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La vita fa paura PDF Stampa E-mail





Sono tre anni e mezzo che soffro di ansia e attacchi di panico, ogni volta che penso di aver superato il problema, di "aver gestito l'ansia" anche se non superata, eccola che ritorna più forte di prima.
Ho alternato due psicoterapeuti ma non riesco a stare bene. Attualmente ho paura di spostarmi da casa, qualsiasi cosa mi mette ansia, anche un programma tv. Ho ripreso la psicoterapia ma non riesco a stare meglio.
Vorrei tornare all'università, fare gli esami, però mi sento bloccata: le strade, i mezzi mi soffocano e non riesco ad andar via di casa. Ho sempre bisogno di mia madre..
Vorrei sapere cosa mi tormenta, cosa può aiutarmi, sono sfiduciata e non riesco a pensare ad altro...

 

 

 

 

Per prima cosa, non mollare la psicoterapia. Impegnati, vai a fondo, cerca di fidarti ed affidarti, anche se incontrerai difficoltà e sarà difficile. Perché la terapia porti a qualcosa dobbiamo impegnarci, seriamente, dobbiamo accogliere la fatica ed andare in profondità di noi stessi, perché quelle che ci tormentano sono croste molto resistenti, e ti posso assicurare che per la più parte di noi non abbiamo alcuna intenzione di separarcene.

Da quel poco che scrivi posso cercare di intuire qualcosa. Immagino che vivere ti faccia molta paura e che tu sia terrorizzata dalla minaccia di separazione da tua madre. Non mi stupirei se tutta quest'ansia fosse un tuo modo, assolutamente inconsapevole, di intensificare il legame con lei. Me lo fa pensare il bisogno che hai di lei e la paura di uscire di casa. Il mondo fuori è cattivo, il mondo dentro è sano e buono. Lasciare le braccia materne potrebbe essere troppo doloroso per te, così l'ansia ti viene in soccorso e ti impedisce di uscire. Se hai fatto psicoterapia sai che siamo capaci di fare simili manovre, senza rendercene conto. Quando arriva il momento di diventare adulti e lasciare le braccia dei genitori ci inventiamo qualunque cosa perché ci sia impedito. Affrontare l'Università, il lavoro, una casa tutta nostra, una famiglia tutta nostra. E' troppo, se siamo ancora troppo figli.
Hai scritto: "Non riesco ad andar via di casa". Non si capisce bene se ti ti riferissi all'uscire di casa oppure all'andare via dalla casa materna in una casa tua. Di certo è vera la seconda: certo che non ci riesci, e continuerai a non riuscirci se continui a convincerti che senza tua madre la vita sia troppo difficile. E, in più, sai che ti dico? Che nella maggior parte dei casi i figli che non mollano i genitori lo fanno di risposta al fatto che in realtà sono i genitori che non riescono a mollare i figli. Forse, anche se lo nasconde, tua madre soffre perché non sei più la sua bambina? Forse dovendosi ancora prendere cura di te e della tua ansia si sente ancora utile come madre?
Le mie sono solo supposizioni, cara A., che hanno solo lo scopo di farti riflettere. C'è sempre un motivo quando il nostro corpo e la nostra mente si ribellano, e questo motivo va cercato dentro di noi e dentro alle cose a cui teniamo di più, perché quando i vecchi equilibri diventano vacillanti, se non ne troviamo uno nuovo la vita è come se si fermasse.
Un caro saluto e auguri
 

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