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I tempi dell'apertura ai ricordi PDF Stampa E-mail

 

 

 

Buongiorno.

Sono seguita da uno psicoterapeuta da circa un anno. Ho completa fiducia nella sua professionalità e nella possibilità di star meglio.
Vivo con lui però momenti di vero disagio: ho la sensazione che gli interessino solo determinate parole o situazioni. In questo anno ha insistito e forzato nel farmi ricordare situazioni vissute in tenera età e 'sorvolato' su un episodio, che per me rappresenta un trauma, ma avvenuto in età adolescenziale.
Ho compreso che le mie problematiche di relazione derivano da vissuti in eta precoce ma, se cosi è, arriverò a elaborarle, senza necessita di sforzo. Ma penso che non ci arriverò mai se non elaboro prima il trauma vissuto.
Attualmente stiamo praticando l'EMDR e forse anche questo non fa x me.
Ho provato a parlarne con lui ma le sue risposte, anche se comprensive, poi si concludono facendo riferimento alla mia 'solita' resistenza o alla mia fatica nel parlare dell'eta + infantile.
Ma non dovrebbe essere lui aiutarmi a farlo…???
Credo che non sappia ancora come prendermi e, soprattutto, non sappia trovare altre strade per farmi arrivare alla meta.
Le chiedo, cortesemente, un opinione.
A., Milano

 

 

 

 

 

Cara A.,
che dire... hai ragione, probabilmente. Anche noi strizzacervelli a volte siamo degli elefanti, e vogliamo a tutti i costi andare dritto al "sodo" senza calcolare i tempi del paziente.
D'altronde ha ragione anche lui, ci sono le tue resistenze. Non è una colpa averle, è una grande scocciatura che non risparmia nessuno, psicoterapeuti compresi.
Le resistenze sono un dato di fatto che stabilisce i nostri tempi, nella cura.
Credo tu possa serenamente dire al tuo psicoterapeuta che hai bisogno di tempi più lenti, che non ce la fai, che hai bisogno di parlare di questo trauma adolescenziale che ti offusca il pensiero e la concentrazione. Non fare l'errore di andartene, non sia mai, prima di avergli detto queste cose: la qualità della tua relazione con lui è la cosa più importante, che servirà da "esempio" per tutte le relazioni della tua vita. Sii sincera, aperta, disarmata. Individua con maggior precisione possibile i tuoi bisogni, le tue difficoltà, e chiedigli aiuto. Lui è lì per aiutarti e vorrebbe farlo secondo tempi veloci che forse sono i suoi, non i tuoi; se per prima tu accogli le tue resistenze con consapevolezza, lui sarà più sereno nel concederti del tempo, sicuro del tuo desiderio di lavorare.
Provare a parlare con verità è sempre cosa buona e giusta.
Buona terapia e tanti auguri.

PS: lascia perdere l'EMDR se non ne sei convinta. Io credo che certi strumenti siano efficaci solo le c'è una qualche simpatia di fondo. Il mio parere è comunque relativo, parlane con lui.
 

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