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Mi sento inadeguata PDF Stampa E-mail






Cara Dott.essa,
negli ultimi tempi mi sono resa conto di provare un grande senso di inadeguatezza, disagio e anche rifiuto, in un certo senso, dell'ambiente sociale (in particolarità faccio riferimento alla mentalità) in cui vivo.
Questo stato d'animo è iniziato quando mi sono misurata con un'altra realtà, le spiego: i miei genitori si sono trasferiti da Napoli in Lombardia
quando ero ancora neonata; ora ho sedici anni e ho iniziato a frequentare, durante le vacanze estive, le mie cugine e le loro amiche napoletane. venendo a contatto
con personalità e indole diverse, modi di vivere e mentalità differenti ho avvertito subito un senso di benessere a livello appunto dei rapporti sociali con le persone.
In parole povere mi sentivo più a mio agio e "a casa mia".
Mi chiedo dunque se le motivazioni di tutto ciò sono da attribuire al semplice fatto che, avendo quelle stesse radici, è normale che io stia e meglio con tali amicizie
piuttosto che con quelle del luogo in cui vivo, oppure c'è qualcosa di più profondo alla base.
Le chiedo questo perché durante la mia (se pur breve) adolescenza ho sempre sentito che c'era qualcosa che mi bloccava con le altre persone, non riuscivo ad essere pienamente me stessa (se non con alcune persone in particolare) e mi sentivo appunto inadeguata, non compatibile con chi mi stava intorno.
Vorrei fare una precisazione: so che durante questo periodo della vita avere un proprio "gruppo" di amici con i quali uscire tutte le sere ecc ecc è molto importante,
io non sono una di queste persone. Ho diverse amicizie, quelle di infanzia e quelle del liceo alle quali tengo moltissimo, anche di più delle amiche di infanzia, però non ho ancora trovato un gruppo stabile come ho appena detto e ciò mi deprime molto.
Grazie in anticipo, aspetto una sua risposta.
F.




Cara F.
la tua età è davvero molto difficile. Lo è per tutti, nessuno escluso. Per quanto a te possa sembrare che alcuni tuoi coetanei ne siano incolumi, non è mai così. Anche i giovanotti apparentemente tracotanti di sicurezza, in realtà vivono una situazione emotiva catastrofica. Ciò è dovuto al profondo smarrimento legato al passaggio dall'infanzia all'essere adulti, cioè da una situazione di protezione e sicurezza ad una di responsabilità e autonomia.
E' anche vero che c'è chi soffre una situazione più penosa e dolorosa; dipende da tante cose, non per ultime il temperamento e le esperienze di vita.
Il motivo per cui si cerca di far parte di un gruppo è per trovare l'alleanza che possa dare un maggior senso di sicurezza, in sostituzione alla sicurezza della famiglia (che non viene meno, ma a cui ci si ribella). Il far parte di un gruppo, però, ha il suo prezzo: esso ha le sue regole, il suo funzionamento, a cui ci si deve assoggettare. L'individuo lascia da parte la sua unicità e diventa parte di un organismo entro il quale bisogna dimostrare di esserne all'altezza. Mediamente, la forma che assume il gruppo somiglia al leader di turno.
Non tutti sono disposti a pagare questo prezzo. Forse, tu sei una che non è disposta. A volte scambiamo quella che è una nostra libera scelta, con la sensazione di sentirci inadeguati: probabilmente non è vero che non ne sei capace, o almeno non solo. Magari non è quello che vuoi, e di conseguenza non ti interessa imparare.
Ripeto: esser parte di un gruppo è una scelta precisa, il cui prezzo è l'abnegazione alle regole comuni, soprattutto alla tua età. Ha una grande utilità, ma non è l'unica scelta possibile.
Probabilmente con le tue cugine e con le loro amiche è scattato qualcosa che ti ha fatto sentire più a tuo agio. I motivi possono esser tanti, non per ultimo il fatto che in generale la cultura meridionale è più estroversa; ma questo potrebbe essere solo un accidente. La cosa importante, invece, è che tu possa aver aperimentato una te stessa più serena e meno impacciata, e dunque capire che il tuo modo di essere e relazionarti agli altri dipende molto dal tipo di feeling che si instaura.
In altre parole: anziché perdere tempo ed energie a rimuginare sulla tua eventuale inadeguatezza, pensa piuttosto di investirli con persone che a te, dico a te, piacciano. E' più che normale sentirsi inadeguati con persone con le quali non scatta una simpatia. Lo abbiamo provato e lo proviamo tutti continuamente. Il pasticcio sta nel convincersi che questo sia colpa del nostro essere inadeguati.
Non deprimerti se non hai un gruppo, chiediti piuttosto se davvero ne vuoi uno.
E non deprimerti se non vai d'accordo con alcuni tuoi coetanei: cerca relazioni positive e alleanze che ti possano fare star bene.
In bocca al lupo e buona vita.

 

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