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Mia madre mi rovina la vita PDF Stampa E-mail

 

 

 

 

 

Buongiorno dottoressa,

Spero davvero possa dedicare dei minuti alla mia lettera, alla fine della quale ne capirà le motivazioni e la lunghezza.

Anzitutto mi chiamo F. e ho 24 anni, da 1 anno mi sono trasferita a Milano, per seguire il mio sogno e lavorare nella moda, una strada tortuosa, e molto in salita fatta di sacrifici e di precariatao, ma che se fatta con dedizione so che mi porterà al mio obiettivo. Sono sempre stata una persona decisa, e sicura di quello che voleva e di quello che poteva essere il suo futuro, e questa sicurezza iniziato a vacillare proprio 1 anno fa, di questi tempi, quando dopo la mia laurea sono partita per venire a vivere a Milano, e finalmente, realizzare il mio sogno. Qui a Milano, ormai da 1 anno già viveva il mio ragazzo, con cui ho una sotria stabile e solida da 8 anni, tutto andava alla perfezione insomma, finalmente sarei venuta nella città dei miei sogni, con il mio ragazzo a coronare il mio sogno. Tutto tranne mia madre.

Premetto che io e mia madre abbiamo sempre avuto un bel rapporto, o almeno alla luce delle cose, io ho sempre cercato di creare un bel rapporto un po per stare tranquilla un po perchè caratterialmente sono sempre stata una persona molto affettuosa. Ho sofferto molto il distacco da casa e dalla mia famiglia, i primi periodi, poichè credevo fossero le persone da cui non mi sarei mai riuscita a dividere.

Inizialmente mi sentivo appoggiata nonostante tutto, ma dopo una settimana, quando il lavoro per cui ero salita, non si era dimostrato quello che realmente era, e sono stata costretta a lasciarlo, mi è crollato tutto addosso; mia madre ha ricominciato a rivendicare la mia presenza a casa, dicendo che era inutile che io restassi a Milano, senza fare nulla, e che il lavoro giu lo avevo( negozio di famiglia, in cui non sono mai voluta stare, ma che per il bene di mia mamma ho portato avanti con lei per molto tempo).

In casa mia, si è sempre vissuta una pace apparente, poichè bastava fare quello che mia madre voleva e tutto sarebbe filato liscio, perchè nel momento in cui qualcosa non andava secondo i suoi piani, allora ti si ritorceva tutto contro e le conseguenze erano devastanti, fatte di urla e imposizioni, che si sarebbero placate solo con l'ammissione della tua colpevolezza.

Dopo il primo litigio legato al mio ritorno a Napoli, sembrava la situazione di fosse calmata, ma era una calma apparente, poichè nel momento in cui io e il mio ragazzo abbiamo deciso di prendere finalmente casa insieme, li ancora una volta mi ha messo i bastoni tra le ruote, accusandomi di essere una bambina, accusandomi di una fuga di casa e concludendo il tutto dicendo che io non ero più sua figlia; addirittura chiamava chiunque che potesse costringermi a non fittare quella casa, nell' ultima conversazione mi minacciò di chiamare mio zio di Milano, e imporgli di non farmi da garante per la casa. Per me era una atteggiamento totalemnte fuori dal mondo, dal momento che fino a qualche tempo prima lei appoggiava la mia scelta, ed era stata sempre informata sulle decisioni della scelta della casa e della proposta, dicendomi addirittura che mi avrebbe aiutata e appoggiata.

In tutto questo periodo infernale, io intano avevo trovato lavoro come commessa, che si mi stancava abbastanza, ma non sono mai stata una ragazza impaurita dalla fatica e dal lavoro duro, e anche se era stancante io mi sentivo gratificata da quest' ultimo, ma a lei nemmeno quello andava bene, continuava a dirmi che li stavo sprecando il mio tempo, che li facevo la schiava che dovevo lasciarlo,fino a che sfinita dalla questione, pur di stare tranquilla, prima dell' estate ho deciso di lasciarlo, per scendere da lei passare del tempo insieme e chiarire.

Ma anche li il chiarimento si è svolto tra pianti, lacrime, insulti e accuse, infondate; concludendosi con una mia ammissione di colpa e una sua vittoria schiacciante. In tutta questa situazione, ho omesso, che i rapporti con il mio ragazzo e la mia famiglia si sono completamente rotti e che lei che amava il mio ragazzo ora lo odia a morte. Durante tutta l'estate l'abbiamo accontentata , per evitare discussioni, e per far si che io potessi tornare piu serena e tranquilla a MIlano, rinunciando anche alle vacanze, costretti ad andare con lei in montagna.

A Settembre sembrava tutto sistemato la mia vita iniziava a scorrere lentamente, tranne che per il lavoro che non riuscivo a trovare, e se da un lato avevo la depressione per il non trovare nulla e non guadagnare nulla, dal' altra almeno avevo il loro appoggio; A novembre finalmente trovo una grande occasione, ma che non vedeva dei guadagni imminenti, e dopo aver parlato con lei e mio padre, avevo avuto l'appoggio e il sostegno di cui avevo bisogno, dove lei mi prometteva di inviarmi dei soldi per vivere e per riuscire a manteere le mie spese, senza gravare ulteriormente sul mo ragazzo.

Ma eccoci ad una settimana fa, dopo svariate cose successe, si è riaperta la bolla, dove io di nuovo sono passata come quella che non vuole bene i genitori, quella che ha abbandonato la famiglia e si è dimenticata di tutti. Premetto che mia madre mi chiama 10 volte al giorno, finchcè non vado a dormire; Io nonostante stia passando un periodo non gioioso .avorativamente parlando, poichè lavoro da mesi ma non vengo pagata, sono mesi che combatto con lei, con i soldi che non mi da con il fatto ch emi sento in difetto con il mio ragazzo per non ruscire nemmeno a pagargli le spese e con il fatto che lei non accetti questo mio atteggiamento, poichè sostiene che lui deve aiutarmi. Proprio in quest' occasione, per una questione economica,, dove il mio ragazzo deve provvedere ad entrambi pensavamo di non scendere per le festività Pasquali, per risparmiare e magari scendere una settimana prima o quella dopo così potevamo risparmiare e stare anche più tempo, io le parlo di questa questione e come sempre, lei mi dice che otevo fare come credevo, ma io sapevo che quello mi avrebbeportato all' inferno. Allora un po spinta da mia sorella che mi diceva che le mie erano solo delle paranoie su di lei, e che non avrebe detto nulla, prendo il mio bigleitto, una settimana prima.

Pochi giorni dopo, la guerra, urla pianti, imposizioni minacce, accuse... scagliandomi contro anche mio padre, che in tutta questa storia ho evitato di citare, ma ha sempre fatto solo le veci di mia mamma, che è anche giusto, ma non in quel modo e non contro una figlia.

La situazione ad ogni  modo è degenerate e per la prima volta io ho preso la decisione di smettere di acconsentire al suo volere, e ho deciso di non scendere, chiarendo che se le accuse fossero continuate anche dopo le urla di mio padre, io avrei preso le mie decisioni, perché ho 25 anni, perché sono una persona adulta che si fa il culo dalla mattina alla sera e che cerca di diventare indipendente, cosa che lei non vuole. Le accuse sono state assurde, sono stata accusata di essere viziata, di esser ebugiarda e di essere diventata distaccata (il che da un lato è vero ma, sono state le situazioni a farmi questo).

Ora la situazione è in questo silenzio che a me devasta e logora, perchè non sono abituata a fregarmente, e ho un continuo ripensamento sul mio comportamento, piango tutte le notti e sto male, perchè penso che loro mi giudicano come io non sono, e mi sento in trappola perchè è come parlare con un muro.

Vorrei solo sapere se ho sbaglliato qualcosa, se è giusta la mia presa di posizione e se debba continuare a enere ferma la mia posizioneperchè prima o poi , capiranno o soccombere ancora.?


Mi scuso per il mio messaggio estremamente lungo e forse anche confuso, ma avevo bisogno di spiegarle più o meno tutto per far si che lei potesse capire. Capisco se non dedicherà del tempo alla mia storia, poiché ovviamente il suo lavoro non è gratis, ma come leggerà dalla mia situazione, se solo potessi, pagherei per essere ascoltata da qualcuno per stare meglio, ma non posso.

Spero umanamente riesca a dedicarmi questi minuti della sua professionalità, almeno per confermarmi che non sono pazza, e che posso stare serena con me stessa.

La ringrazio di vero cuore.

F.


 

 

Mia cara,

sai qual è stato il tuo errore? continuare a stare dietro ad una madre capricciosa ed egoista, per nulla valorizzante e gravemente dipendente. Errore è stato lasciare il lavoro di commessa; è stato fidarti delle sue parole di aiuto e di appoggio morale ed economico; è stato chiedere dei soldi, che di certo vi sono costati molto di più di quanto lo sarebbe stato cavarvela da soli; è stato cercare l'approvazione dei tuoi genitori rispetto alle tue scelte; eccetera eccetera.
Per fortuna però esiste il futuro! Futuro in cui dovrai far valere i tuoi 25 anni e servirtene per fare della tua vita la tua vita.
La tua lettera mi ha colpito, mi ha fatto venire addosso nervosismo; ancora mi stupisco che esistano madri così morbose ed autocentrate. Poi ci rifletto, e mi torna la lucidità: certo che esistono, il problema non sono le madri, che sono esseri umani incasinati e malatissimi come tutti noi, ma i figli, che non riescono a difendersi da madri e padri. Tua madre è come è, e non cambierà. Sarà sempre la vittima in credito eterno, capace di chiederti di morire per lei per dimostrarle il tuo amore, e non basterà. Avrai per sempre una madre e un padre aggressivi e svalorizzanti. Che fare dunque? rassegnarsi ad una vita orribile? Neanche per sogno, anzi. La cosa che ci tiene incollati ai genitori, alla fine, sono i soldi e la dipendenza. Da un lato abbiamo bisogno della loro approvazione per sentirci a posto nel mondo, come se senza la loro benedizione siamo condannati all'inferno. Dall'altro ci tengono stretti a loro perché, in questo mondo cattivo e difficile, soltanto a casa di mamma ci sarà sempre la sicurezza di un piatto di minestra e un letto. Ecco le due cose di cui devi liberarti. Dovrai trovare la tua sicurezza economica, in qualunque modo, e al contempo irrobustire i muscoli della tua identità affinché tu possa costruire qualcosa di tuo in questo mondo che non contempli il benestare dei tuoi adorabili mamma e papà. Devi farcela, e devi farcela senza di loro. Devi tenerli lontani dai fatti tuoi, la tua famiglia oggi è il tuo fidanzato che c'è, ti sostiene e ti vuole nella sua vita. Meglio fare la fame per un po' che pagare un prezzo molto più alto per quattro soldi che ti possono dare. Anziché sprecare tempo e energie vitali al telefono con tua madre, spendile per trovare quello che ti serve per vivere, per stare con il tuo uomo, fare l'amore e ridere della vita. Trova i soldi per farti una psicoterapia e per circondarti delle cose che vuoi tu. Ingegnati. All'inizio ti sentirai sola, ma dopo sarai libera. Libera da un fardello inutile. Il primo obiettivo di un figlio è distaccarsi dalla casa genitoriale e trovare la sua strada. Non preoccuparti per loro, si arrangeranno. Sono maggiorenni e se ne faranno una ragione. I genitori che non accettano che i figli prendano la loro strada hanno sempre torto. Lasciali starnazzare per un po', vedrai che si calmeranno e alla fine verranno a piangere il tuo perdono. Alla tua mammina piace avere il potere, ma non è un tuo peso, è un problema suo; lei è libera di fare ciò che vuole della sua vita, ma non della tua.
Mi chiedi cosa ne penso: ecco. Questa è la mia risposta. Saresti passa se fossi rimasta nella tua cameretta di Napoli, sei ammirevole ed adulta perché sei a Milano a lottare per la tua vita.
Sentiti libera anche di prenderti una vacanza da loro... altro che Pasqua! Stattene nella tua, dico tua, casa a risparmiare soldi ed energie e lascia perdere i bambini viziati ed egocentrici che ti reclamano a Napoli, per tutto il tempo che vorrai, e ogni tanto, magari spesso, dimenticati il telefono senza suoneria. Sei tu che devi mettere i limiti, altrimenti sarai sempre a disposizione dell'altro.
Perdona la mia franchezza, magari un po' dura.
Carissimi auguri.
 

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