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Era amore? PDF Stampa E-mail






Gentile Dr.ssa,
le scrivo perchè non so più cosa pensare..e come pensare al mio domani.
Ho 31 anni e per 2 anni sono stata con un ragazzo di 35 che ho amato e amo alla follia. Abbiamo condiviso quasi tutto assieme in questi 2 anni, tra noi c'è sempre stato moltissimo dialogo e molta complicità, ma la cosa più bella è che ci siamo sempre divertiti molto assieme. un rapporto bellissimo. durante la settimana non ci vedevamo perchè lui lavora a torino, ma tutti i w.end tornava a casa e li passavamo assieme. poi ci ritagliavamo tanti momenti nostri, viaggi vacanze, serate..
poi ad un tratto, a marzo di quest'anno inizio a sentirlo distante, lo vedo diverso, continua a dirmi che mi ama che sono la persona più importante della sua vita che non può pensare neppure di stare un giorno senza me...ma quello che vedo io è che è diverso e che non ha più voglia di fare l'amore.. mi abbraccia durante la notte, mi cerca in continuazione, mi bacia, ma evita i rapporti fisici e le poche volte che accadono mi lasciano l'amaro in bocca perchè sento che non c'è con il cuore e con la testa.
inizia a dire che non è felice che forse è depresso..cerco di stargli accanto in tutti i modi a me possibili.
ho passato mesi d'inferno, per una donna, sentirsi non desiderata e rifiutata è alienante, ma ho cercato di stargli accanto perchè mi chiedeva di stargli vicino di non abbandonarlo.
durante l'estate la sofferenza per me è al limite così lo lascio, per ben 3 volte, ma dopo pochi giorni torna disperato e io, innamorata pazza, lo riprendo sempre con me.
a fine luglio decidiamo di passare i 15 gg di ferie assieme, la vacanza procede benissimo (all'apparenza) cene, risate, giochi, complicità...peccato che potevo essere con il mio migliore amico, in 15 gg facciamo l'amore una sola volta, l'ultima...senza passione da parte sua, come se dovesse..
torno dal viaggio e lui mi dice che la vacanza è stata una delle più belle della sua vita...io scoperchio il vaso di pandora. prendo tutte le mie cose e me ne vado da casa sua. lui dice che mi ama ma che non sa cos'ha che ha sofferto troppo da piccolo (famiglia disastrata, una madre disgraziata che l'ha sempre picchiato e umiliato e un padre non presente) ed è come se tenesse tutte le emozioni dentro di sè perchè ha paura di soffrire che forse non riesce ad amare perchè non è stato amato da piccolo etc etc. ci lasciamo. io cado nel panico, mi dispero e inizio a non dormire e a non mangiare più. lui inizia ad andare dallo psicologo che gli dice che il suo problema è "grave" e che dipende dalla sua infanzia. non sa cos'è l'amore.
io mi domando allora con chi sono stata per 2 anni! tutte le sue parole, i suoi sogni, i suoi progetti?
lui mi dice che è andato in crisi perchè se dopo 2 anni non si decideva di andare a convivere o di fare un figlio o di sposarsi allora c'era qualcosa che non andava..così ha deciso di intraprendere questo percorso per tirare fuori i suoi sentimenti e iniziare a "vivere".
se un domani capirà che per me provava amore allora farà di tutto per riprendermi..
sono passati 2 mesi, di fatto ci siamo sempre sentiti, ma da una settimana gli ho chiesto di non chiamare più...perchè per me l'amore quello vero, quando lo incontri non lo lasci andare...sto male.
possibile che il percorso con il suo psicologo l'abbia allontanato da me?
possibile che quello che io sentivo da parte sua non fosse amore?
allora cos'era?
come mi devo comportare?
la ringrazio davvero per una sua risposta. (B.)




Cara B.
La situazione è un po' complessa, perché per lo più il suo dolore è causato da un fattore esterno difficillmente modificabile; sebbene, come in tutte le relazioni, non si è mai solo attivi o solo passivi.
Proviamo acapire.
Lei dà di questi due anni un'immagine di felicità, che improvvisamente, a marzo,implode. Da un lato lui sembra distante, e dall'altro le manda messaggi di grande bisogno. Bisognerebbe capire meglio cosa sia accaduto tra voi in quel periodo, perché niente è improvviso ed immotivato; ragioni che per me possono essere invisibili, per l'altro sono dei macigni insostenibili. Avete parlato di figli, convivenza, futuro? anche se non immediatamente, questi temi possino averlo spaventato, e possono esser emerse sofferenze antiche incontrollabili. Il sesso ha una componente molto forte legata alla riproduzione, anche se inconscia; non solo: nel sesso il maschio esprime la sua potenza virile, la sua forza, il suo prendersi cura del piacere della femmina e quindi di lei stessa. Quando un uomo non si sente "all'altezza", la sessualità è la prima a pagare le conseguenze. All'altezza di cosa? delle richieste esterne, delle aspettative, che non necessariamente sono reali o così pressanti. Forse lui ha bisogno di fare un percorso con se stesso, prima che con una donna, per liberarsi di queste introiezioni invalidanti. E' vero che per una donna sentirsi rifiutata è terribile, ma lo è anche per un uomo sentirsi inadeguato. La cosa difficile è che di fronte al senso di inadeguatezza della persona che amiamo, noi non possiamo fare nulla. Niente. Siamo impotenti, perché ogni nostra azione di conforto, anche la più sentita, rischia di non venir vista o peggio esser fraintesa, a conferma delle ipotesi distruttive.
Immagino che anche lui stia soffrendo, e che non sia facile convivere col dolore. C'è di buono che quest'uomo ha scelto di fare un cammino di conoscenza di sé, col quale si spera possa trovare se stesso e la sua pace,
Se però durante questo percorso ha bisogno di sentirsi solo, è inutile e controproducente offrirgli conforto e compagnia.
Lo so che è atroce, ma a volte dobbiamo accettare che neanche l'amore più intenso possa aiutare l'altro; prima di tutto, dobbiamo amare noi stessi, per amare l'altro e lasciarci amare.
Probabilmente lui la ha amata, per come e quanto ha potuto, nei limiti del suo sentirsi adeguato e centrato. Oltre quei limiti, l'amore ha scoperchiato il suo inferno, ed è rimasto negli inferi a cercare di spegnere le fiamme.
Ogni persona ha un grande senso nella nostra vita, segna un passaggio, apre porte sconosciute, ci nutre in quel suo modo unico e irripetibile. Ma non necessariamente ogni persona resterà per sempre nella nostra vita: a volte il suo senso è solo un passaggio, importante, ma finito.
Non è neanche detto che non torniate ad amarvi. Lo saprete, lo scoprirete. Ma accanirsi, adesso, la farà solo soffrire di più.
Accolga il dolore dell'addio come un dolore sano, naturale, anche se terribile. Le sembrerà di non respirare, di non poter continuare a vivere, di non trovare mai più nessun uomo come lui. Ma la vita riserva sorprese meravigliose, se sappiamo seguirla nelle sue stranezze e bizzarrìe, a volte crudeli, a volte inevitabili, oppure inspiegabili.

Se posso darle il mio parere, non sentirvi è la cosa giusta, perché serve solo a darsi l'illusione di qualcosa che non finisce, ma che di fatto logora e snerva da dentro.
Se le cose cambieranno, e avrete ancora vglia di amarvi, sarete i primi a saperlo.

Si faccia coraggio, l'amore che ha vissuto in questi due anni è stato amore.
E un amore che finisce, è sempre terribile.







Gentile Dr.ssa Di Mauro,
la ringrazio infinitamente per aver accolto la mia richiesta e avermi risposto.
In effetti, avevamo iniziato a parlare di convivenza, di figli, di un progetto comune e a quel punto, lui ha iniziato e tergiversare, utilizzando la scusa del lavoro, poi che al matrimonio non credeva, poi che vivere assieme non era possibile perché il lavoro lo teneva lontano da casa e da lì è incominciata la sua chisura in se stesso e il suo allontanarsi da me..
Lui dice che si ricorda esattamente il momento in cui è andato in crisi, un giorno che io ero in panico perché avevo un ritardo e da lì lui ha iniziato a chiedersi cosa avrebbe fatto se io fossi rimasta incinta..da quel momento non è più riuscito a far l'amore con me. Poi tutto è andato a rotoli..
Io spero solo che un giorno si accorga di tutto l'amore che gli ho dato, non perché spero in un suo ritorno, ormai si è rotto qualcosa e la magia che io vedevo nel nostro rapporto è svanita assieme alle sue perplessità..ma soltanto perché tutto l'amore che gli ho dato abbia un senso.
Spero solo di svegliarmi un giorno e iniziare a sorridere come un tempo perché il peso che sento dentro al cuore mi sta distruggendo.
La ringrazio ancora per le sue parole,
spero di trovare in esse la forza per andare avanti.
Grazie ancora
B.



L'amore ha sempre un senso.
Quello che varia, è quale senso ha per ognuno di noi.
Tutti lasciamo un segno del nostro passaggio; a volte è un segno importante. Da quello che mi scriveva, il suo uomo ha vissuto un momento di dolorosa consapevolezza del fatto che "non riesce ad amare perchè non è stato amato da piccolo ". Forse è grazie al vostro amore che ha deciso di andare a fondo del suo dolore.

E se a lei è rimasto un peso nel cuore, forse il suo cuore le vuole dire qualcosa, magari sui sogni infranti di colpo, sul suo desiderio di una famiglia, sul suo bisogno di essere amata... o chissà, solo lei può saperlo veramente. Lo ascolti, gli dia voce, cerchi di capire cosa questa persona e l'intera esperienza hanno risvegliato in lui.
Ho avuto in terapia, e ho conosciuto nella vita, tante persone che, per non aver ascoltato il cuore, per anni sono rimaste nell'ossessione di una esperienza del passato, paralizzate, immobilizzate, come se il tempo non fosse esistito. Poi, una volta svelato a se stesse il senso di quel dolore, cioè cosa quel dolore ha significato per loro, ciò che l'esperienza ha risvegliato, l'immobilità è passata e la vita ha continuato a divenire.

Un augurio ancora




E' incredibile, le sue parole mi toccano profondamente, mi emozionano, mi fanno piangere.
Io ho amato veramente e per la prima volta in vita mia, ho amato quest'uomo, lontano anni luce dall'uomo che avevo sempre sognato, sia caratterialmente (molto presuntuoso, arrogante, sicuro di sè...ma che in verità ho scoperto con il tempo essere una maschera, in fondo al cuore molto fragile e dolce)
che fisicamente..ma che oggi vedo bellissimo.
Tutto è iniziato 2 anni fa, un'amicizia, ma così bella e solare che a poco a poco si è trasformata in amore.
L'anno prima di incontrarlo ho perso mio padre, dalla mattina alla sera,
(... eludo seguitoper privacy, ndr), non ero preparata, non si è mai preparati a tali perdite, ma così, senza potergli parlare, dire quanto l'amavo..mi sono sentita togliere un pezzo di cuore.
Il pensiero è sempre lì, sempre..e anche oggi, ce l'ho con me stessa perché continuo a ripetermi che se sopravvivo senza mio padre posso vivere senza di lui..ma perché allora non ci riesco? Mi detesto per questo, mi sembra di mancare di rispetto ai sentimenti verso mio padre.
Vorrei solo avere un pò di serenità nella mia vita, abbracciare quella felicità di un tempo e tornare a sorridere.
Ho tanta paura di non riuscire più a credere nei sentimenti, non avere più fiducia nelle promesse, voglio tornare a vivere.
Mi sento troppo, troppo fragile oggi.
Non sa quanto vorrei essere a Milano per venirla a incontrare.
Mi aggrappo alle sue parole per trovare un senso a tutto questo.
Grazie di cuore.



Cara B.,
non si detesti, ha già sofferto abbastanza per aver avuto strappato suo padre dalla vita così improvvisamente.
Perché mai detestarsi?
ha tutte le ragioni per soffrire.
Sia clemente con sé, si coccoli, vada da uno psicologo, si regali le cose più belle.
Brutta cultura la nostra: sacrificio e dovere. Chi sta male va spronato e costretto a star meglio il prima possibile: dondolarsi nel dolore è da perdenti.
Tutto falso.
Chi soffre ha bisogno di cure più di chiunque, e il dolore va attraversato fino in fondo, altrimenti ricompare a rate, ad ogni occasione buona della vita.
Lei ha avuto una di queste occasioni, il dolore dell'abbandono (improvviso) è ricomparso.
Ne approfitti per andare fino in fondo.
E pianga suo padre per tutto il tempo che le serve.




Grazie Dr.ssa,
proverò a seguire il suo consiglio, proverò ad avere cura di me, ce la metterò tutta per andare fino in fondo.
Spero un giorno, non troppo lontano, di poterle raccontare la mia rinascita.
Grazie per il tempo che mi ha dedicato, le sue parole significano molto per me...



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