia moglie con un uomo? e sarebbe un tradimento? non sono un santo e non è una questione morale, ma ho paura di scoprire di aver sbagliato tutto e non voglio rovinare la mia vita perfetta. Non voglio sentirmi un perverso. Un saluto e grazie. Anonimo



Caro anonimo,
ci sono tre punti che mi hanno colpito nella sua lettera.
Il primo è quando parla di una "vita perfetta", dove tutto è liscio e bello. Io non credo di aver mai conosciuto nessuna vita e nessunafamiglia dove tutto fosse liscio e perfetto. La felicità e la serenità non escludono il dolore e le ombre, la noia, la rabbia, il conflitto. Anzi, una vita senza conflitto è una vita senz'anima, perché il conflitto è alla base delle scelte, della crescita, del pensiero.
Non le sto dicendo di non crederle; però mi sento in dovere di redarguirla sul rischio di un'illusione, che potrebbe non farle vedere la realtà così com'è. A volte castriamo noi stessi e le nostre aspettative, i nostri bisogni, pur di far andare le cose in modo "perfetto". Alla fine ci troviamo pieni di rabbia e insoddisfazione. Meglio un po' di maretta ogni tanto, di sana rabbia e di insopportazione, che accordersi un giorno di aver vissuto una vita di plastica.

Il secondo aspetto interessante è la sua richiesta di pubblicare la lettera ma non il suo nome, unitamente al fatto che lei dice di aver scritto in molto forum. Mi viene una fantasia: vuole forse comunicare con il bell'uomo del bar? da ciò che lei scrive potrebbe essere molto difficile per sua moglie individuarla, ma molto facile per il suo oggetto del desiderio.

Il terzoè la frase: "mi piacerebbero anche delle risposte dal pubblico". Pubblico... mi fa pensare ad un teatro, un palcoscenico, una platea. Ognuno di noi ha una parte che vorrebbe salire su un palcoscenico, essere vista, riconosciuta, ammirata; essere protagonista. Lei in cosa p protagonista nella sua vita?

Detto ciò (queste sono mie riflessioni che le rimando e lascio aperte), mi vien da dirle che soltanto lei può conoscere i suoi desideri. Non esistono vincoli morali in assoluto, perché siamo noi a decidere il meglio per noi. Io sento che la sua vita, il suo corpo, la sua mente, la stanno spingendo verso qualcosa, di cui ha paura ma da cui si sente attratto. L'esperienza. è vero. può cambiare la nostra vita e travolgerla, ma p anche vero che astenerci alla vita non ci permette di consocerci fino in fondo.
Quello che mi sento di farle notare, è che la sua urgenza è troppo forte, e stavolta non le sarà facile andare avanti ciecamente. Non perda l'occasione di guardarsi dentro, profondamente, e di capirelei stesso in tutte le sfumature, anche quelle oscure, che lei stesso giudica "perverse".
Se lo sente utile, si faccia aiutare. Un esperto può accompagnarla dove lei ha paura di andar da solo.
Infine, non sia negativo: forse le sta capitando la cosa giusta per aprirsi finalmente a sé.

Dott.ssa Zaira Di Mauro

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