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Madre adulta, figlia bambina PDF Stampa E-mail

 

 

 

 

Salve dottoressa,
mi chiamo C., ho 33 anni e ho una bimba di nome S. che il mese prossimo farà 4 anni.
Silvia è la gioia della mia vita, l'ho desiderata tantissimo ma ultimamente mi sento inappropriata come madre,
mi sembra di sbagliare tutto con lei.
Silvia è una bambina molto intelligente ma anche molto forte e caparbia e nn ascolta per niente quello che le si dice.
Quando fa qualcosa di sbagliato io cerco di intervenire parlandole e facendole capire che determinarti comportamenti nn sono giusti ma il più delle volte nn funziona e qundi le impartisco delle punizioni che possono essere dal togliergli il suo gioco preferito a nn farle vedere i cartoni ma tutto questo alle volte nn funziona e allora incomincia a gridare a pretendere e a fare i capricci e così dopo svariati tentativi alla fine inizio a gridare e poi le dò qualche sculacciata. Subito dopo mi sento male e mi sento una mamma inadeguata, sbagliata.
Purtroppo Silvia è nata in un periodo particolare, mio marito era entrato in cassaintegrazione, l'anno dopo è stato licenziato e da lì è iniziato il mio calvario, mi sono ritrovata con un lavoro part-time, il mio, a dover mandare avanti una casa e questo l'ho fatto per 3 anni e ho dovuto stringere i denti e essere forte per tutti, mio marito mia figlia e per me. Silvia era abituata a passare più tempo con li padre che con me perché andavo a lavorare, da un paio di mesi mio marito a ripreso a lavorare e a casa nn c'è quasi mai e lei ne soffre molto ed è peggiorata, il suo comportamento negativo si è amplificato notevolmente e nei miei confronti alle volte assume atteggiamenti di sfida e di colpa. Mi sono ritrovata a gestirla completamente da sola, mentre prima cera mio marito che mi dava una mano.
Ora però mi sento svuotata vorrei essere una mamma migliore per mia figlia, nel mio piccolo cerco di essere sempre presente e di dedicarle tutto il mio tempo ma mi sembra che nn basti, la vedo crescere e ho paura di perderla e lei mi rimprovera sempre per il fatto che la lascio per andare a lavorare e quando litighiamo mi dice che sono una mamma cattiva.
Ho la sensazione di aver fallito come moglie e soprattutto come madre.
Grazie.

 

 

 

Cara C.,
innanzitutto sappi che più o meno tutte le madri si sentono, più o meno, inadeguate. E' la storia del mondo. In un certo senso si sentono tali perché...lo sono. Sì, proprio così. Non esiste madre perfettamente adeguata. O meglio, le madri di solito cercano di adeguarsi malamente a ciò che credono debba fare una madre. Per fortuna non ci riescono!
Il problema non sta nell'adeguatezza, cioè nell' adeguarsi ad un modello di madre più o meno ottimale, e neanche ad una situazione. La questione è quanto riusciamo ad essere credibili per i nostri figli, cioè quanto innanzitutto noi stessi crediamo in ciò che facciamo.
I bambini hanno una straordinaria capacità di percepire le titubanze, i sensi di colpa, le indecisioni. Non sanno esattamente di cosa si tratti, ma percepiscono che qualcosa non va. Quello che puoi fare è lavorare su te stessa, sulla tua autostima, sul tuo modo di vivere la tua vita e di essere madre, di sentirne la responsabilità, su che cosa è per te la responsabilità.
Frasi come "ho fallito" sono, ti dico, inutili. Sono l'espressione di una pigrizia che ci fa oscillare tra il prenderci tutte le colpe e il dare tutte le colpe all'altro. Sono certa che se ci pensi anche tu puoi sentire come, di fatto, in profondità senti dell'astio sia per tua figlia che per tuo marito.
Prova ad accettare di essere, tu, fallibile, che sei destinata, senza ombra di dubbio, a fare degli errori, che tua figlia possa esprimere la sua rabbia con frasi stupide come "sei cattiva", frase che ogni bambino sulla Terra dice al genitore e che racchiude in sé la normale frustrazione di essere bisognoso ed impotente, spaventato dalla vita e completamente dipendente.
Sei tu l'adulto, quello che deve dare rassicurazioni; non cercarle in tua figlia e anzi pensa che sei tu che devi proteggerla dalle sue ansie.
Lei ha bisogno di te, e non il contrario.
Alzati le maniche e datti da fare: non sei tu la bambina spaventata, fragile e piena di insicurezze.
Così facendo, vedrai in tua figlia una bambina, non un mostro cattivo.
Un caro saluto.
 

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