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Mal di testa, mal di vivere PDF Stampa E-mail

 

 

 


Gentile Dott.ssa,

sono una ragazza di 27 anni nata e cresciuta a Palermo. Da circa un anno e mezzo vivo a Milano per via di un'offerta di lavoro come consulente presso una grande multinazionale. E' stato un anno pieno di cambiamenti...Città, casa, lontananza dalla famiglia, fidanzato, stile di vita, routine, cibo, amici...Tutto! All'inizio sembrava andare tutto per il meglio, mi sentivo stimolata e la mia famiglia era molto orgogliosa di quello che stavo costruendo per il mio futuro...Soprattutto mio padre, grande lavoratore. A poco a poco non mi sono sentita soddisfatta della mia vita, superata la fase di "eccitazione" iniziale sul lavoro ho capito che non era la strada giusta per me...stare ore davanti ad un pc e sotto stress è massacrante per una che si è sempre creduta "un'artista", uno spirito libero. Nonostante ciò, ho continuato a perseverare, credendo che fossero solo pensieri momentanei e dati da un periodo eccessivamente frenetico. Andava bene fin quando non ho iniziato a soffrire di fortissimi attacchi di emicrania...che con il tempo sono diventati sempre più frequenti, direi giornalieri. Da lì è iniziato il tour delle visite...Neurologo, dentista, osteopata, chiropratico, agopuntore. Il neurologo mi ha prescritto qualche goccia di Laroxyl alla sera, ho avuto qualche lieve beneficio da questo trattamento ma mi sento ancora come dentro un tunnel e non vedo la luce. Spesso inoltre mi capita di provare un senso di costrizione, seguita da tachicardia. Non sto bene al pensiero di stare in spazi chiusi...Non prendo neanche l'ascensore per via della paura di rimanerci dentro. Ho provato (e provo) a cambiare lavoro ma non è semplice...e non è semplice neanche abbandonare tutto. Le chiedo se i miei sintomi possano richiedere l'aiuto di un terapeuta e se ha evidenze sui benefici che la psicoterapia può avere in casi di mal di testa frequenti.

La ringrazio ancora,
E.

 

 

 

Ciao cara E.,

da quello che racconti, il tuo senso di costrizione, la claustrofobia, la sensazione di libertà perduta, sembra proprio che dentro questa nuova vita non ci stai comoda. Il mal di testa probabilmente è un sintomo che ti costringe a prenderti cura di te, a farti delle domande, a guardare la tua vita con più attenzione.
Tuttavia, al di là dell'apparenza che sembra così ovvia, non è detto che sia soltanto la qualità del tuo lavoro la causa scatenante, quantomeno non come significato immediato. Come sei arrivata a fare questo lavoro? Perché ti definisci artista? Qual è la storia che ti ha portata a Milano? Cosa ti aspetti? Cosa si aspettano gli altri da te?
Ti faccio queste domande, e ce ne sarebbero altre mille, perché potrebbe non bastare un lavoro noioso per sentirti così triste; forse c'è dell'altro e quest'altro potrebbe avere a che fare con la tua vita nel suo complesso: con le persone care che puntano su di te, con le aspettative, con le paure, con i sogni infranti, con i sogni mai fatti, con chissà quali cose che ruotano attorno, su, e dentro di te e tu non ne hai consapevolezza.
Spesso purtroppo i significato e la direzione che diamo alla nostra vita, senza che ce ne accorgiamo, è il significato che ci arriva più ai nostri genitori che da una scelta libera, e magari in un modo così nascosto che è invisibile ed inimmaginabile. Te lo dico perché mi colpisce come parli della tua famiglia orgogliosa per il tuo futuro. In sé è una cosa bella, ma poi mi domando quanto tu possa sentirti caricata di responsabilità e paura di deluderli.
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Certo, la psicoterapia può aiutarti, ma devi avere coraggio, per guardare in fondo e vedere cosa c'è di te che non conosci, e scoprire cosa c'è della tua vita che ti sta stretto. Potrebbe passare il mal di testa e in cambio emergere il grumo di dolore dell'anima che tieni inespresso dentro di te. In ogni caso ne vale la pena, perché il premio è grande, ma la fatica altrettanto.
Fai la scelta giusta per te.
Un caro saluto
 

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