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Ipocondria, hiv e...angoscia PDF Stampa E-mail



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Sono una ragazza di 27 anni, molto ansiosa e ipocondriaca. Soffro spesso di attacchi di panico e a volte mi è difficile condurre una vita normale perché ho continuamente paura di ammalarmi e basta una febbriciattola per farmi scoppiare a piangere. Premesso questo, il problema attualmente è che dopo aver visto un programma in TV mi sono fissata con la paura di avere l'hiv. Attualmente sto con un ragazzo da 3 anni, ma prima di lui ho avuto altri 2 ragazzi, entrambi un po' ”libertini” (l'ho scoperto solo dopo) . Col primo ci sono stata quasi un anno e mi ha detto che pochi mesi prima di stare con me aveva fatto un test per l'hiv risultato negativo, quindi ero tranquilla anche perché quasi tutti i rapporti che abbiamo avuto, al di là del sesso orale, erano col preservativo. Dopo essermi mollata con questo ragazzo, alcuni mesi dopo mi sono messa con un altro. Con lui sono stata quasi sei mesi e ho avuto quasi esclusivamente rapporti senza preservativo perché prendevo la pillola, un paio di rapporti anche abbastanza a rischio perché è capitato che gli si lesionasse il frenulo e quindi c'era fuoriuscita di sangue.

Poco dopo che ci siamo mollati lui mi ha scritto per dirmi che aveva iniziato a frequentare altre donne, anche di dubbia reputazione, al che io gli ho chiesto se era una cosa che faceva d'abitudine anche prima di stare con me e se aveva mai fatto un test dell'hiv. Lui mi ha risposto che aveva fatto un po' di cavolate nella sua vita, ma che alcuni mesi dopo che la nostra storia era finita ha fatto un test dell'hiv che era risultato negativo. Di conseguenza mi sono tranquillizzata, pensando che se aveva fatto un test ed era risultato negativo, dopo i rapporti abbastanza a rischio che avevamo avuto, potevo stare tranquilla anche io. Poi però, dopo aver visto quel maledetto programma alla tv, mi è ritornata l'angoscia, anche perché ho letto che una piccola percentuale di persone ha degli anticorpi che gli impediscono di prendere l'hiv (e mi è anche venuto il dubbio che il mio primo ragazzo avesse potuto non dirmi la verità, dato che ho scoperto essere una persona non particolarmente affidabile).

Non ho ancora fatto un test perché sono terrorizzata dal risultato (anche se so che è un controsenso) ed essendo occupata col lavoro, ho paura di non concentrarmi su quello che faccio in attesa del risultato... però comunque sclero continuamente anche se mi dico che dovrei stare tranquilla perché dal primo ragazzo sono passati ormai quasi 5 anni e che non ho avuto nessun tipo di sintomo strano, né tuttora ne ho.

Sto impazzendo perché ho continue crisi di pianto intervallate da momenti in cui mi dico che non dovrei preoccuparmi e non ho l'hiv... Ho bisogno di un aiuto... grazie!

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Cara P.,
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come te sento un certo odore di ipocondria, ovvero la paura di contrarre qualsiasi malattia passi per la testa e venga investita di significato.
Ciò mi fa immaginare il tuo stato generale di ansia che fai trasmigrare nelle tue paure di ammalarti, ma che nasconde di certo qualcosa di tuo che ti causa dolore e sofferenza.
Mi domando come mai tu ora abbia scelto proprio l'hiv: trasmissibile sessualmente, dai sintomi ambigui, condannata socialmente, eccetera. Sarebbe interessante sapere quali significati le attribuisci tu.
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L'hiv ha un'altra caratteristica: è facilmente diagnosticabile. E tu bellamente eviti il test. Ovvio, potresti avere la prova facile di non aver nessuna malattia, mentre forse a te serve vivere nel terrore. Perché?
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Tutti i tuoi pensieri ossessivi sui tuoi ex mi fanno pensare ad altro che alla tua paura dell'hiv. forse rischio di prendere una cantonata, ma ovviamente non ho altro da fare che ipotizzare, non avendoti davanti. Temo che i tuoi terrori si riferiscano più ad una questione morale che fisica. Non siamo sempre pronti ad accogliere la nostra verità, e il più delle volte la vestiamo di fattori esterni che coprano il nostro senso di colpa e la nostra vergogna.
Non c'è niente di sbagliato, a priori, nel vivere le esperienze sessuali che si desiderano. Tuttavia la sessualità è in assoluto la questione più controversa della vita, ed è ricca di inibizioni, ingiunzioni, colpevolizzazioni a partire da quando nasciamo. In Italia ancora di più, considerando quanto la religione cattolica influenza ogni cosa della nostra vita.
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Mi sto chiedendo se non vi sia anche per te una sorta di colpevolizzazione latente che ti fa trasferire il senso di colpa verso la paura di esserti ammalata.
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Non dimenticare che non tutto ciò che facciamo è subito consapevole; ci sono cose che appartengono alle zone oscure della nostra psiche e di cui non ci rendiamo conto se non, appunto, attravers queste strane forme reattive.
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Vai a fare presto questo test, non certo perché serva. Trovo bizzarra la tua paura che emerge dopo tanto tempo. E' più che altro un esercizio di demolizione del tuo terrore; e una volta smontato il fantasma cattivo dell'hiv prova a guardare meglio dentro di te e capire cosa ti tormenta.
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Un abbraccio.

 

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