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La morte di mia sorella, madre dei miei nipoti PDF Stampa E-mail







Gentile Zaira vorrei chiederLe dei consigli su come comportarmi nei confronti dei miei nipoti (17, 15, 9 anni) a cui è morta la mamma, mia sorella, all'età di 43 anni. Vorrei sapere come funziona la psicologia dei ragazzi della loro età nei confronti di un lutto simile. Tenga conto che io abito al Nord e loro al Sud. Se ha bisogno di altri particolari mi faccia pure delle domande.
Grazie. P.


Cara affettuosa zia,
innanzitutto le voglio esprimere la mia comprensione, ed anche compassione, per il terribile evento.
Non è facile risponderle perché qualsiasi risposta non sarebbe mai esauriente. Il trauma della perdita della madre in giovane etàè una ferita difficilmente sanabile, sebbene ognuno ha quel sufficiente istinto di sopravvivenza che lo porterà a reagire nel modo migliore possibile per lui.
La reazione al lutto è imprevedibile e profondamente soggettiva. Quello che posso dirle è che, in tutti i casi, una figura di riferimento come una zia potrebbe essere di giovamento e nutrimento, soprattutto per aiutarli ad elaborare il dolore. Il dolore non va cacciato via, ma attraversato. I suoi nipoti dovrebbero essere aiutati a piangere la loro madre e, poi,ad accettarne profondamente la scomparsa.
Molto dipende dal tipo di rapporto che lei ha con i suoi nipoti. Due sono in un'età difficile, l'adolescenza, in cui si tende a chiudersi e a segregare le emozioni. Sarebbe importante aiutarli a tirar fuori ciò che hanno dentro. La cosa migliore è farlo non in assemblea, ma con ognuno separatamente. Niente "prese di petto"; meglio creare prima la giusta atmosfera, un'uscita al bar, una passeggiata, una gita.
Racconti ai suoi nipoti la vostra storia, di quando eravate ragazze. Episodi in cui loro possano identificarsi, e che consentano loro i immaginare la propria mamma umana, non mitica ed infallibile.
Inutile nascondere il suo dolore, facendo la wonder woman: sarebbe poco credibile, così come poco credibili sono le frasi sulla vita che continua senza cicatrici. Si consenta di esprimere la sua sofferenza, cosicché loro stessi si possano sentire autorizzati a star male, ad esser fragili.
Infine, cosa molto importante, consideri che di fronte ad una tale contrizione l'affetto, la vicinanza, la comprensione, il calore sono la miglior cura. Senza essere invadenti (soprattutto con i due adolescenti), faccia loro intendere che in di lei possono trovare un riferimento affettivo e morale.
Piano piano, se si accetta l'irreversibilità delle ferite, si può accettare e superare anche una rivolzione così drammatica, tenendo cono che la vita è cambiata per sempre, ma: sì, è vero, continua.
Saluti calorosi



 

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