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Il piccolo pene mentale PDF Stampa E-mail

 

 

 

 

 

Gentile dott.essa Zaira di Mauro,

 

sono un ragazzo di 20 anni e le scrivo per un parere su come muovermi nell’immediato futuro riguardo la mia situazione. Premetto che per me scrivere questa mail è molto impegnativo, ma se la sto scrivendo è perché non riesco più a tenermi dentro questa cosa. Sin dalle medie mi preoccupo delle dimensioni del mio pene, da quando sono iniziati gli scherzi “ce l’hai piccolo”. La mia preoccupazione tra l’altro non si rivela del tutto infondata, in quanto in erezione raggiungo 11/12cm di lunghezza e altrettanti di circonferenza. So di non essere un caso estremo, ma so di essere sotto la media, e so che questa preoccupazione possa essere considerata superficiale (e in parte lo è), ma nel corso della mia crescita non lo è stato, perché mi ha portato ad essere ancora vergine a 20 anni, con il continuo timore di non essere mai abbastanza per una donna, o di non esserne all’altezza. Spesso mi sento inadeguato e non all’altezza delle situazioni, sia in tema relazionale che in altri contesti, la mia autostima ne risente molto, non vado in palestra perché mi sento fuori contesto, come se un luogo fatto per incrementare la virilità fisica sia inadatto a me, anche se vorrei andarci, e so che mi farebbe bene, ma nonostante ciò non sono mai riuscito a frequentarne una. Temo la reazione che una mia coetanea potrebbe avere a vedermi nudo, temo di essere respinto per questo, e il solo pensiero mi paralizza. Finora sono riuscito ad andare avanti concentrandomi su altro, ossia lo studio e in parte le amicizie. Ho riportato ottimi risultati accademici in triennale. Poi mi sono trasferito per la magistrale, e sono andato a vivere in un collegio. In questo collegio mi trovo molto bene dal punto di vista sociale, e ciò ha riportato al centro me stesso, facendomi così risorgere questa problematica che cercavo, stupidamente, di evitare, ma che ovviamente riemergeva in alcuni momenti della mia vita in maniera sporadica. Oggi per la prima volta ho parlato con una quasi perfetta sconosciuta di questo problema via WeChat, perché non ne potevo più di tenermelo dentro, non l’ho mai detto a nessuno prima d’ora, lei si è dimostrata molto comprensiva e mi ha spinto ad intervenire attraverso uno psicologo. In realtà io non so cosa fare, se prendere appuntamento con uno psicologo e parlare faccia a faccia di come mi sento riguardo questo problema e come affrontarlo oppure no. La verità è che non riesco a superare la barriera iniziale della relazione con una ragazza, proprio ultimamente non ho preso iniziativa, quando potevo, per incominciare una (la mia prima) relazione proprio per il timore di risultare inadeguato e non all’altezza. Son però altresì consapevole che così non posso andare avanti, ho 20 anni, sono giovane e so che questo fattore biologico ha condizionato finora fin troppo la mia vita, e voglio cambiarla, ora che ancora posso, ma non so come fare, come prendere il coraggio e quali step seguire.


 

Grazie.

 

 

 

 

Caro F.,

non pensare che le tue preoccupazioni siano superficiali, innanzitutto perché la questione sulla virilità affligge quasi tutti gli uomini della Terra da tutti i tempi, in secondo luogo perché non esistono questioni superficiali, ma cose che ci fanno soffrire più o meno intensamente.
Piuttosto, le cose si possono affrontare.
Poco conta dire che il tuo pene va bene così com'è, o benissimo, per un certo numero di donne, e male per altre. Non credo che la tua sia una questione di oggettività, altrimenti avresti già risolto mettendoti con donne del primo tipo. Oltretutto la sessualità, te lo dico per certo, non è questione di dimensioni, ma di fantasie, persino fantasie sulle dimensioni, nel senso che spesso una donna  cerca l'uccellone non perché realmente le faciliti l'orgasmo, ma per i significati che sono attribuiti al super-membro.
Veniamo a te. Il problema è quando il pene piccolo è mentale, non quando è reale. Il pene diventa adulta quando è capace di incontrare una donna e amarla, quantomeno sessualmente. Il tuo è indubbiamente adulto nei fatti, ma è così anche nella testa? Io non credo che tu non abbia fidanzate perché hai paura del loro giudizio sul tuo pene; io credo che tu abbia preso l'alibi del pene piccolo per tenere alla larga le donne. E sai perché? perché le donne fanno paura. Il sesso fa paura. Il sesso è sporco, imprevedibile e per nulla rassicurante. Arriva nella vita dopo l'infanzia a rompere le scatole e a rovinare l'Eden, l'era del gioco e dell'amore puro per la madre. I pruriti sessuali sono proibiti e irrinunciabili, ma ci fanno sentire lerci, cambiati per sempre. Il pene può essere grande o piccolo, comunque esiste e comincia a batter cassa, a fare richieste, a ricercare performance da adulto. Ed ecco che tanti ragazzi, come te, vanno in crisi. Si sentono in dovere di andare incontro alle ragazze, corteggiarle, "concludere". Chi ha, ho chi crede di avere, il pene piccolo se la prende con quello, gli altri si accaniranno con altre cose, attacchi di panico, impotenza, omosessualità (o presunta tale), ansia da prestazione paralizzante.
Per questo ti dico di sì, parla con uno psicoterapeuta, assolutamente e il prima possibile. Cerca di capire quali sono le tue paure, quelle vere, i tuoi desideri, quelli veri anche loro, e cerca di vivere questa vita al meglio che puoi, come tutti un po' arrangiandoti, con qualche rifiuto, qualche sofferenza, qualche gioia... ne vale la pena. I sensi di colpa e le paure possono diventare altro, per esempio capacità di godere di questa vita che non aspetta altro.
Un caro saluto e tanti auguri per la tua vita, che spero piena di amore e di piacere.
 

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