Basic Joomla Menu

Figlio ribelle di 13 anni PDF Stampa E-mail






Gentilissima Dottoressa,


sono molto interessanti le sue risposte, così ho pensato di scriverle per avere una risposta che come molte mamme non trovo e mi da solo sofferenza.


Mio figlio di 13 anni frequenta la 3 media e a scuola ,pur essendo un ragazzo con una gran testa, si comporta male disturba la classe e si comporta come uno "slandrone"; e se questo non bastasse è succube della play station, che ora è stata ritirata a casa mia e a casa del padre, ma lui ieri dopo aver promesso di studiare per rimediare alle insufficienze, ha insistito nuovamente per avere subito la play, ed io ferma nella mia decisione sono stata molto calma, ma uscita di casa mi ha fatto dei danni buttando tutto all' aria e rompendo alcuni oggetti.


Perchè si comporta cosi, perchè non vuole impegnarsi a scuola che ormai mancano solo 2 mesi? gli basterebbe cosi poco per raggiungere la promozione... una mamma disperata... S.

Cara S.,

fosse solo la scuola il problema basterebbe obbligarlo a studiare. Il punto è che evidentemente il comportamento di tuo figlio è espressione di un malessere che va ben al di là della scuola.

Mi pare di capire che tu e il padre siete separati. Da separati è più difficile impostare un'autorità in casa, che avrebbe bisogno del doppio ruolo di padre e madre. Tuttavia non è neanche solo questo il punto.

I 13 anni sono un'età di ribellione e ricerca di identità; non sempre il ragazzo riesce a stare entro limiti "sopportabili", e lo sballamento del proprio equilibrio può prendere la strada della rabbia e della distruzione.

Tuo figlio sta male e fare lo "slandrone" è paradossalmente l'unica cosa che gli riesce, in cui si ritrova, si riconosce in una rappresentazione di sé, un'identità appunto.

Che fare?

La cosa migliore sarebbe quella di proporgli l'aiuto di uno psicologo, ma dubito accetterebbe; funzionerebbe se partisse come suo desiderio, ma immagino sia fantascenza.

Probabilmente bisognerebbe lavorare sulla sua responsabilizzazione, e non parlo della sensibilizzazione al dovere fine a se stesso (come la scuola), ma alla consapevolezza di sé. Purtroppo temo non sia semplice parlare con lui, figuriamoci stimolarlo alla riflessione. E' anche vero che gli adolescenti hanno bisogno di una guida, anche per ribellarvisi, per cui stai certa che dietro quella maschera riluttante c'è un giovane figlio bisognoso, che sta male e non sa cosa gli succede.

Più che i rimproveri e le punizioni, alla sua età servono basi solide su cui appoggiare l'inquietudine e il senso di vuoto di un'età che non è né adultà né infantile. Devi trovare la strada per parlare con lui, per domandargli come sta, per fargli esprimere cosa lo comprime.

Se possibile, sarebbe meglio allearti con suo padre per una educazione, diciamo, incrociata.

Oltrtutto, in alternativa a lui, potresti sempre sfruttare tu un esperto per un consulto: a volte le nostre questioni irrisolte si mescolano a quelle dei nostri figli e si fa un bel minestrone indigesto.

So che è difficile, ma potrà essere anche per te un'occasione di crescita, come per tutti i genitori di adolescenti.

Un abbraccio.

 

Menu Principale