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Figlia aggressiva e...bisognosa PDF Stampa E-mail

 

 

 

 

 

Gentile dottoressa, sono una madre divorziata 45enne con una figlia 15enne.


Mia figlia ha un carattere molto aggressivo, mi risponde male, studia pochissimo, si rifiuta di aiutare in casa. Insomma, un belva. Io sono molto aperta e le lascio molta libertà di movimento pretendendo in cambio solo l'impegno scolastico che viene puntualmente disatteso.

Ha finito l'anno con tre debiti scolastici e devo urlare tutto il giorno per farle aprire i libri. Il padre se ne frega, mi ha risposto testualmente: poteva studiare durante l'anno. Il rapporto col mio ex è pessimo.  Non ci parliamo mai perché lui preferisce evitare le discussioni con me e dover affrontare le responsabilità di padre.

È molto egoista, porta avanti la sua vita senza preoccuparsi delle esigenze della figlia però sostiene il contrario con chiunque gli chieda qualcosa. I suoi amici lo hanno ripreso più volte di fronte a situazioni lampanti ma lui tace e fa finta di niente. Non lo tocca niente, neanche il disprezzo della gente.


Io sono esausta, non so più cosa fare. Sono anche ciclotimica e fatico non poco a portare avanti tutto al meglio. Non so come gestire mia figlia, non ho alleati e non riesco a scalfire disinteresse che prova per tutto.

È contenta solo quando esce con le amiche, cosa che le concedo senza problemi visto che rispetta gli orari che le do e frequenta ragazze a posto. Sono disperata e stanca. Sono completamente sola.

F.

 

 

 

 

 

 

Cara F.,

ti sentirai meno sola quando ti accorgerai che insieme a te ci sono delle persone, persone che in questo momento vivi come nemiche.
Ti immagino disperata a lottare contro il vento, che se ci pensi è un'assurdità; tant'è che qualcuno ha capito che il vento va sfruttato a proprio favore, se non lo si vuole come avversario.
Morale: non devi lottare contro tua figlia, ma insieme a lei. Credo tu debba farle delle domande, chiederle come sta e cosa agita, capirla. Ma capirla davvero, non tanto per provarci. Tua figlia è una persona, una persona viva, con le sue complessità,, i suoi dolori, le sue questioni personali. Ha un'anima complessa, un mondo segreto sommerso, per non parlare delle complicazioni della sua età.
I genitori, così presi dalle direttive dell'educazione, se ne dimenticano quasi sempre: un figlio che non si comporta "ragionevolmente" è un disgraziato. Ma i figli, soprattutto adolescenti, non sono robot; sono essere umani pieni di contraddizioni, alla ricerca di se stessi e della propria verità, al di là di quella genitoriale. Mentre i genitori non vedono che piccoli uomini (e donne) allo sbando.
Insomma, guardala negli occhi, fallo davvero, falle capire i tuoi sentimenti e non darli per scontati, perché i figli non hanno mai la certezza di essere amati e accettati per quello che sono, logorati dal senso di colpa e di inadeguatezza per non essere mai abbastanza "giusti", per i genitori. La colpa così diventa rabbia, ed è allora che si diventa "belve".
Aiutala. Non chiederle, diciamo, soltanto prestazioni scolastiche. So che credi di fare il possibile, e in un certo senso lo fai. Il punto è che a volte i figli hanno bisogno di qualcosa che non capiamo, soprattutto in questa età maledetta. Non sono solo sanguisughe, sono anche persone bisognose. Stai con lei, stacci con tutta te stessa e l'amore che provi. L'idea che l'autorità possa dare risultati coi figli è estremamente relativa. Così come l'idea che esprimere i sentimenti sia anche espressione di debolezza, per cui i figli ne approfitteranno, è sbagliata.
Prova a cambiare tu, farà bene ad entrambe. E se dovesse risultarti troppo difficile, una chiacchierata con uno psicoterapeuta potrà aiutarti: spesso siamo coi nostri figli esattamente come i nostri genitori erano con noi, cosa che allora ci faceva soffrire terribilmente, ed oggi ripetiamo senza neanche rendercene conto, come un marchio indelebile, una condanna senza via d'uscita.
Mentre la via d'uscita c'è, eccome.
Un caro saluto e auguri per la vita.
 

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