Basic Joomla Menu

Figlio adulto bambino PDF Stampa E-mail

 

 


Salve sono una mamma di 57 anni e ho dei grossi problemi di rapporto con mio figlio di 25 anni.

mi sono separata 15 anni fa e lui ancora adesso mi rimprovera di avergli rovinato la gioventu' e non accetta in casa il mio nuovo compagno la cui relazione dura da 7 anni.

tutte le settimane, specialmente nel week end sono litigate enormi per banalita': ho pulito male, ho fatto da mangiare non buono, ho fatto rumore mentre lui dormiva, voleva la pasta o fatto il riso eccc.

non lavora vive con me , ho cercato di mandarlo dal padre ma niente da fare, mi odia ma resta con me e il problema grosso è che non vuole che il mio compagno entri in casa mia.

non so piu' cosa fare....mi aiuti.

M.

 

 

 

 

Cara M.,

purtroppo le libertà che i nostri figli si pendono con noi sono spesso legate a quanto non siamo stati capaci di mettere dei limiti. Non è un' incriminazione, di certo avrai fatto del tuo meglio. Il problema è il risultato, ed è con esso che tu ti trovi a fare i conti.
Quello che temo è che tuo figlio, per essersi sentito in diritto di colpevolizzarti, molto probabilmente ha fatto leva su un tuo senso di colpa e una una debolezza a riguardo. I figli accolgono e digeriscono i significati che diamo alle cose e che passiamo a loro. Se io mi separo e non mi sento in colpa, a mio figlio arriverà un certo significato, se invece io per prima patisco la mia scelta e in qualche misura la vivo come un crimine, mio figlio penserà che ho commesso qualcosa di grave e punibile. Siamo noi a passare il senso delle cose ai figli.
La separazione non è divertente per nessuno, è comunque un passaggio doloroso. Anche i genitori passano un momento drammatico, anche proprio per la sensazione di avere trafitto il cuore dei figli. Probabilmente tu ti sei sentita talmente cattiva da far credere a tuo figlio di esserlo davvero.
Certo, la mia è solo un'ipotesi.
A questo punto accadono cose strane. Per esempio tuo figlio ti combatte e però continua a fare il figlio, non si affranca, non se ne va, ti intralcia nella tua vita di donna. Penso voglia impedirti di fare quello che probabilmente ha fantasmatizzato quando hai lasciato suo padre, ovvero farti i fatti tuoi e goderti la vita. Ma se lo fa, cara M., è perché in qualche modo tu per prima , in modo assolutamente inconsapevole, gli chiedi di farlo: glielo permetti e probabilmente lo provochi con micro-azioni quotidiane che lo tengono ancora stretto a te, nemico e sabotante.
La mia ipotesi è che sia tu, innanzitutto, a sentire che non hai il diritto di vivere una nuova vita. Stai lì a far da serva ad un figlio irrispettoso rendendogli la casa un castello, il luogo del suo potere sadico. In qualche misura, sempre inconsapevole, ne godete entrambi. Tu probabilmente espiando la colpa e lui servendo il tuo bisogno su un piatto di...spaghetti rifiutati.
Se lo ami devi aiutarlo a mandarti al diavolo, tu, la tua vita, il tuo uomo e le tue scelte. A viversi la sua vita e non a contrastare la tua. Trova il modo di superare la tua colpa, fatti aiutare, fai come credi, ma fai in modo di uscire da questo rapporto morboso e di capire che tuo figlio alla sua età la pasta se la può cucinare anche da solo. E se per caso non ne volesse sapere di affrancarsi, tu comunque porta avanti la tua vita, che è l'unica cosa sana che puoi fare. A lui ci pensi lui stesso, prima o poi accadrà.
Certo è che uno dei due deve crescere per primo. L'altro seguirà, è la legge della vita.
Un caro saluto e auguri.
 

Menu Principale