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Traumi dal passato PDF Stampa E-mail






Gentile Dott.ssa Di Mauro
sono una ragazza di 26 anni e ultimamente mi rendo conto che alcune cose traumatiche che ho vissuto nella mia adolescenza tornano nel mio presente condizionando il mio stato d'animo.
Vorrei fare ordine e trovare il modo di poter perdonare e convivere con certi ricordi, ma mi rendo conto che nella mia mente c'è il caos e a volte ho proprio dei vuoti ripensando al passato. Questo vuoti e disordini credo siano dovuti anche al fatto che non posso piu avere accesso ai luoghi della mia infanzia ed adolescenza.
Attualmente mi sento come una grossa villona di cemento costruita su di un ramo.

Ho letto che l'ipnosi regressiva aiuta in questi casi, ma le mie possibilità economiche sono ristrettissime, visto che non ho ancora un impiego ma solo uno stage mal retribuito, inoltre non vorrei ritrovarmi nelle mani di un ciarlatano.

Che cosa mi può consigliare?Ci sono centri come i consultori in cui viene praticata questa tecnica?..

La ringrazio vivamente.




Cara ragazza,

mi colpisce la lucidità con cui affermi di voler "perdonare e convivere con certi ricordi" . E' proprio il perdono, profondo, sentito, che consente di poter convivere con il dolore antico. Ma per perdonare, e dunque accettare e superare, bisogna prima conoscere questo dolore, viverlo, attraversarlo, soffrirlo, e infine accoglierlo in una vita liberadove ci sia spazio per altro.
Il passato che condiziona il presente è sempre un passato ripetitivo e coatto, che si inserisce nella nostra vita con la recidività monotona dell'automatismo nevrotico: la mia infelicità non ha via d'uscita, la mia identità è addolorata e senza speranza.
In realtà questa coazione è qualcosa che possiamo superare, se superiamo le sabbie mobili della nostra giovinezza: lo possiamo se ci apriamo alle infinite possibilità della vita entro le quali trovare la nostra strada, quella che più ci appartiene, libera dall'abitudine antica di farci del male e libera dagli imperativi familiari che ci hanno resi prigionieri.
La Psicoterapia è un aiuto importante. L'ipnosi regressiva potrebbe andar bene, sebbene ci sono anche altri modelli adatti al tuo caso. La cosa importante, come affermi, è non finire nelle mani di ciarlatani. Purtroppo nei consultori pubblici difficilmente troveresti chi pratica tecniche così specifiche, perché all'interno dei centri di Salute Mentale si praticano attività di sostegno psicologico e non di Psicoterapia.
Ti consiglierei di attendere di avere qualche soldino per portare avanti la Psicoterapia che più ti ispira, privatamente.
Intanto, ti faccio i miei più cari auguri.



Gentile Dottoressa
la ringrazio molto per la sua risposta è stata gratificante e di conforto.
Le scrivo, oltre che per ringraziarla, per dirle che ci terrei ad avere un confronto con un professionista serio e quando avrò un contratto di lavoro che mi permetta qualcosa di più di un pacchetto di cicche, la contatterò direttamente. Ho visto il suo sito e le sue tariffe sono molto oneste, sempre che lei possa aiutarmi. Sento che una persona che offre un servizio come questo gratuitamente e con tanta attenzione (ho letto anche le esperienze degli altri) debba essere un pò speciale, e spero in futuro di poterla guardare negli occhi mentre le metto in mano il caos dei miei fantasmi.
La ringrazio inoltre per aver descritto così bene il modo si "agire del passato" questo permette alla mia mente di visualizzarlo e di capire. Mi sento impantanata e non faccio spazio al nuovo infatti non arriva mai.Ma non so come agire, da dove devo iniziare.

Sento che il momento di fare ordine è arrivato e come ha detto lei per perdonare devo in un certo senso rivivere e capire cosa mi ha fatto male. Ma la mia situazione è molto complessa. Come le dicevo, non posso avere accesso ai luoghi dove ho vissuto questo dolore in adolescenza, perchè mio padre mi vieta qualsiasi contatto con lui e quindi non posso tornare a casa mia, i miei si sono separati quando io avevo 17 anni, 9 anni fa.
Si viveva come pazzi in quella casa, violenza e tanta sofferenza. Io adesso credo di essere una persona equilibrata e soddisfatta di me (ho ancora tanto da imparare e migliorare) ma la fede e la logica probabilmente sono stati un binomio vincente. Adesso ho tanto amore attorno e felicità.
Ma come le dicevo sono un villone di cemento su un ramo. C'è qualcosa che non riesco a sistemare con la mia razionalità e riguarda il passato e si riversa nelle relazioni.
Nella mia mente i ricordi del passato si presentano come le scene di un film, mentre da quando la mia vita si è normalizzata lontano da mio padre (passato piu recente) i ricordi sono vivi e colorati di emozioni. Questa spaccatura mi crea caos. L'abbandono di mio padre mi crea caos. Il suo rifiuto mi lascia monca ed è come se io non avessi percezione di me stessa, di come possano vedermi gli altri. Non che mi interessi il giudizio degli altri, ma adesso che inizio ad avere dei rapporti lavorativi e sentimentali importanti vorrei sapere come mi vedono le persone per migliorare e vivere bene nella società serena e in grado di dare agli altri come io ricevo.

Scusi se ho abusato di questa mail,mi rendo conto che ho "vomitato" un pò di tutto ma solo il fatto di sapere che qualcuno con la sua competenza possa leggerlo rende il piccolo fardello piu leggero.
Mi ripeterò, ma grazie per quello che fa, complimenti per il sito.
Spero di poter avere con lei un confronto di persona.
I miei piu sinceri saluti.



Non dev'essere stato facile sopportare quanto hai vissuto. Quando ci troviamo nella situazione, non possiamo far altro che viverla e andare avanti; ma certe esperienze lasciano ferite che continuano a sanguinare e non è detto che guariscano mai del tutto.
La serena gioia, che vivi nella tua realtà presente, è la prova che non siamo condannati alla sofferenza e alla ripetizione di esperienze dolorose: da adulti possiamo scegliere quale senso dare alla nostra vita, che è nostra, assolutamente nostra. Purtroppo, però, non è facile liberarsi delle ombre invadenti che riemergono all'improvviso, spesso senza un volto definito.
Sentirsi rifiutati da un genitore è in tuttii casi atroce, senza eccezioni. Padre e madre sono i riferimenti primari, dove si appoggiano il senso d'identità e l'amor proprio; la tua metafora della villa su un ramo è esplicita e amara.
Mi colpisdce la tua frase: "in grado di dare agli altri come io ricevo". A volte è più doloroso sentirsi incapaci di dare, di amare,piuttosto che percepire di ricevere poco dagli altri: possiamo avere l'amore di tutte le persone del mondo, ma non essere in grado di dare a tutto questo un valore per noi. Quando è nostro padre, o nostra madre, a non averci amato, in qualche modo rinunciamo, e nessun amore potrà mai nutrirci.
Forse questo non è il tuo caso, anche perché parli di vita felice. Ma parli anche di spaccatura e di caos. E' bella la tua consapevolezza, e ti aiuterà a dare il giusto valore alla bella realtà che ti sei costruita attorno.
Un abbraccio e grazie ancora per i complimenti, davvero graditi.
 

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