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Non desidero la mia compagna PDF Stampa E-mail



Buongiorno,
le scrivo perchè ho bisogno di un suo consulto.
Io e la mia ragazza abbiamo 28 anni, e stiamo insieme da ben 12 anni, da quando eravamo alle superiori.
Abbiamo passato anni bellissimi ma negli ultimi 3 qualcosa si è rotto, pur rimanendo una dolcissima qutidianità tra di noi.
Siamo entrambi due struzzi, e non affrontiamo la realtà, davanti ai problemi scappiamo, li ignoriamo procrastinando sempre il momento della decisione.
Il problema per cui scrivo è che credo che la nostra relazione sia di puro affetto ed estrema dolcezza, ma che manchi la componente passione, o comunque sia insufficiente.
Mi sento depresso perchè lei mi da cosi tanto, è cosi preziosa per me, come anche io penso di esserlo per lei, ma senza quella componente ho il terrore che alla lunga si rovini anche il sentimento di affetto.

Ad essere onesto non mi sento attratto da lei, questa è la verità.
Non sento il bisogno del suo corpo, non mi piace come mi bacia, non mi trovo più nemmeno in quello.
Facciamo l'amore non piu di una volta a settimana, e in modo veloce e meccanico quasi.
Ci tocchiamo e baciamo pochissimo.
Non sento sento l'impulso verso di lei, la vedo solo in modo dolce, coccoloso, non la vedo in modo erotico.

E probabilmente io non sono mai stato realmente attratto da lei, dico attrazione forte e istintiva, ma ho sempre creduto, probabilmente mentitendo a me stesso, di poter fare a meno di quelle sensazioni.

Sono nell'oblio totale, non posso finire la mia storia, è troppo tardi. I progetti di vita.... e poi i suoi genitori e tutti gli amici. non mi sento abbastanza forte: sono debole preferisco soffrire io, tenermi l'insoddisfazione...anche se forse questa mi porterà a fare cazzate sempre piu grosse.
Ho paura di stare con lei e di non riuscire nemmeno a pensare di lasciarla solo per quello che mi dà, per la sicurezza e l'amore che mi dà.
Ho bisogno di aiuto, devo lasciarla? e se la lascio che ne sarà di me? e se NON la lascio che ne sarà di me?
Sono profondmente tormentato, non riesco nemmeno a parlerne con lei, non riesco, è troppo che stiamo insieme, alla sola idea di stare senza di lei mi sentirei perso, ma
allo stesso tempo con lei sento che una parte di me muore, che rimarrà sempre quell'isoddisfazione che magari mi porterà a fare ancora errori su errori.

Sì, perchè confesso che negli ultimi tre anni mi è capitato di tradire, con frequenza sempre maggiore...quasi sempre incontri occasionali, ma nel 2010 ho conosciuto una ragazza fisicamente bellissima con cui ho trovato un'intesa sessuale che per me era inimagginabile, con cui riuscivo a fare sesso per ore, due/tre volte nella stessa notte.
Nel periodo che frequentavo questa ragazza le cose con la mia fidanzata sembravano andare alla grande, e anche sessualmente andava molto meglio,
forse perchè colmavo la mia insoddisfazione e non ne sentivo il peso.
Con questa ragazza l'intesa non è mai andata oltre il sesso, e ora dopo un anno di relazione abbiamo troncato proprio per la mia situazione non piu accettabile.
Mi chiedo cosa sarebbe successo se avessi trovato anche un minimo di sintonia cerebrale...

Quando non provi attrazione per una persona poi cominci a vederne tutti i difetti, e questo peggiora le cose. Si rischia di passare da semplice non attrazione a repulsione proprio.
So quello che sento, so come sono...sento di non poter stare senza la mia fidanzata, ma sento che farò altri errori, continuerò a cercare altro spasmodicamente e costantemente.
Guardo le altre donne e cerco sempre la situazione, l'occasione...e se poi se trovo una che mi da quello e anche il resto? cosa faccio poi???

Si dice che un rapporto senza passione è destinato a morire.
Epoi...se succede prima di sposarsi???
E'giusto sposarsi in queste condizioni?rischiando che la notte di nozze ci si addormenti subito per il cibo e il vino e la stanchezza dandosi a malapena un bacino?

Ma io non ce la faccio a lascarla. non posso. è la cosa piu bella e importante che mi sia capitata, vivo della sua felicità.
Ho paura, terrore di perderla...di perdere qualcosa di immenso.
Ma si può stare con una persona che non ti attrae piu?
Si puo fare????? o porterà solo sofferenza e un'armonia solo apparente?

A volte mi immagino di lasciarla, e in certi momenti sento come aria fresca, sento come una liberazione da un peso... a volte mi trovo a sperare che lei trovi un altro e mi lasci.
Poi però mi sveglio di notte e sono terrorizzato all'idea di non averla piu con me, di non ricevere piu il suo amore immenso.
Non posso farcela, siamo cresciuti insieme, mi conosce piu di tutti, sa quando ho paura quando sono triste, e non mi fa mai mancare nulla... sa il mio passato, e ha conosciuto il mio papà, che morì improvvisamente quando era un anno che io e lei ci frequentavamo.

E' difficile parlare con lei, si agita subito, piange, insulta.

Voglio provare ancora a salvare la mia relazione, ma sento delle cose e siamo giovani...cosa succederà invecchiando???

Sottolineo inoltre che credo di essere una persona sessualmente molto carica, e forse di essere soggetto ad una sorta di 'sexual addiction' dal momento che è un pensiero costante e centrale nella mia vita.

La ringrazio infinitamente per la cortese attenzione e aspetto sue indicazioni.




Caro ragazzo,
che tormento!

Immagino quale conflitto ogni giorno ti divora.
Dopotutto è così la vita, crudele, beffarda e...vendicativa. Lo dico per la tua frase: "probabilmente io non sono mai stato realmente attratto da lei". Già, perché noi siamo profondamente responsabili della nostra vita e della nostra infelicità. Siamo oltremodo maestri ad allontanarci da ciò che potrebbe renderci felici. Il motivo è semplice: la felicità fa paura, la sicurezza no.
Tu hai scelto la sicurezza: l'amorevole calore della coppia stabile, il tiepido e controllabile moto del cuore che non terrorizza, che non spinge oltre il limite, che non ti toglie il mai il fiato.

Piccolo problema: lei non ti eccita. Leggi bene questa parola: "eccita". L'eccitazione oltre che sessuale è in primo luogo neuronale. La vita si muove a partire dall'eccitazione; senza, c'è la morte. Lo dico sia in termini letterali che metaforici. Una vita sena eccitamento è una vita morta. Può essere molto rassicurante abbracciare la tua fidanzata prima di dormire, mentre i tuoi organi sessuali e tutto il tuo corpo si rarefanno in una specie di sonno.

Non sei il solo a morire, siete in due. La sua felicità, che tu dici importante, semplicemente non c'è. Come te, anche lei è ingabbiata in una vita di coppia sintomatica e mortificante. Vuoi che una donna, consapevolmente o no, non si avveda se il suo uomo non la desidera? Mettere la testa sotto la sabbia equivale a dimenticarsi coattamente di sé per entrare in una esistenza aliena. Alienazione è anche convincersi che ciò che si vive è buono anche se è mostruoso; dico mostruoso perché immagino quanto lo sia dentro una quotidianità di paura e insoddisfazione. La falsa armonia di cui parli.

Non credere di essere strano a pensare sempre al sesso. Non sei il solo in questo mondo umanodove siamo stati strutturati per esserne tutti più o meno ossessionati, in modi diversi (come direbbe il buon Freud). Chiediti piuttosto perché proprio tu hai scelto una donna che non desideri e per questo nonti permette una sessualità soddisfacente.
Non troveraila donna "completa" fin quando non lavorerai sulle tue paure e sul motivo per cui hai scelto di condividere la tua esistenza con lei. Siamo bravissimi a trovare o non trovare ciò che ci serve a confermare e nostre premese sulla vita.

Che non riesci a lasciarla probabilmente è vero, ma non certo per i genitori e per gli amici, e tantomeno per i progetti.

L'unico consiglio serio che mi viene in mente è quello di rivolgerti a qualcuno che fa il mio lavoro, perché mi sembra di subodorare qualcosa di importante da elaborare. Dodici anni non sono uno scherzo, e si tratta di dodici anni di conflitto tra l'affetto e il desiderio sessuale. Se ci stessi bene e avessi trovato un tuo equilibrio in mezzo a tradimenti e soluzioni varie, allora sarebbe un po' diverso, almeno potresti sopravvivere. Ma dalle tue parole emerge un dolore che non può essere evaso con faciloneria. Un percorso, non per forza lungo, con uno psicologo o psicoterapeuta potrebbe aiutarti tanto a districare il groviglio che ti impedisce di trovare la tua soluzione. Se vivi a Milano potrei facilmente consigliarti, altrimenti dimmi dove abiti e magari troviamo comunque qualcuno di fiducia.

Detto questo, lo faccio raramente, le dico con pathos: sposarsi è una follia.
Io credo che sia meglio sopravvivere (per poi vivere) ad un dolore acuto come una perdita, che morire di una morte lenta e sorda propria della rassegnazione alle proprie paure.

Auguri.
 

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