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Mia figlia tredicenne ha un carattere chiuso PDF Stampa E-mail

Buonasera Dott.ssa,
intendo innanzitutto ringraziarla anticipatamente per la gentile risposta.
Sono la mamma di una ragazzina di 13 anni, sono separata , il padre non lafrequenta quasi mai e non vive piu' con noi da quando la bimba aveva circa 6
anni.


I risultati scolastici di mia figlia fino ad ora sono stati ottimi, ha delleamicizie anche se alle volte con un po' di difficolta', nel senso che non e'
molto disinvolta, alle volte e' un po' impacciata ,purtroppo deve averereditato da me un carattere socievole ma allo stesso tempo riservato.
Il motivo per cui le scrivo e' che da sempre mia figlia ha avuto difficolta'con me ad aprirsi nonostante abbia sempre stimolato , forse alle volteinsistito , affinché parlasse di se' stessa, anche seguendo dei suggerimentiricevuti da una psicologa dalla quale andavo principalmente per me.


Non solo i suoi racconti sono sempre piuttosto stringati, ma ad esempio delfatto del papa' che praticamente non vede mai, non ne vuole parlare. Io non sose insistere o lasciare che sia lei un giorno a venire da me o da un'altrapersona.


Sicuramente e' qualcosa di doloroso che preferisce non affrontare, pero'questa sua chiusura e' rivolta anche ad argomenti banali, nel momento in cui ci
si avvicina a qualcosa di personale che la coinvolga e che significa fartrasparire qualcosa di se' , molto abilmente cambia argomento.


Come genitore single, so di aver commesso degli errori, anche se molti amicimi dicono di aver fatto un buon lavoro per come e' cresciuta mia figlia, , io
pero' mi tormento perche' temo che lei chiudendosi in se' stessa con un murointorno, non sara' felice.
Grazie i suoi preziosi consigli, cordiali saluti.

Stai tranquilla, tua figlia se la caverà, come alla fine più o meno ce la caviamo tutti, e tutti abbiamo avuto genitori imperfetti perché i genitori lo sono sempre, fa parte della natura umana.
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E' chiaro che 'cavarsela', rispetto ad un figlio, non è una parola gradevole. Per tua figlia vorresti molto di più, ma forse è questo l'ingorgo. Lascia che sia lei a trovare la sua strada. Magari un giorno come te andrà a parlare con uno psicoterapeuta, o magari basterà un amico, o magari chissà cosa. Tu non puoi né prevederlo né provocarlo. I suoi dolori d'altro canto sono suoi, le appartengono, sono una questione sua e solo lei può decidere come affrontarli, se affrontarli. Può essere aiutato solo chi vuol essere aiutato.
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Insomma, devi avere fiducia, in lei, nella vita, nel tempo. Nel fatto che tua figlia non morirà di dolore, come non sei morta tu. Nella consolazione che il dolore può arricchire, può rendere la persona più complessa e più profonda. Devi superare le tue paure, che non fanno che appesantire le sue. Devi capire che cosa c'è di tuo in questa preoccupazione, se stai proiettando le tue sofferenze, dove finisce la sua realtà e inizia la tua.
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Non amareggiarti se non ti parla. Le figlie adolescenti non parlano con la madre, non necessariamente. Stalle vicina in altro modo, con la stima, l'amore, appunto la fiducia. Non cercare risposte che lei non vuole darti, o darsi. Stai con quello che c'è, che vi potete dare a vicenda. E...importantissimo, concentrati in altro, esci, divertiti, frequenta uomini, pensa alla tua vita,, non alla sua.

 

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