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Guardo il telefonino di mia figlia sedicenne PDF Stampa E-mail

 

 

 

 

 

Buongiorno.

Sono un papà un po' rattristato volevo chiederle un consiglio su come mi dovrei comportare.

Mia figlia ha una relazione con un ragazzo di Napoli, si sono incontrati tre volte e noi le abbiamo sempre detto che siamo un po' contrari alla relazione per la distanza che c'è tra loro (noi siamo di Belluno). Se le cose fossero andate normalmente ne avremmo potuto parlare, ma il problema è nato quando ci siamo accorti, guardando nel cellulare, che gli ha inviato delle foto, richieste da lui, molto "particolari". Ne abbiamo parlato con lei, ma non credo che abbia capito la gravita della cosa . volevo chiederle se era meglio andare dai carabinieri e denunciare la cosa o se era il caso di fare un tentativo con i genitori del ragazzo perchè le cose finiscano e vengano cancellate le foto. Lui compie 18 anni a dicembre mia figlia 16. Grazie

Cordiali saluti.


Vi trovate in una situazione dove si mescolano legalità, preoccupazione e buon senso, per cui mi rendo conto di come sia difficile prendere delle decisioni.
Sarebbe stato utile spiegarmi meglio cosa vi preoccupa della distanza, perché così, leggendo la tua lettera, non riesco a coglierlo; l'età di vostra figlia è tale per cui si è chiamati a vivere esperienze non per forza ragionevoli, né definitive, laddove i genitori sono chiamati a contenerne la pericolosità.
Credo che il problema, invece, sia l'età, e insieme la sessualità.
Stiamo parlando di un momento della vita della ragazza molto particolare, in cui non è ancora maggiorenne ma nello stesso tempo inizia a sentire il sapore della maturità e, di conseguenza, della privacy.
La questione è: come possono i genitori rispettare la privacy e nello stesso tempo salvaguardare la propria figlia (o il proprio figlio) da sciocchezze gravi o addirittura irreversibili? non sono sicura che controllare il cellulare sia la scelta migliore; per lei che i genitori "smascherino" la sua intimità potrebbe essere terribilmente imbarazzante, se non addirittura intollerabile. Prova ad immaginare se tua madre, da ragazzo, avesse sbirciato tra le tue foto erotiche fatte per una ragazza. Immagina la vergogna e la sensazione di invasione e violenza.
Probabilmente ci sono altri modi per entrare nella vita di una figlia 16enne, parlandole, facendole sentire l'autorevolezza non dittatoriale, ma dialogica, facendole capire che ci possono essere dei pericoli gravi non visibili da lei, subdoli, melliflui, per i quali voi potreste aiutarla in modo discreto, non invasivo né giudicante.
Anche voi dovreste aprirvi un po' al suo mondo. Non è detto che quello che lei faccia, comprese le fotografie, non facciano parte di un qualcosa che lei abbia sotto controllo; oddio, è chiaro che al terzo incontro con un ragazzo più grande sia difficile pensarlo, ma questa è una regola generale che vale per i figli adolescenti nelle molteplici circostanze: dare fiducia, e nello stesso tempo vigilare sapientemente e discretamente.
E' chiaro che se scopriamo nostro figlio che si droga in bagno la discrezione va a farsi benedire. Io parlo di situazioni e di scelte di quotidianità, di scoperta del mondo, di affrancamento e crescita.
In ogni caso il genitore è chiamato ad essere un luogo sicuro, senza titubanze. Siete voi gli adulti, portatori di un sistema di valori che non deve chiedere il permesso ai figli; al quale molto probabilmente loro si ribelleranno, ma che vale perlomeno fino alla maggiore età.
Parlate con lei, fatela esprimere, osservatela silenziosamente, non sbandierate al vento la sua intimità, e non guardatele il telefonino, o se lo fate tenetevelo per voi, a meno di cose gravissime: fate in modo che sia lei ad aprirsi, a parlarvene, portatela a raccontare e fatelo con discrezione: certe cose non si raccontano al papà, meglio alla mamma, e a volte neanche a lei.
Ultima cosa: la legge. Un maggiorenne non può far sesso con una minorenne, sebbene lui ancora non lo sia. Anche qui, come giocarsela? Sempre nello stesso modo, in un equilibrio miracoloso tra autorità e comprensione, tra preoccupazione e vicinanza, fiducia: niente di più difficile.
Chiamare i carabinieri o parlare coi genitori di lui potrebbe essere per la ragazza un'esperienza di grande vergogna. Oltretutto lui non è ancora maggiorenne, per cui non c'è reato. Provate altri sistemi, ripeto, datele ascolto e fiducia.
Spero di esservi stati d'aiuto, la questione è molto complessa e riassumerla in una risposta è un'impresa titanica.
Cari saluti.
 

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