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Non voglio essere femmina PDF Stampa E-mail






Gent.ma Dottoressa,


mia figlia non accetta di essere una femminuccia. Ha nove anni, figlia unica, è per fortuna fisicamente sani, rigogliosa, bava a scuola, brava nello sport. Siamo una famiglia serena

e senza particolari preoccupazioni.

Mia figlia, preferisce giocare con i suoi compagnetti e non con le ragazzine sue coetanee (tranne che un' amichetta del cuore).

Non vuole vestire come una femminuccia, odia le bambole ed il rosa.

Vive con disperazione il pensiero di avere prima o poi le mestruazioni e lo sviluppo ddel seno. Ciò che preoccupa me e mio marito,è che sta esasperando sempre di più questa situazione. Ha detto

addirutura, ultimamente, che si farà operare al seno appena questo le crescerà, poichè lei è padrona del proprio corpo.


Cominciamo a preoccuparci seriamente.

La prego di darci un suo parere. La ringrazio in anticipo.

E.


Cara E.,

è un po' difficile capire con queste poche righe se si tratti di una questione rilevante oppure semplicemente di "capricci". Probabilmente vi sono questioni non evidenti, latenti, un po' nascoste, all'interno della famiglia (anche allargata ad altri parenti) rispetto al tema del genere sessuale. Mi viene in mente la cosa più banale: voi desideravate forse un maschio? oppure, al contrario, una femmina a tutti i costi?

Sono temi apparentemente astratti, ma che possono avere un peso nella psicologia del bambino, che assorbe tutto senza la minima consapevolezza.

Inoltre, al di là della famiglia, possono esistere moventi sociali a confondere le idee ai bambini. Per esempio, voi non potete avere il controllo di ciò che succede a scuola; possono esserci dinamiche difficili coi compagni, o con le maestre, o tra gli uni e tra gli altri. Se il preside trattasse da cani le maestre e avesse rispetto per i maestri, potrebbe bastare a creare ansie di genere in una bambina. E infinite altre possibilità.

Credo possa essere utile una visita da un neuropsichiatra infantile, se ritenete possa essere altro rispetto ad una normale ribellione controdipendente. Tuttavia se decideste per questo, fate attenzione a non drammatizzare troppo, altrimenti il rischio è che la questione si incisti dentro la bimba come "problema".

Se invece ritenete che non sia una faccenda di cui preoccuparsi troppo, lasciate che lei esprima il suo bisogno di fare il maschietto liberamente, senza darle troppa importanza. Col tempo lei stessa avrà le idee più chiare, e al limite se vorrà potrà fare un percorso psicologico. Oppure tutto si risolverà in un niente.

Altra ipotesi potrebbe essere quella di rivolgervi voi come genitori ad uno psicologo o psicoterapeuta, per capire sia il vostro ruolo nella faccenda (le dinamiche familiari sono sempre sistemiche, mai individuali) e anche il vostro stato d'animo, come vivete la cosa, e come il vostro stato possa avere influenza.

Bisogna anche considerare che l'identità sessuale ha bisogno del suo tempo per chiarificarsi. Dipende molto anche dalle identificazioni coi genitori e dalle dinamiche totali della famiglia. Spesso stare troppo "addosso" al bambino per indirizzarlo è disfunzionale e porta solo ad aumentare la confusione e i comportamenti di ribellione. In ogni caso, fosse anche che la bambina avesse difficoltà ad accettarsi come femmina, e si potessero escludere problematiche psichiatriche, le cose potrebbero comunque essere affrontate, in futuro.

Evitate, in ogni caso, di appesantire la situazione, e piuttosto rivolgete le vostre paure ad un esperto anziché alla bambina.

Un saluto e un augurio.

 

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