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Mio figlio non va bene a scuola PDF Stampa E-mail

 

 

 

 

Salve,sono la mamma di un ragazzo di 16 anni che da sempre va male a scuola.Dalla prima elementare viene aiutato a casa e allora è arrivato in seconda superiore ,ma appena gli do fiducia e lo lascio solo prende molti brutti voti.E' sveglio,intelligente e non mi da altre preoccupazioni,apposta per questo non posso accettare che non prenda un diploma..


 

 

Ciao cara,

ti faccio notare la frese: "non mi da altre preoccupazioni,apposta per questo non posso accettare che non prenda un diploma".
Premessa: fare i genitori è difficile.
Seconda premessa: fare i figli è difficile.
Detto ciò, hai mai ringraziato gli dei e ti se mai congratulata con te stessa perché tuo figlio di 16 anni non ti dà altri problemi? Magari sulle altre cose non ne crea perché non gli stai tanto addosso; oppure, visto che a 16 anni in qualcosa bisogna far casino, se l'è presa proprio con la scuola. Oppure chissà, ma la questione non è tanto cosa puoi fare perché tuo figlio vada meglio a scuola, ma tanto cosa puoi fare per lui in generale. Responsabilizzarlo di più? responsabilizzarlo di meno? stargli meno addosso? più addosso? chiedergli cosa c'è che non va con la scuola? o al contrario lasciarlo da solo e farlo arrivare ad essere bocciato? o entrambe le cose?
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Non credo che sia tutta sua la responsabilità di non essere autonomo nello studio; e non credo sia una questione di tradire la tua fiducia. Forse in passato proprio per poca fiducia è stato troppo aiutato e ora non sa cavarsela. Di certo la responsabilità non è soltanto la sua, e in ogni caso alla sua età non è neanche ben chiaro cosa sia la responsabilità, se qualcuno non lo aiuta a capirlo.
Ti consiglio di parlare di più con lui con parole che contengano meno ingiunzioni possibili, meno esortazioni e più domande autentiche, per conoscerlo, per capire cosa ama e cosa no. Sulla scuola c'è però poco da argomentare, è il suo dovere e deve essere promosso, quindi con le buone con le cattive deve portare a casa la sufficienza; quella dell'autorevolezza però è una questione genitoriale, non del ragazzo: ciò che deve passare è "devi essere promosso", e non "devi essere promosso perché se no deludi la mia fiducia". Non è una questione affettiva, ma etica. Il messaggio sulla delusione è un messaggio ambiguo, che fa confusione tra il piano educativo e il piano personale del genitore, che non è affare del figlio: i figli non devono farsi carico dei dolori dei genitori, devono piuttosto imparare a cavarsela nella vita da soli.
Pertanto, se vuoi aiutarlo, prova a mettere da parte le tue aspettative e cerca di individuare cosa veramente è meglio per lui, considerando che alla sua età c'è molta confusione e tantissima manipolazione.
Auguri di cuore.
 

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