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Ognuno a casa sua fa quello che vuole PDF Stampa E-mail

 

 

 


Gentilissima dott.ssa, ho una figlia di 27 anni fidanzata da 3 con un ragazzo che lavora a singhiozzo e molto invadente nel frequentare casa mia. Premetto che sono divorziata e viviamo lei ed io da sole…per modo di dire. Abitiamo insieme ma ognuno vive per conto proprio. Un po’ di tempo fa lui ed io abbiamo litigato e per fortuna mi sono liberata della sua presenza giornaliera per ben 5 mesi ritrovando la mia privacy. Ma un bel giorno, dopo 5 mesi di assenza, rincasando una sera, me lo sono trovato in casa.

Non ho voluto rimproverarlo né altro per “quieto vivere” ben sapendo che dietro tutto ciò c’è sempre mia figlia a gestire in malo modo. Abbiamo da sempre un rapporto conflittuale e qualsiasi cosa le doni, non cambia l’atteggiamento ostile che ha nei miei confronti (ma questa è un’altra storia). Piuttosto vorrei sapere come gestire la situazione con lui che non voglio stia in pianta stabile da me visto che precedentemente ho già avuto questa esperienza con un ex di mia figlia per ben 6 anni che mi sono bastati e avanzati. La ringrazio molto. Saluti affettuosi.

 

 

Cara A.,

dici: " Abbiamo da sempre un rapporto conflittuale e qualsiasi cosa le doni, non cambia l’atteggiamento ostile che ha nei miei confronti", e aggiungi: "Ma questa è un'altra storia". Eh no, non è un'altra storia. La storia è questa. Tua figlia, che a 27 anni dovrebbe essere altrove e non a casa tua, occupa il tuo spazio privato con le sue faccende e tu glielo permetti. I figli sono peggio delle zecche, sono spontaneamente delle sanguisughe, e se i genitori non mettono un freno diventa tutto un gran salasso. Tua figlia deve darsi da fare per trovare una casa sua dove vivere. Cosa ci fa ancora con te? Te lo dico io: se stare dalla mamma vuol dire essere accudita, non pagare affitto, avere qualcuno con cui litigare gratis e a cui scaricare le colpe, e in più fare i propri comodi con i vari fidanzati, cosa vuoi di più? Tu non metti alcun limite, e se speri nel suo buon senso puoi aspettare in eterno.

 

E' necessario che tu cambi prospettiva. La tua casa è la tua casa, e le regole le decidi tu. Non devi renderle le cose comode, non solo perché non è più tuo compito, ma anche per aiutarla a cercare una sua strada autonoma, a costruirsi la sua vita lontana da te. Se speri che non mettendole bastoni tra le ruote lei possa diventare più amorevole nei tuoi confronti, posso dirti che è esattamente ciò che non accadrà. Spesso più diamo ai figli, più loro si sentono in credito. E' un meccanismo terribile, che non lascia speranza. I figli devono trovare il loro modo di camminare con le proprie gambe, solo allora ci guarderanno con affetto e benevolenza veri.

E' chiaro che non posso sapere cosa accada in casa vostra, perché non lo scrivi, ma posso ipotizzare dinamiche involutive. Per involutive intendo che non promuovano l'autonomizzazione di tua figlia, e di conseguenza anche la tua. Credo che a questo punto anche tu possa avere diritto ad avere la tua casa tutta per te, e tua figlia il diritto di frequentare chi voglia senza il tuo parere. Ognuna a casa sua.
Intanto, però, nell'attesa, trovo davvero sconveniente che tu debba convivere con il fidanzato di tua figlia, per te un estraneo, quando potresti avere la tua privatezza e vivere le tue giornate in santa pace, Trovo sconveniente anche che tua figlia debba "condividere" la sua intimità con te. Insomma, a casa tua puoi decidere chi può entrare e chi no, quando e come, Dipende da te farlo passare a tua figlia, con la dignità che solo tu puoi dare a questa condizione, se ci credi.
La casa genitoriale, a 27 anni, non è più un diritto. E' un favore, e nemmeno un bel favore. Pertanto trova tu la forza e il modo di cambiare le cose. Se non riesci da sla fatti anche aiutare da uno psicoterapeuta o da chi vuoi. Ma fallo in fretta, perché la vita passa.
Un abbraccio e un augurio.
 

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