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Mi sento frigida PDF Stampa E-mail




Gentilissima Dottoressa, vorrei esporle il mio problema con la speranza di una sua risposta.
Mi chiamoP. e sono di T., ho32 anni,sono mamma di un bimbo di3 anni. Credo,anzi sono sicura di essere frigida, nella mia vita sessuale, cio' nei 13 anni che sto con mio marito,e con i partner precedenti non ho mai provato piacere,o meglio dire il piacere di avere l'orgasmo. Ma c'e' di piu' non provo nulla neanche quando mi si sfiora, mi si tocca e intendo anche intimamente...nulla di nulla, un pezzo di legno, anzi il piu' delle volte capire le intenzioni di mio marito mi turba, il pensiero di lasciarmi andare in effusioni che so che mi provocheranno solo ed esclusivamente fastidio.Non penso che la colpa sia di mio marito, lui e' molto coinvolgente e dolce, il problema sono io...cosa ho che nn va?! Lui di questo non sa nulla, non ho mai avuto il coraggio di dirglielo, figuriamoci adesso dopo tutti questi anni... Forse si stara' chiedendo: e non se ne mai accorto?
Ebbene, no!!! ho sempre finto. Che schifo vero? lo so, e me ne vergogno. Ma dopo tutti questi anni sono stanca, la vita e' una e me la voglio godere, il sesso e' uno dei pochi piaceri che la essa ci offre, perche' io non posso essere tra quelli che ne usufruiscono?



Cara P.
dalle sue parole traspare una crudele sentenza nei suoi stessi confronti. Immagino sia già difficile convivere con una sessualità incompleta, per questo forse potrebbe avere nei suoi riguardi maggiore morbidezza.
Non c'è colpa nel non provare l'orgasmo, e a questo punto neanche a fingerlo. Più che altro, c'è la sofferenza di dover mantenere per sé una cosa così "pesante", aggravata dal senso di solitudine e di frustrazione.
Lei non mi scrive una cosa fondamentale: se da sola riesce a raggiungere il piacere. E' un dettaglio importante, che circoscrive la natura del disturbo: anatomico o psicologico. Se attraverso la masturbazione, in solitudine, l'orgasmo arriva, allora possiamo escludere un problema organico. Altrimenti, potrebbe trattarsi di un disturbo fisiologico e dovrebbe riferirsi ad un altro esperto.
Qui parleremo della prima ipotesi.
Mi colpisce la frase: " il piu' delle volte capire le intenzioni di mio marito mi turba". Certo, imamgino non sia entusiasmante sapere di buttarsi in "effusioni" fastidiose e soprattutto che la costringeranno a fingere. D'altro canto non è neanche la condizione migliore per abbandonarsi al piacere. Il nostro corpo spesso registra in automatico le risposte sistemiche, come fossero un'abitudine appresa, e suppongo che il suo abbia imparato a rispondere alle effusioni con freddezza e rifiuto: la sessualità è un nemico che mi costringe a mentire. Su questa base è molto difficile rilassarsi e godersi le sfumature del contatto e del'erotismo.

E' anche vero che dopo tanti anni far presente la cosa a suo marito possa sembrarle terribile: cosa penserebbe di me? che sono falsa e bugiarda? che ha una donna frigida e insensibile? che per anni si è illuso di darmi piacere, e invece io non provavo nulla di nulla?
Probabilmente sarebbe un brutto colpo. Ma continuare nell'omertà non migliorerà le cose. Dirlo al suo uomo potrebbe aiutarvi a trovare insieme nuove strade, nuove forme, nuove possibilità. E, soprattutto, la alleggerirebbe dal peso di tutti questi anni vissuti nella colpa.
C'è sempre la possibilità di farvi aiutare da un esperto, anche solo per affrontare la "verità". Consideri che non solo è importante il benessere di suo marito, ma anche il suo. La coppia può supportarsi e sopportare anche le verità difficili. E, all'interno di una domensione di serena comunicazione e comprensione, per lei sarebbe molto più plausibile scoprire le gioie del sesso e del piacere.
Se non se la sentisse di affrontare la verità con suo marito, provi a farlo con se stessa. Si chieda come mai il suo corpo ha scelto di non sentire il piacere. Che origine può avere? che fine, che scopo? anche lei potrebbe farsi accompagnare da una psicoterapia, mirata a svelare le zone oscure della sua vita, del suo corpo, di se stessa.
Non si abbatta, e non smetta di ascoltare quel corpo che certamente ha qualcosa da dire, da farle sentire.
E soprattutto, lasci perdere la colpa, che non serve e non la aiuta di certo.
Un caro saluto
 

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