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O la mamma, o la vita! PDF Stampa E-mail





Buongiorno Dott.ssa
Le scrivo in un momento di grande dolore. Mia madre sta morendo e non mi vuole vedere. Rifiuta la mia presenza. Si chiederà cosa abbia fatto di tanto orribile da non volermi accanto.

 

Sintesi:  mi sono presa cura di lei per molti anni; ho cercato di godermela accettando tutte le sue negatività.
Mio fratello vive con la mia mamma da quando si è separato e la loro convivenza è stata drammatica.

Quotidianamente ho dovuto subire le lamentele di mamma nei confronti del figlio. Parole dure, cattive sino ad augurargli la morte; frasi: mi devi promettere che non lo farai venire al mio funerale ecc ecc.

Ho, in questi lunghi anni, preso le distanze dal loro rapporto, mi ripetevo che non avevo nessun diritto di intervenire.
Mio fratello è sempre stato assente nella mia vita, non so se per menefreghismo o altro, certe cose sono inspiegabili.
Nonostante il nostro non rapporto, ho cercato di instaurare, durante la paralisi di Bell che lo aveva colpito, un briciolo di dialogo. Mi sono presa cura di lui, l’ho aiutato sia reperendo i migliori medici sia dandogli il supporto necessario per superare questa fase. Gli ho scritto, alla sua totale guarigione, un bigliettino: “Caro fratello ci siamo ritrovati nella sofferenza ti prego non abbandonarmi nuovamente, anch’io ho bisogno di te.” Finale: non servivo più, il suo lavoro da azionista lo impegnava e non aveva spazi né per me né per la mia mamma.

Ho accettato le sue condizioni, vissuto il mio dolore ed elaborato il mio stato di non “sorella”.

I suoi impegni lavorativi primari e lasciare da sola mamma anche in piena estate non è stato mai un suo problema: la certezza che c’ero io gli ha sempre permesso di godersi le sue ferie senza avvisarmi che partiva.
Mia madre lo malediva gli diceva che doveva lasciare casa che non lo voleva più con lui è persino arrivata a fargli scrivere da un avvocato!!

Gli anni sono passati e dopo una vita lavorativa soddisfacente apprezzata professionalmente dai vari Direttori, ho deciso a 55 di vivere la mia vita. Ho contrattato con l’azienda affinché potessi avere una tranquillità economica e mi sono dimessa in attesa di arrivare a 57anni con una piacevole pensione.
E’ stata la mia fine. Ormai non avevo più impegni e quindi il pensiero di mio fratello, e quello abilmente nascosto da mia mamma era quello che dovevo prendermi cura della “vecchietta”.

Mi si rimproverava che andassi a giocare a Bridge che facessi W.E, che curassi i miei interessi, che certamente non sono mai stati quella della casalinga pur avendo due figli.

La famiglia ed il lavoro hanno avuto una valenza al 50%. Mi dovevo realizzare sia come mamma sia come donna. E come ogni donna che lavora e viaggia per la sua professione l’Organizzazione è stato il mio punto forte. Nei confronti dei miei figli ho dato la priorità non alla quantità ma alla qualità del tempo che a loro dedicavo.

Finale: mi sono ritrovata due anni fa con attacchi di panico devastanti, tachicardia, mancanza di forze ecc.
Ho effettuato un check-up il cui esito è stato più che soddisfacente, tutto nella norma, altro che cuore impazzito o tiroide mal funzionante…….

Quindi dopo aver analizzato che l’aiutino non poteva provenirmi da uno psicologo, il film della mia vita l’ho visto e rivisto con analisi e quindi mutamenti comportamentali atti a risolvere i periodi critici, mi sono fatta forza e con qualche medicina prescritta dal medico di famiglia me la sono cavata.

Mamma quando voleva mi seguiva nei WE o in estate e quando non voleva (era il momento di darmi i sensi di colpa) gli trovavo luoghi dove piacevolmente e serenamente trascorresse il tempo in cui ero lontana.

L’estate scorsa il dramma: ha questionato con mio figlio maggiore ed ha voluto lasciare in pieno agosto l’Hotel che lei aveva scelto e che si trovava vicino alla mia villa al mare. Ero in Sardegna (chiaramente non era voluta venire con me né i medici erano riusciti a convincerla) quindi nell’impossibilità di accontentare il suo capriccio! Non sono riuscita a calmarla quindi ho pregato il mio ex-marito di andarla a prendere e di verificare l’accaduto. E’ voluta ritornare a Roma nonostante mio marito l’avesse invitata nella sua casa in collina. Se l’avesse seguito come avrebbe fatto a farmi sentire in colpa?

L’ho chiamata più volte al giorno, lamentele infinite contro il nipote e maledizioni contro mio fratello.
Ho aspettato alcuni giorni e poi…. preso l’aereo e fatto ritorno a casa.
Sono stata molto dura nei suoi confronti manifestandole che non si poteva continuare e non doveva avere atteggiamenti di “esisto solo io (anni 89 lucidità ed autonomia..con qualche problema nel camminare ma il bastone d’appoggio no perché se no sembro vecchia” in costume no si vede la pelle grinzosa ), quello che ho fatto per la famiglia ecc.ecc. (il geriatra mi ha insegnato su cosa fare in certe situazione).

Poi è arrivato mio fratello e quindi mamma non più sola in casa. Mi telefona come al solito la mattina (0re6.30) chiedendomi passi? Sai mi vedo un labro un po’ storto.

Mi creda Dott.ssa sono stata assalita nuovamente da attacchi di panico, debolezza non mi sentivo di uscire e alla mia risposta fatti portare da tuo figlio dal medico mi ha insultata, mi ha detto che l’abbandonavo e riattaccato. Non ho ceduto sapendo della presenza di mio fratello. Dopo 10gg che non la sentivo ricevo una telefonata di mia nipote (figlia di mio fratello non amata da mia mamma e quindi nel contempo non amata da mia nipote) la quale mi comunicava che la nonna aveva la bocca un po’ storta.

Ho risposto che già mi aveva anticipato 10gg fa questa situazione e chiesto perché non fosse stata portata dal medico. Per la prima volta volevo demandare la responsabilità a mio fratello 65anni affinché si facesse carico dei suoi doveri verso una madre. Chiamiamolo egoismo o preservazione della mia persona ma ho ribadito che non stavo bene e che quindi lei a 33anni era in grado di assisterla.

Da quel giorno non ho più visto mia madre. Mi ha chiamato più volte in questi mesi maledicendomi ed augurarmi la morte sino al 3 giugno. Poi un msm da parte di mio figlio maggiore con la foto di mia mamma
su una barella d’ospedale con il seguente testo : sei lesa nel cervello hai abbandonato tua madre mi fai pena a mai più rivederci! E’ seguito il giorno dopo un sms di mio fratello che nostra madre era caduta mentre era sola e che all’ospedale le avevano riscontrato un tumore. Mi sono recata immediatamente in ospedale ma non c’era, ho parlato con il medico per avere le dovute informazioni. Ho chiamato la dott.ssa che la teneva in cura chiedendo il suo aiuto per poterla vedere. Sono andata dal parroco della chiesa per chiedere consiglio e un suo intervento. Tutti mi hanno detto di attendere la conferma che mamma mi volesse vedere.

Atteso ma sabato scorso con dolore infinito ho telefonato a casa di mamma per avere una conferma.
Mia nipote sgarbata mi ha ribadito cosa volessi avevo abbandonato mia mamma e ora erano loro presenti.
Ho insistito a andare a chiedere personalmente alla nonna se mi volesse vedere. Ho ascoltato un urlo disumano che non mi ha ferita ma lacerato. La sua risposta è stata no.

Un dolore immenso mi attanaglia l’e-mail che ho inviato a mio figlio non ha sortito effetto se non quello di parole che non mi sarei mai aspettata che un figlio potesse dirmi.
Dolore interiore che non si placa la perdita imminente di una madre e la perdita di un rapporto con un figlio.
Lo vivo ogni istante lacerante che si insinua nella mia mente sino a farmi perdere alcune volte la consapevolezza della mia persona.

Malgrado ciò, tutti i miei tentativi di vederla, ritorno al passato a ciò che ho fatto non per dovere ma per amore. Mi chiedo come una madre possa odiare consumarsi nell’odio per una figlia che ammirava, lodava ed era, a sentire gli amici e la sorella, il suo punto di riferimento. L’uomo di casa che sapeva risolvere ogni problematica.

Sono madre e malgrado ciò che mi ha scritto mio figlio il mio desiderio è quello di coccolarlo di tendergli una mano in questo momento difficile per tutti.
Perché mia madre è stata sempre così? Perché mia madre ha litigato con 3 fratelli e non li ha voluti più vedere. Due sono morti e lei non c’era. Perché vengo accusata dall’intera famiglia? Loro dov’erano quando io mi pendevo cura di mamma. Perché mia mamma l’ho capito solo in questi mesi ha manipolato sempre tutti, non ha mai spento il fuoco lo ha alimentato. Non ha mai fatto valere il suo ruolo di madre pretendendo la conciliazione e dettando regole morali; le ha infrante mettendoci a nostra insaputa l’uno contro l’altra.

Sono stata manipolata nel sentimento più grande che possa esistere l’amore verso una madre.

Ora che fare, ho persino pensato al suicidio, ma che esempio darei all’altro figlio che sta vivendo con me questo dramma. Anche lui non è più gradito ed era il..preferito dei nipoti.

Mi sto augurando che il peggiore dei mali mi colga affinché possa essere assolta dal figlio e benedetta da Dio.
La mia lettera è lunga non credo che la leggerà ma a me è servita ad urlare e vivere il mio dolore.

Cordialità.

 





Wow! che tu riesca a parlare di suicidio lo trovo quasi divertente! Non ho capito però quale sarebbe il motivo...forse che tua madre è una perfida manipolatrice narcisista e piena di livore? perché se si tratta di questo, è ancora più divertente. Vuoi ucciderti perché non riesci a pensare di uccidere lei: non ci sarebbe neanche bisogno di farlo veramente: basterebbe fantasticarlo, e la tua vita sarebbe diversa.

Quanta rabbia devi avere, povera cara. E invece di vivertela con sincerità e coraggio, stai lì a perder tempo coi sensi di colpa e col tentativo goffo di elemosinare l'affetto che tua madre sconosce.

Se tu fossi mia paziente, ti ribalterei. Ti costringerei a trovare in te stessa l'amore che ti è mancato e continuerà a mancarti.
Tua madre è libera di essere una strega, e tu sei libera di mandarla (metaforicamente) a quel paese.

Sinceramente qui l'unico minimamente reattivo mi sembra proprio tuo fratello, se non consideriamo l'aspetto inquietante e morboso della sua convivenza con tua madre. Mi sto chiedendo cosa intendessi tu con: "Ho bisogno di un fratello": avevi forse bisogno di un sostegno per sopportare tua madre? allora lui avrebbe fatto bene, benissimo, a cercare di defilarsi. Dico 'cercare' perché qui essuno c'è riuscito. La perfida mammina ha avuto la meglio (peggio) su tutti se stessa compresa. Forse avreste potuto aiutarla sbattendole in faccia il suo egoismo malato, e certamente avreste aiutato voi stessi e i vostri figli. Invece ha vinto la 'malattia', la dipendenza morbosa e patologica.

Mi sembra di vederti, col telefono in mano, tua madre che ti dice di avere un labbro storto, e tu presa dall'esasperazione di anni e anni di rancore represso, che rispondi con fastidio. Rancore verso tutti, compreso tuo fratello che ha cercato di sopravvivere alle angherie surreali di una madre che è la stessa madre che hai tu.

Ti vedo anche ritornare dalle tue vacanze piena di odio, tirata dentro questioi che non ti riguardano minimamente. Cosa c'entri tu con le vacanze di tua madre? perché devi trovarle un albergo? perché non può essere lasciata sola? Perché ti preoccupi del suo costume da bagno?

Morale: se foste riusciti a mettere dei vincoli seri, se foste riusciti a farvi le vostre vite al di là della follia di vostra madre, se avete messo regole chiare rispetto agli spazi condivisibili con lei, oggi per voi sarebbe una vecchietta rompipalle da tenere a bada, noiosa, pedante, ma innocua; e potreste provare per lei un affetto tenero, nonostante tutto.

Invece è il mostro più mostruoso della Terra, ma esclusivamente perché voi lo avete permesso, anzi creato con lei.
Ti sbagli sullo psicologo, ti avrebbe aiutata, ti aiuterebbe, e ti accompagnerebbe ad una visione di mondo dove tu sei la cosa più importante.

Altro che suicidio.

Prendi questa mia come uno sprone, e tifa per te.

 

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