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L'amore-gabbia PDF Stampa E-mail


Gentile dott.ssa Di Mauro,

Sono F., 29 anni.

Ho conosciuto la mia ragazza all'università, quando una volta trasferito nella città dei miei studi mi sono formato formato un gruppo di "nuovi" amici.
Dopo una relazione di pochi mesi con un'altra ragazza (ma per me comunque abbastanza importante), ci siamo accorti che la nostra non era solo amicizia bensi un forte legame di complicità e abbiamo iniziato la nostra storia.
Da subito abbiamo passato tantissimo tempo insieme e io sono sempre stato benissimo con lei, specialmente con lei sentivo una tranquillità che la mia famiglia non ha mai saputo darmi (vengo da genitori che hanno sempre avuto problemi tra loro), quindi dal primo momento l'ho vissuta come una storia seria e come una persona che potesse stare affianco a me per tutta la vita. Lei ha fatto lo stesso.
Per anni abbiamo condiviso tutto: studi, viaggi, punti di vista, decisioni... In realtà abbiamo condiviso anche la sua famiglia, perchè io ho passato tanto tempo da loro dopo la laurea, condividendo la loro vita familiare e in parte anche la loro attività lavorativa e sono sempre stato bene in quell'ambiente.
Dopodichè abbiamo avuto la possibilità di trasferirci all'estero per un master, nella stessa città.

All'inizio intendevamo vivere con persone del posto per migliorare la lingua, poi per vari problemi abbiamo deciso che era meglio prendere un appartamento da soli..
Ci siamo trovati a vivere come alle scuole superiori, scuola di mattina e uscite con nuovi amici "internazionali" di sera.. Da quel momento ho inziato a sentire un pò il peso della vita di coppia come non mi era mai capitato, un senso di libertà ristretta quando a volte i nostri amici facevano feste a cui noi non partecipavamo e gli amici maschi single andavano in discoteca a "cuccare" (mi conceda lo slang)...
Poi per entrambi sono arrivati due posti di lavoro e i problemi di lavorare in un'altra lingua e di fronte a persone con un'altra cultura, e in questo ci siamo aiutati a vicenda a superare tutte le difficoltà.
Però durante la nostra permanenza all'estero sono diventato molto instabile nei sentimenti verso di lei, sono stato spesso assalito da periodi di incertezza in cui pensavo di non amarla più e altri periodi in cui invece ero convinto di farlo... Giorni in cui provavo attrazione e brividi qundo lei mi abbracciava o giorni in cui non ero attratto fisicamente da lei e abbastanza indifferente e anche infastidito da suoi comportamenti usuali..
Ho iniziato a guardarmi intorno, c'erano tante ragazze carine con una fisionomia diversa da quella italiana, e che mi piace tanto... Ho guardato tante ragazze con aria interessata, e contemporaneamente pensavo quindi di non volere più la mia ragazza.. A volte pensavo che comunque ero giovane, avrei potuto fare altre esperienze che non ho fatto, pensavo anche che avrei potuto tradirla se capitava un'occasione con una ragazza che mi piaceva, e poi sarebbe successo quello che sarebbe successo, il destino avrebbe deciso per me cos'era meglio... A volte pensavo che ero uno stupido perchè con lei son sempre stato bene, è la donna della mia vita e razionalmente mi dicevo che avrei perso tantissimo e mi sarei potuto pentire amaramente... O comunque che le dovevo parlare, ma sapevo di poter rovinare tutto e farla stare solo male.

Infine non ho cambiato nulla e siamo arrivati al punto che dobbiamo ripartire per l'Italia e pensare ai problemi di migliaia di laureati italiani, cioè trovare qualcosa da fare..
Io, che prima ero stato sempre restìo al cambiamento e volevo stabilirmi nella mia terra a vita, dopo questa esperienza sono cambiato totalmente. Ora sento il bisogno di continuare a stare all'estero, lontano dalla mia famiglia e dalle cose conosciute per tanti anni, continuare a imparare la lingua, fare cose che non ho mai fatto... Ho qualcosa dentro che mi sta spingendo come non mai e non so dove vuole arrivare.. a volte vorrei cambiare tutto..
Sento il bisogno di stare solo a volte, ma so che questo mi può causare problemi perchè ho sempre sofferto di disturbi d'ansia da quando ho 16 anni e questa si acuisce quando mi trovo solo...
Ho detto alla mia ragazza che io vorrei continuare a stare all'estero perchè è un'esperienza che mi eccita, lei è d'accordo solo per il fatto di continuare a praticare la lingua ma solo per un altro periodo limitato... È molto legata alla famiglia, ha anche dei nipoti piccoli. La sua terra, il sole e il mare sono irrinunciabili..

Alla fine di questo periodo all'estero ho conosciuto un'altra ragazza che mi piace tanto fisicamente (È simpatica, ma non la conosco come persona. Preciso che probabilmente a lei non frega niente di me, non esprime niente verso di me e parla disinvoltamente anche con la mia ragazza).
La mia ragazza ed io siamo molto simili, abbiamo anche fatto (quasi) gli stessi studi, e difficilmente abbiamo discussioni, che risolviamo subito, non abbiamo mai litigato in modo vero e proprio. Mentre questa ragazza potrebbe essere completamente diversa, e questo mi incuriosisce da un lato, ma mi spaventa soprattutto che possa essere meno sensibile e meno seria... La mia ragazza è molto sensibile e tiene a me come nessuno, sembra che non abbia mai dubbi su di me, anzi credo proprio che non ne abbia, talvolta la vedo anche ingenua...Lei è sicura di voler passare la vita con me...

Dovrei provare a vedere se può nascere qualcosa con questa nuova ragazza?
Ma in realta': cosa rappresenta questa nuova ragazza per me?
È solo un'infatuazione che mi può portare solo problemi? È una scusa per volere rimanere qui all'estero? Una delle tante con cui farei solo sesso per proivare qualcosa di nuovo? È un mio bisogno, un'altra strada che si potrebbe aprire per movimentare la mia vita e la devo seguire? (ma penso alle conseguenze che potrei perdere la mia ragazza per sempre se poi tutto si dimostra una mia illusione)? È una scusa per lasciare la mia ragazza, che ormai vedo come una sorella/amica o quant'altro, pur se importantissima? È curiosità di vivere cose nuove e di innamorami "appassionatamente" e "stabilmente" di nuovo? Oppure, è un periodo normale dopo 6 anni di storia con la mia ragazza, specialmente se uno è prossimo a dover decidere davvero di passare una vita per sempre insieme (che succede quando vedi che tante persone attorno a te si sposano o ti parlano di matrimoni)? Forse non voglio prendermi le responsabilità di vivere sempre insieme perche non sono ancora pronto, ma la mia ragazza rimane la donna della mia vita?

Continuo ad avere dubbi su dubbi sulla mia vita e sulla mia storia... Provo un grandissimo affetto per la mia ragazza e non la vorrei fare soffrire per i miei impulsi, so che soffrirebbe tantissimo...
Mi sento molto confuso e per questo chiedo qualche consiglio, se possibile..

Grazie tante.






Caro F.,
da quello che leggo, con questa ragazza hai goduto di una relazione piacevole e serena,e ti sei sentito di condividerne complicemente la vita. Sembra che di leiti sia piaciuto tutto ciò che la carratterizzava ecircondava, compresa la famiglia. Penso sia stato bello per te respirare un'aria familiare più serena; fin troppo forse, però, tantoda rimanerci incastrato.

Ciò che mi arriva dalla tua storia è un'immagine rigidina della coppia e della famiglia, dove non ci sono confini chiari tra l'una e l'altra. Il tuo incontro con la ragazza mi fa pensare più ad un mescolamento che ad un innamoramento, dove tu hai preso in blocco il suo stile di vita, apparentementemigliore del tuo.
Il problema è che uscire dalla propria fammiglia per infilarsi in un'altra, non fa molta differenza. Soprattutto se in questa azione di pseudo-emancipazione c'è il fantasma dell'impegno a vita.
L'esperienza all'estero ti ha permesso di interrompere questo schematismo incarcerante, facendoti vedere altre possibilità di vita. Le tue sicurezze sono crollate insieme, forse, al tuo bisogno di sicurezze. Hai scoperto che la vita è anche avventurosa, e questo ti ha rapito, portato via. La brava ragazza sicura e calorosa che tanto ti aveva conquistato,non ti basta più, Anzi, come dici tu, è una sorta di impedimento rispetto ad un'esperienza nuova e seducente.
Un bel conflitto, non trovi? da un lato la morbida accoglienza di una vita serena scevra dalla paura di brutte sorprese, dall'altro il gusto piccante dell'imprevedibilità e del rischio.
Tranquillizzati, non sei il solo al mondo, anzi sei accompagnato più o meno da tutti.
Credo che tu sia vittima di due estremi. Probabilmente con la tua ragazza senti o credi di non potere accedere ad una vita un po' più prossima alle tue nuove esigenze: una vita meno ingabbiata, meno incolata alla famiglia, agli schemi, ai significati sociali irrigiditi circa la coppia e il matrimonio.
Prova a parlarle, anche per chiarirti i tuoi dubbi. Prova ad immaginare con lei una vita più movimentata, e prova a proporgliela, magari ti sorprenderà. E' importante. E' il modo migliore per evitare di finire in un rapporto di plastica e destinato a finire. E' possibile che possa finireugualmente, perché non è detto che lei abbia vogliadi seguirti nel tuo nuovo orizzonte. Ma ci avrai provato e sicuramente servirà a te per crescere e conoscerti in profondità, e a voi per avere chiarezza sulle vostre verità.
A certi dettagli non dia importanza, come l'arrivo di questa nuova donna. Sono tutte espressioni dello stesso messaggio di malessere di fondo.
Come dico a tutti i miei pazienti con problemi di coppia: spesso la sicurezza e il tepore di una casa senza conflitto e senza fuoco, non sono che sirene che tolgono vita.



 

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