Basic Joomla Menu

Male di vivere, vivere male PDF Stampa E-mail






Salve Dott.ssa,
Mi chiamo L., sono un ragazzo di 23 anni e credo di poter dire con certezza di essere il ragazzo più sfortunato e triste di questo mondo...ho passato un infanzia difficile, mio padre era ed è un drogato, la sua droga è il fumo, l'alcool, le sigarette, il gioco d'azzardo e a causa di questo ho vissuto e vivo una vita senza speranze, senza ambizioni, senza certezze per il futuro e senza mezzi per cambiarlo, per fare ciò che mi piace, per studiare, per fare sport, per fare qualunque cosa, mia madre è stata sempre troppo debole per reagire e far qualcosa tant'è che tuttora la situazione non è cambiata e credo che questa debolezza mi sia stata trasmessa...ma Dio ha voluto che non fossero solamente questi i miei problemi: sono grasso, obeso, lo sono sempre stato, mia madre tentava di colmare il mio vuoto d'amore col cibo, ero ghiotto e pigro e lei ha alimentato questa mia predisposizione fin da bambino rendendomi a tutti gli eff etti un obeso....

Sono sempre stato deriso dai compagni di scuola, non sono mai stato in grado di relazionarmi con delle persone oltre le ore scolastiche, nessuno mi ha mai avvicinato, nessuno mi ha chiesto di andare a giocare con loro, nessuno mi ha invitato al suo compleanno, tutti mi evitavano e io evitavo loro, soprattutto le ragazze a causa del mio aspetto, che faceva schifo sia a me che a loro, da 5 anni a questa parte ho avuto serissimi problemi di acne che hanno reso il mio volto inguardabile pieno di pustole e pus, facendomi diventare ancora più depresso a causa del menefreghismo di mio padre nel pagare cure che, se fatte in tempi giusti, mi avrebbero risolto il problema, a causa del modo in cui la gente mi guardava, vedevo il loro ribrezzo, il loro disgusto, il loro chiedersi che cosa diavolo mi fosse successo in viso, la loro paura che fosse contagioso!!

Tutti si rifiutano anche di baciarmi sulla guancia (che qui, al sud, è un modo per salutarsi , tipo stretta di mano). Per di più ho il pene piccolo, sono impotente e soffro di eiaculazione precoce, da quello che ho potuto constatare dalle mie masturbazioni inappaganti.

L'unica cosa "buona" nella mia vita è la mia intelligenza, sono molto bravo in matematica e nelle materie scientifiche, o meglio avevo talento alle superiori e anche al primo anno di università (ingegneria), purtroppo però la mancanza di soldi e di interesse da parte dei miei genitori (mio padre non si è mai interessato ovviamente e mia madre non può fare niente perchè l'unica fonte di reddito è appunto quella di mio padre, che però viene sperperata nei suoi vizi) mi hanno costretto ad abbandonare l'università...

Decisi di trovare un lavoro e pensai di fare il militare e per prepararmi ho fatto la migliore cosa che credo abbia mai fatto: ho cominciato a mangiare di meno e fare sport (nessuna palestra, non potevo permettermela, ma solo corsa ed esercizi a corpo libero fatti in casa), volevo cambiare, e ce la feci, in 8 mesi sono riuscito a perdere 40 kg, passando dalla condizione di obesità (135 kg) a quella di sovrappeso (95 kg), in questo modo sono riuscito a superare le prove di sbarramento e fare il militare...

L'ho fatto per un anno, l'anno scorso, e per un po' mi sono allontanato dall'inferno che c'è a casa, ma la depressione purtroppo non mi ha abbandonato...durante quest'anno non sono stato in grado di mettere da parte abbastanza soldi per il mio futuro (il mio pensiero era di fare il militare per un anno e poi utilizzare i soldi per pagarmi l'università, come già detto sono uno che non ha mai avuto niente e non cerco niente, non ho vizi o altro, quindi avrei potuto mettere da parte abbastanza soldi per assicurarmi gli studi); la causa di questo è stata ovviamente mio padre (lui è la causa di tutti i miei problemi!), poichè dovetti utilizzare quei soldi per pag are alcuni suoi debiti grossi...

Per di più durante il militare mi sono anche innamorato di una ragazza, le ho dichiarato il mio amore, abbiamo provato a stare insieme ma dopo tanti tira e molla ci siamo lasciati a causa di due motivi: ovviamente il pene e l'acne, lei non riusciva ne a baciarmi ne a fare l'amore con me...sono infatti ancora vergine...però continuava a dirmi che per i miei sentimenti, che a lei ho confidato, ero "il ragazzo migliore del mondo"...mi ero fidato di lei, ma mi ha lasciato, per problemi di cui non ho colpa!! Non ho chiesto io di avere il pene piccolo, di essere brutto, di crescere in una famiglia di merda e di avere una vita vacante di amore....

Adesso ho finito il militare e non mi è rimasto niente, sono ingrassato di nuovo e sono diventato ancora più depresso di prima, sto sveglio la notte, dormo durante il giorno, non so davvero che fare!! Credo anche di aver perso la mia intelligenza, non riesco a ricordare, a concentrarmi, a scrivere e parlare decentemente e lo potrà sicuramente notare dai mille errori grammaticali, logici, temporali che sicuramente ho fatto nello scrivere questi pensieri che non andrò neanche a rileggere per quanto mi fanno male, ho voluto scriverli e basta, nel tentativo di liberarmi del peso che essi portano, in cerca di un qualche conforto, invano secondo me perchè credo che non ci sia più niente per cui vivere e forse un giorno lascierò questo mondo crudele nello stesso modo in cui vi sono entrato: invisibile, solo, povero....di vita!





Caro ragazzo,
sembri avere tutte le sfortune e per questo non ci sono consolazioni possibili. Indubbiamente vivere con le condizioni in cui sei nato e cresciuto è diffilile, doloroso. Immagino tu possa guardare le vite degli altri con idealizzazione ed invidia, o almeno desiderio, e qualsiasi altra vita ti appaia meno triste della tua.
Sai, il dolore non ha livelli. O meglio, li ha ma sono impercepibili da chi soffre, che sta male e basta. La vita, credimi, non è facile per nessuno, eppure è l'unica cosa che abbiamo, volendo essere un po' romantica. Questa maledetta vita che ci tiene aggrappati al mondo e ci fa sperare continuamente che ci possa dare qulche piacere.
Non credo tu non conosca il piacere. Per esempio ti piace mangiare. Ti è piaciuto studiare. Chissà quante altre cose ti piacciono.
Il tuo volto e il tuo corpo si sono cosparsi di dolore; ma lascia che ti dica questo: queldolore è un segno di vita, il segnale che il tuo organismo ti sta lanciando come monito di una vita involuta, non del tutto realizzata.
Dalle tue parole, perdona ciò che sto per dire e prova a comprenderlo in profondità, mi arriva una sorta di compiacimento al tragico, che da come parli sembr essere l'unica tua speranza di identità. Una rinuncia in superficie che ti possa dare una soprvvivenza per l'anima. Il dolore come unica speranza, come unico senso.
Non c'è nulla di male in questo, te la sei cavata a modo tuo, in una vita oggettivmente poco generosa.
Però non è l'unica possibilità.
Dovevi per forza pagare i debiti a tuo padre? perché mai?
Devi ancora stare in una situazione che ti ammazza?
Devi ancora proiettre sugli altri il ribrezzo che tu provi per te stesso?
Dubito che la gente per la strada sti a gurdare quanto tu sia orribile; la gente è troppo concentrata sulle proprie, di insicurezze, e non raramente è più clemente con gli altri che con sé.
Siamo tutti un branco di insetti terrorizzati e intrisi di insicurezze, tutti. Me compresa e chiunque io conosca.
Questo non toglie alla vita la sua tragica bellezza, spaventosa, irraggiungibile alla conoscenza, forse addirittura violenta. Ma è la vita.
Trovati cose belle da fare, anche sciocchezze, come leggere, oziare, cucinare, mangiare cose buonissime. Goditi la giornata. Smettila di dare colpe e alleggerisci i tuoi genitori dell'influenza che hanno adesso su di te. Il passato è andato. Adesso sei libero, o meglio puoi esserlo.

Trovati il primo lavoro possibile e pagati una psicoterapia, oltre che una casa per te. Fatti degli amici e piantala di dare al tuo corpo uno spazio che piuttosto dovresti dare al tuo godimento. In ogni senso, da una masturbazione riuscita e fatta con gioia, ad una bella e sana mangiata, fino a qualsiasi cosa ti piaccia.

Il resto arriverà.

Anche da grassi il mondo può essere fantastico.
E.lascia perdere ogni moralismo inutile. Prova a fare delle esperienze sessuali, in ogni modo (be'...ogni modo non violento), come hanno fatto i nostri nonni, i nostri padri e tutti gli adolescenti. Non aver paura di vivere e piantla, come dice un mio paziente che come te ha lottato per sopravvivere al dolore, di "sputare alla vita". Goditela, piuttosto. Ed esci dal vittimismo che ti sta divorando.
Non posso fare molto altro per te. Ma se mi leggi attentmente, forse qualche spunto potrebbe arrivarti.
Auguri di cuore.
 

Menu Principale