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Lui non è premuroso PDF Stampa E-mail

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dottoressa,

il mio compagno è tirchio di attenzioni verso di me. Mai che mi mandi un messaggio in più, mai che mi faccia un regalo se non per una ricorrenza. E' standard e controllato in tutta la sua vita.Io sono all'opposto, sognatrice e romantica nata!

Inoltre sono abituata a compagni molto generosi e pieni di attenzioni nei miei confronti. Chi è che non ama essere ricoperta di attenzioni? L'atteggiamento del mio compagno mi da fastidio. Ho provato a dirglielo mai lui è così e non cambia.

Ha dei consigli da darmi?


Grazie


 

 

La prima cosa che mi verrebbe da chiederti è come mai da sognatrice romantica nata ti sei messa con un uomo che è all'opposto di te. Non sarebbe una domanda inutile, credimi. Al cuor non si comanda? Oh sì, certo, perché a comandarlo ci pensano le nostre volontà inconsapevoli, quelle di cui non sappiamo nulla se non ciò che ci arriva dalle nostre azioni.

Poi però racconti di avere sempre avuto uomini attenti. Come mai con costoro le storie sono terminate? sarebbe interessante saperlo, per capire cosa non è andato bene tra voi. Interessante è anche che hai scelto un uomo diverso, stavolta. Un uomo che in qualche modo ti mette in difficoltà, ti fa sentire in modo diverso, anche se non ottimale, almeno rispetto alle tue aspettative coscienti.
Queste sono riflessioni alla base della tua scelta.
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In merito, invece, alla relazione in senso stretto dipende molto dal  vostro legame, dai sentimenti in ballo, dai progetti insieme. Ognuno è fatto come è fatto ed è difficile cambiare, non impossibile ma molto faticoso. Personalmente sono davvero convinta che l'amore sia l'unica forza capace di farci uscire dal nostro narcisismo e darci la forza di trasformare alcuni aspetti di noi consolidati, spesso nevrotici, automatici, difensivi. Nello stesso tempo ti dico che prima di parlare d'amore vado molto cauta; non sempre i sentimenti che proviamo sono davvero per l'altra persona, anzi spesso sono proiezioni di parti di noi, narcisistiche.
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Nello specifico ti consiglio di chiederti in profondità che sentimenti reciproci siano in gioco, quanta voglia reciproca abbiate di crescere insieme e quanta reciprocità ci sia in generale. A seconda delle risposte arriveranno altre domande che ti farai, e ancora altre risposte. Non esistono problematiche reali che non possano essere affrontate in due, venendosi incontro, avendo la cura di aiutarsi a vicenda e capirsi. Ma prima deve esserci l'unione, il sentimento, la reciprocità. Ti assicuro che no sono sdolcinata né idealista, anzi. Il punto è che prima di chiedere all'altro cosa vogliamo, dobbiamo chiederlo a noi.
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Un caro saluto, spero di esserti stata d'aiuto.
 

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