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Insonnia grave PDF Stampa E-mail





Gentile dottoressa ho 33 anni e da circa 13 soffro di una grave insonnia (i primi 5 anni non ho praticamente dormito).

Sono stata sempre un tipo riservato e timida e ho sofferto di attacchi di sociofobia che si è poi risolta, non so nemmeno io come.

Quest'insonnia è cominciata nel periodo in cui avevo deciso di buttarmi seriamente nel mondo  del lavoro e mettermi in gioco dopo anni passati a non combinare quasi nulla se non un lavoretto part time che non mi dava alcuna prospettiva.


Nel tempo i sintomi dell'insonnia sono cambiati, ora sono meno pesanti, ma di fondo ho sempre un' ansia immotivata (ho un buon lavoro e vivo da sola), una paura che mi tiene in tensione. io non so più cosa fare..ho fatto psicoterapia per più di due anni, ho provato medicine omeopatiche, il magnesio, ho preso antidepressivi e mi imbottisco di ansiolitici.

Io non ho mancanza di sonno, sento di avere sonno, ma non riesco a lasciarmi andare e se mi addormento mi sveglio precocemente dopo 4 o 5 ore di sonno. Mentre sto per addormentarmi agiscono fattori di ogni tipo che mi tengono sveglia: contrazioni muscolari, scosse al cervello sobbalzi di tutto il corpo seguiti da palpitazioni, e ultimamente ci si è messo il prurito mentre sto per addormentarmi. è come se dovessi essere sempre vigile: ho paura di rilassarmi (mi viene la tachicardia mentre sto per addormentarmi) perchè non voglio sentire questi fastidiosi scossoni che mi lasciano un senso forte di disagio e malessere oltre che accelerarmi il battito cardiaco.


Da anni mi dicono che l'ansia non è mai libera, ma associata a qualcosa, nel mio caso alla depressione. io non mi sento depressa, ma di sicuro alla base di questa ansia che mi tortura ci sono le mie insicurezze (penso di non essere abbastanza intelligente per gli altri),i miei disagi nella sfera affettiva ed emotiva (sento le emozioni, ma poi le soffoco e le blocco) e forse un senso d'inferiorità che non ho mai superato del tutto. Non so più a chi rivolgermi, sono stata seguita da un medico psichiatra che mi ha prescritto antipsicotici pesantissimi che ho abbandonato dopo tre mesi (dormivo si, ma mi ero gonfiata e soprattutto mi rendevano apatica).


Combatto contro qualcosa che ancora non conosco, una parte di me che cerco di allontanare...come faccio a guardare in faccia le mie paure più grandi? sto pensando a come fare per seguirle, andare con loro per vedere dove mi portano (magari scopro che non è poi cos' atroce), piuttosto che farmi torturare e perseguitare da loro...apparentemente ho tutto , non mi manca nulla e non motivo di essere in ansia .


Quando ho sonno e non riesco a riposare me la prendo con me stessa, mi prenderei a cazzotti, anzi mi annienterei e provo un forte odio per me stessa perchè non sono capace di fare una cosa molto naturale che è quella del dormire. Arrivo pure a pensare che chi dorme bene è normale , mentre io non lo sono e per me non c'è soluzione. Addirittura sto pensando che il mio atteggiamento è paranoico.
Sto cercando un centro del sonno serio (sono marchigiana il centro del sonno è praticamente inesistente) o un nominativo di qualche bravo medico o solo qualcuno come lei che può indicarmi la strada
Spero lei possa aiutarmi, grazie.





Credo che la risposta sia in gran parte nelle tue parole, quando parli del fatto di non riuscire a lasciarti andare, ad abbandonarti al sonno.

Il momento in cui ci addormentiamo è un attimo magico, in cui lasciamo sprofondare nell'incoscienza tutto il nostro corpo e la nostra mente, come se ad un certo punto arrivasse un dèmone a staccare la spina della veglia. E' un istante incantato, dove molliamo gli ormeggi, gli appigli, e non basta volerlo, desiderarlo, né tantomeno imporselo. Bisogna affidarsi al corpo, fidarsi di lui, accogliere le decisioni non razionali del nostro organismo e seguirle placidamente.
Non per tutti è una cosa semplice. Non è semplice mollare il controllo, abbandonare la veglia che è anche garanzia di vita, di sopravvivenza, entrare in un mondo dove siamo quasi del tutto inconsapevoli di ciò che accade fuori di noi, e totalmente immersi in ciò che, diciamo, siamo al di là della coscienza.
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Non credo servano sonniferi o psicofarmaci, nel tuo caso. Sono solo forzature che vorrebbero combattere il tuo disagio, ma il tuo disagio non va combattuto, ma capito, ascoltato.
Dovrai scoprire cosa ti costringe a questo ipercontrollo, a questa veglia coatta, senza pace, senza ristoro.
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Certo, l'ansia è associata a qualcosa, se così si può dire. A qualcosa che non ci permette di avere un rapporto pacifico con la nostra vita. Ma non credere che le risposte siano semplici. L'ansia è una trasformazione concreta, declinata nella realtà di ognuno, dell'angoscia, che è invece un ingrediente ineliminabile della vita umana, costretta a stare in questo mondo senza saperne davvero il perché.
Non c'è una cura assoluta; ci sono delle soluzioni personali, dei modi individuali di rendere la propria vita ciò che è giusto per sé.
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Peccato che tu abbia interrotto la psicoterapia, era una cosa che poteva aiutarti.
Dovresti continuare, o farne un'altra se non ti trovavi bene.
Faccio una pazzia, e azzardo un'idea senza neanche averti mai vista; l'approccio che potrebbe aiutarti nella tua questione dovrebbe essere o psicoanalitico o umanistico. Il primo aiuterebbe l'emersione della dimensione onirica, profonda, inconsapevole; un approccio umanistico ti permetterebbe di fare luce sui tuoi aspetti caratteriali e di personalità, che non ti permettono di abbandonarti alla sintonia con il tuo corpo.
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Ti faccio sinceri auguri per la vita.
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